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KAITOO SAINT TAIL

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Meimi e Asuka jr.Kaitoo Saint Tail ("La misteriosa ladra Saint Tail") nasce nel 1995 come un manga disegnato dalle mani di Megumi Tachikawa, di cui forse rappresenta la storia più conosciuta e amata… e per la cui protagonista io personalmente stravedo, perché è assolutamente, puramente, incredibilmente KAWAII!! La storia narra delle avventure di Meimi Haneoka, una vivace e dolce ragazzina di 14 anni che come tutte le sue coetanee va a scuola, sogna il grande amore, ama i dolci ed è innamorata -come dice lei- "delle cose carine"… ma Meimi nasconde un segreto: quando la notte cala sulla sua città, le sue incredibili abilità di prestigiatrice -ereditate dal padre- le permettono di trasformarsi nella misteriosa ladra Saint Tail! Saint Tail è una ladra un po' particolare, che ruba solo a scopo di giustizia per aiutare persone in difficoltà: per esempio riportando al vero proprietario oggetti rubati in precedenza, oppure smascherando truffe e persone disoneste… e come fa a sapere che questa o quell'altra persona ha bisogno di aiuto? Semplice, grazie alla sua amica del cuore Seira Mimori! Seira è compagna di classe di Meimi, e non solo: è anche una novizia dell’ ordine di suore (cattoliche!) che gestisce la scuola che le due ragazze frequentano, l'Istituto Saint Paulia. Nella storia, Seira come novizia ha la possibilità di ascoltare le confessioni dei fedeli, e in questo modo viene a conoscenza dei problemi e dei dolori della gente… Seira informa Meimi delle ingiustizie che ascolta nel confessionale, e la nostra eroina, col costume di Saint Tail, vi pone rimedio! Seira e il delizioso porcospino di Meimi, Ruby, formano con Meimi la squadra di Saint Tail, e sono gli unici a conoscerne la vera identità!
Ma le cose non sono così semplici per la nostra prestigiatrice… come per ogni ladro che si rispetti, c'è anche un detective che vuole acciuffarla! Si tratta di un altro compagno di classe di Meimi, figlio di un poliziotto e decisissimo a seguire le orme del padre: Daiki Asuka, detto Asuka Jr. …e alla nostra Meimi non dispiace affatto che lui la insegua con tanta determinazione ^__^ !
Con queste premesse si snoda la storia della misteriosa ladra, che visto il successo del manga, uscito mensilmente sulla rivista Nakayoshi di Kodansha, è stata prolungata oltre i 4 episodi inizialmente previsti e successivamente raccolta in 7 tankobon. In Giappone è uscito anche l'Official fan book, parzialmente pubblicato anche da noi dalla Diamond. Inoltre le avventure di Meimi sono state riprese in un'ampia serie tv di 43 episodi (dei quali molti inventati appositamente), in onda per la prima volta in Giappone nell'ottobre '95. Ad essa si è affiancato in Giappone un musical in cui la brava Tomo Sakurai, voce di Meimi e conosciuta sia come doppiatrice che come cantante, ha indossato i panni della protagonista dal vivo!
La storia di Saint Tail si snoda su un filone già conosciuto, a metà fra le maghette e le classiche storie di ladri che conosciamo… la Tachikawa scrive infatti nei suoi free talk sul manga di essersi ispirata a una delle storiche majokko dello Studio Pierrot, quella Magical Emi che tanto amavo quando ero piccola [forse è anche per questo che stravedo per Meimi! ^^], ma anche al mitico Lupin III e alle altrettanto mitiche sorelle di Cat’ s eye (Occhi di gatto)… oltre che a una vecchia canzone intitolata "Pink no hyo" (Pantera rosa), in cui si parlava di una ladra innamorata dell'investigatore che tenta di catturarla! Nonostante Kaitoo Saint Tail peschi appunto da filoni già consolidati, penso che la Tachikawa sia riuscita a creare una storia godibilissima, certamente disimpegnata ma anche fresca e sognante… io ho amato molto l'atmosfera che l'autrice ha creato, con i suoi immensi cieli stellati sopra la tranquilla città dormiente e la frizzante Meimi che si libra con grazia e agilità da un tetto all'altro! Nel suo "show time", Saint Tail mi ricorda tanto le movenze e le coreografie dei musical di Hollywood anni '50, dall'irresistibile piglio swing; dà vita alla stessa atmosfera sognante e di spumeggiante savoir faire, e in effetti anche il suo costume, richiamando il frac, si accorda molto a questa immagine! Al tutto contribuisce anche l'ineccepibile eleganza dei movimenti di Meimi, che possono sembrare effettivamente anche un ballo; il suo cappello da prestigiatrice con le onnipresenti carte da poker, la cui sola presenza evoca tutto l'immaginario sui maghi e le loro strabilianti prodezze; l'inafferrabilità della ladra che dona il fascino del mistero... ma Kaitoo Saint Tail è anche e soprattutto un racconto sui freschi e delicati sentimenti delle ragazze, che costituiscono l'altro grande fulcro della storia: le emozioni di Meimi sono sempre in primo piano, e attorno all'altalena di gioia e dolori adolescenziali è giocata tutta la vicenda, senza però che il tutto risulti pesante, anzi, credo si possa tranquillamente dire che la leggerezza è la principale caratteristica di tutta la storia, e proprio quello che la rende così godibile! Per il resto infatti la storia non è esattamente il massimo della coerenza, ci sono alcune cose che sono proprio elaborazioni di fantasia: l'esempio più evidente sono i riferimenti al cattolicesimo, di cui molti errati, e che riflettono il fatto che i giapponesi, come dice il detto, "nascono shintoisti, si sposano cattolici e muoiono buddhisti"! Cioè per molti di loro non c'è una appartenenza assoluta a una religione, come per noi occidentali… per cui è normale che si conoscano meno gli aspetti più particolari del cattolicesimo, che alla fin fine è "l'ultimo arrivato" in Giappone e non ha lì la tradizione che ha alle spalle in occidente… infatti tutti noi sappiamo che le suore cattoliche se vestono l'abito (come la maggior parte) lo vestono fin da novizie, e che non frequentano i normali corsi di studio, e nemmeno possono confessare i fedeli, tutte cose che Seira invece fa (e questa incongruenza è costata molto all'anime qui in Italia…)!
A parte questo, essendo una storia il cui sale è la fantasia, glielo si perdona, alla Tachikawa! Anche perché il suo tratto è (scusate se mi ripeto!) assolutamente kawaii ^^ [adoro i capelli di Meimi, li voglio anch'io cosììì!! @_____@] , e il chara design dell'anime lo rispetta in pieno!
Per quanto riguarda l'Italia, Kaitoo Saint Tail è arrivata prima come serie animata sulle reti Mediaset, col titolo "Lisa e Seya, un solo cuore per lo stesso segreto" [aah, questi splendidi titoli lunghi chilometri…], subendo oltre a un misterioso arresto all'episodio 11, un'infinità di ingiustificate censure, che vanno dal taglio di tutte le scene in cui compaiono ideogrammi giapponesi allo sdoppiamento di Seira… che qui da noi è diventata "due gemelle"!! Si vede che lo shock per i bambini italiani di vedere una suora anche in abiti civili era stimato così grande che a Mediaset non hanno resistito: e Seira è diventata "Sara", semplice ragazza amica di Meimi, con la sua gemella "Mara", novizia relegata in chiesa da cui non si sposta mai U.u … e chissà quanti cervelloni si sono applicati per trovare questa soluzione per l'increscioso problema! NO COMMENT!! Per fortuna abbiamo potuto leggere almeno il manga in versione originale: è stato pubblicato dalla Star comics sulla testata Amici fin dal suo numero uno, condividendo l'albo con Haikarasan ga tooru, Miracle girls, Sailor V prima e Creamy Mami poi, dal numero 1 al numero 20, e con l'intero numero 23 dedicato al capitolo finale più una storia extra.
Insomma, la nostra ladra qui in Italia ha avuto vita un po' travagliata! Ma che per fortuna non ha rovinato l'atmosfera di una storia a mio parere piacevolmente frizzante e romantica, e che credo possa essere apprezzata da molti shojo fan.




