Yami
no Matsuei (I Discendenti delle Tenebre)
è l'opera prima ed anche unica di Youko
Matsushita, autrice legata alla casa editrice Hakusensha.
Prima di approdare in Italia grazie alla Star
Comics questo era uno di quei manga molto famosi fra gli affezionati
della rete, ma totalmente sconosciuto ai più.
Iniziato nel 1995 sulle pagine della rivista Hana
to Yume (rivista shoujo di punta dell'Hakusensha) vanta
al suo attivo 11 tankobon "ufficiali" e almeno un
altro paio "virtuali". Infatti l'11° volumetto è
uscito nel 2001, la serializzazione del manga è continuata,
in modo altalenante, su rivista fino al 2003, ma purtroppo non si
sono più viste raccolte monografiche. Il motivo di questa cosa
pare sia da attribuirsi agli screzi che l'autrice ha avuto con l'Hakusensha
stessa. La casa editrice pare che abbia imposto una linea editoriale
che alla Sensei non è andata a genio (praticamente le storie
di Yamimatsu non erano adatte ad un pubblico di ragazzine delle medie,
il target di Hana to Yume) e la nostra autrice in tutta risposta ha
deciso di non sottomettersi al volere della casa editrice, quindi
il suo manga è stato, dal nr 10 in poi, spesso disegnato dalle
sue assistenti ed è stato pubblicato in modo incostante.
Pare che tuttora questi problemi non si siano risolti, anche se, con
la pubblicazione all'estero dell'opera, la Hakusensha abbia promesso
di pubblicare un finale della storia, non si sa ancora se raccolto
in un solo volumetto o più. Purtroppo la sensazione che si
ha da tutta questa faccenda è quella che non riusciremo mai
a sapere come la vicenda si concluda veramente (o almeno come l'autrice
avrebbe voluto concluderla se fosse stata libera di fare ciò
che avrebbe voluto) e che, purtroppo, molti misteri resteranno irrisolti,
almeno che... Youko Matsushita e la sua casa editrice non facciano
pace e non trovino una soluzione alternativa (personalmente però
oramai la vedo una cosa molto improbabile e questa resterà
purtroppo un'opera incompiuta).
Yamimatsu (come lo chiamano affettuosamente i fan) è uno di
quegli shoujo un po' "atipici" che vanno di moda da un po'
di tempo, quelli dove non è la storia d'amore ad essere il
tema principale del fumetto, ma tutta l'ambientazione di contorno
e il rapporto ambiguo fra i personaggi. Infatti questa è un'opera
che tende più allo shounen-ai che allo shoujo (almeno all'inizio
quando l'autrice poteva fare ciò che voleva senza restrizioni),
non solo il protagonista pare palesemente interessato al suo collega
di lavoro, ma ha tutta una serie di spasimanti, o presunti tali, sparsi
per il manga.
Ma... forse è meglio scendere nel dettaglio e "fare luce"
sulla storia:
Asato Tsuzuki è uno Shinigami,
un Dio della Morte, in servizio presso l'Enma-cho. In realtà
Tsuzuki è morto da circa 70 anni e la sua anima avendo sia
poteri particolari che un particolare rimpianto che lo ha tenuto legato
alla vita terrena non è potuta salire al cielo e il ragazzo
è divenuto un Dio della Morte. L'Enma-cho è un particolare
ufficio governato da Re Enma (il Dio degli Inferi) che si occupa di
indagare su "morti" sospette, ovvero su persone che essendo
state registrate sul Kiseki (il Registro dei Morti) in realtà
non sono defunte veramente. Compito degli Shinigami è quello
di far morire queste persone.
Ogni Shinigami lavora in coppia e il collega di Tsuzuki è Hisoka
Kurosaki, ragazzino empatico che ha problemi nei rapporti
interpersonali. Tsuzuki è visibilmente attratto dal collega
fin dall'inizio. Ma la trama principale del manga non è prettamente
il rapporto fra i due, ma più i casi che i protagonisti devono
affrontare. Anche se, come in ogni shoujo che si rispetti, i sentimenti
sono tenuti molto in considerazione.
Lo stile di disegno della Matsushita ricorda sia per l'uso dei retini
che per la cura delle tavole quello di Kaori Yuki e anche per le tematiche
noir che affronta può, per certi versi, essere associata a
questa mangaka (anche se le due sono in definitiva molto diverse).
I disegni sono molto curati e particolareggiati anche se nei primi
numeri la caratterizzazione dei personaggi è a volte scostante,
ma si tratta pure sempre del primo manga di quest'autrice. Anche la
sceneggiatura all'inizio risente dell'inesperienza della mangaka,
ma ben presto il fumetto acquisisce una sua personalità (finchè
l'Hakusensha non ci mette lo zampino e l'autrice è costretta
a bruschi cambi di marcia nel bel mezzo delle storie U.u!).
Il tratto è molto bello e pulito e le illustrazioni ben realizzate
e colorate. Alla Matsushita piace molto inserire vignette di stampo
shounen-ai e rapporti ambigui fra i personaggi: vedasi ad esempio
l'ossessione che il Conte del Palazzo delle Candele o Muraki hanno
per Tsuzuki (in
pratica in ogni numero c'è qualcuno che ha intenzioni... poco
ortodosse con lui ^^;;; E pare che a lui la cosa non dispiaccia neppure
molto...).
Da questo fumetto nel 2000 è stata tratta anche una
breve serie animata di 13 episodi
(disponibile anche in Italia grazie alla Yamato
Video col titolo di Eredi del Buio [ce
ne fosse uno che abbia azzeccato la traduzione giusta!!]).
E come spesso accade oltre ai cd legati all'animazione ne sono usciti
anche due ispirati al manga (ma di questi, come al solito, vi parlerò
meglio nella pagina dedicata alla colonna sonora), più alcuni
libri (che trovate recensiti nella pagina dell'autrice).
Insomma se vi piace lo shoujo classico non me la sento proprio di
consigliarvi questo manga, ma se amate le storie un po' strambe e
ambigue e ben disegnate non potete certo farvelo scappare ^_^! Sempre
se... avete intenzione di imbarcarvi in un'opera che ancora non sappiamo
con sicurezza se verrà mai conclusa e come lo farà.
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In
My Humble Opinion (I Commenti degli Altri): |
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Devo
dire che partivo molto prevenuta nei confronti di questo manga
che non riuscivo a inquadrare bene... pur rimanendo della mia
idea iniziale (non riesco proprio a considerarlo uno shoujo!)
e pur avendo letto per ora solo i primi 4 volumetti, devo dire
che tuttosommato non mi dispiace più di tanto. A essere
precisi, apprezzo più che altro il lato "misterioso"
delle vicende (da brava appassionata di gialli) mentre non mi
piace molto come la Matsushita fa interagire i personaggi, probabilmente
perchè non sono un'amante del genere shounen-ai e quindi
questi rapporti un po' "ambigui" proprio non mi vanno
giù. |