In my humble opinion (I commenti degli altri):

Ho sempre trovato quella di Saint Tail una storia molto carina, certo a volte decisamente infantile e a tratti scontata, ma comunque apprezzabile. Il manga mi è piaciuto sicuramente di più della serie tv, ma forse ciò è dovuto solo alle censure presenti nella versione Mediaset... più che altro non ho mai sopportato il modo con cui la Pacotto ha doppiato Meimi/Saint Tail: odiavo quelle sue continue risatine sceme, soprattutto durante la trasformazione. In conclusione: un manga tuttosommato "simpatico", peccato per la pubblicazione "a puntate", anche se forse in monografico non avrebbe venduto molto (chissà...).

Quando da noi arrivò il cartone lo guardai volentieri e mi ricordo che mi piaceva pure parecchio (tanto che registrai gli ultimi episodi), peccato per "l'adattamento a intuito" (nel senso che alcune cose dovevi dedurle da te visto il casino combinato in Mediaset U.u), quindi quando la Star Comics ha annunciato che avrebbe pubblicato il manga sono stata molto contenta di poter leggere la storia così com'era in realtà. E' un manga carino e divertente, anche se... non so se, se fosse uscito in monografico, lo avrei comprato o no (non ho preso neppure Amici perchè due titoli su quattro non mi interessavano). Sicuramente da leggere a scrocco, almeno per curiosità (in Italia hanno pubblicato certamente di peggio!!!).

Premesso che non ho visto la serie TV, del manga (letto molto velocemente) ho vaghi ricordi ma ciò non significa che non mi sia piaciuto del tutto. Nonostante le poche pagine lette mensilmente su Amici prima edizione, sono riuscito ad apprezzare sia la storia, sia il tratto grafico decisamente shoojo, sia l’idea (anche se inizialmente mi pareva un fritto misto tra Lupin e Cat’s Eye). Si tratta comunque di un manga molto semplice con storie autoconclusive di cui alcune, purtroppo, anche non così appassionanti.

Altro anime della mia infanzia ^___^ Nonostante avesse una trama molto semplice e dei momenti un po’ scontati, si faceva seguire davvero con piacere. La simpatia dei protagonisti, il buon chara-design, la fantasia e la pucciosità sono i punti forti di una serie non stratosferica ma di certo apprezzabilissima. Quanto mi piaceva da piccola!

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