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cavallo tra il 1996 e il 1997 (quindi subito dopo la conclusione di
"Marmalade Boy"), Wataru
Yoshizumi, reduce dal grande successo del manga
appena conclusosi, si è dedicata a "Kimishika
iranai" (traduz. "Non ho che te"),
una storia durata appena pochi mesi e raccolta in 2 volumetti dalla
casa editrice Shueisha, sulla collana Ribon
Mascot Comics.
Questo manga racconta le avventure amorose di due adolescenti di 16
anni, Akane e Atsumu che si ritrovano
a frequentare la stessa classe, dopo il trasferimento della ragazza
da un'altra scuola. Il giovane si innamora a prima vista della compagna,
ma scopre ben presto che ella è già una donna divorziata,
e proprio la ricomparsa del suo ex-marito creerà non poco scompliglio
nella vita dei due.
I disegni sono come al solito stupendi, superiori a quelli di Marmalade
Boy, anche se graficamente i due protagonisti assomigliano molto a Arimi
e Ginta, ma è un'osservazione che lascia un
po' il tempo che trova, dal momento che è normale, nelle opere
di un autore, trovare somiglianza tra i vari personaggi... in fondo
è pur sempre opera della stessa mano!
Il manga è stato pubblicato anche in Italia, dalla Planet
Manga nella collana Manga Love,
in 4 volumetti, col titolo "Solamente
tu", e successivamente ristampato in 2 volumetti nel
classico formato "Collection".
Per stessa ammissione dell'autrice, questo manga è stato concluso
forzatamente a causa della stanchezza della Yoshizumi, non ancora ripresasi
dalle fatiche di Marmalade Boy. E' stato così deciso di concludere
dopo due soli numeri la vicenda, nonostante inizialmente fossero stati
preventivati almeno 4 volumi.
Quello che si nota leggendo i due tankobon, è una certa forzatura
in alcuni aspetti della vicenda, quasi a sottolineare la mancanza di
ispirazione momentanea dell'autrice: se infatti il matrimonio di Akane
in giovanissima età, pur sembrando per certi versi assurdo, è
funzionale alla storia (in quanto tutto ruota attorno ad esso), certe
storie minori sembrano aggiunte solo per riempire, come ad esempio quella
tra Kimika e Kazumi, riassunta nel giro di poche vignette e risolta
anche troppo affrettatamente [insomma, le spiegazioni date alla loro
rottura non stavano nè in cielo nè in terra]. D'altra
parte, la presenza di Moe e Motomu,
rispettivamente sorella minore di Akane e fratellino di Atsumu, danno
alla storia quel pizzico di humor che serve per alleggerire la tensione
di alcuni momenti [alcune scene tra i due
sono davvero memorabili!!! :-DDD], e devo dire che proprio Moe
risulta il personaggio più riuscito dell'intera vicenda [e
ho la sensazione che fosse anche il più amato dai lettori nipponici].
Per il resto è una storia in puro "Yoshizumi-style",
ovvero la classica storia d'amore che ha alla base una storia familiare
incasinata. Qui però tutto è molto più esagerato
che nelle altre sue opere, forse per il fatto che la storia non è
stata sviluppata a sufficienza. Personalmente mi è piaciuta abbastanza,
pure riscontrando appunto i difetti suddetti, ma devo anche sottolineare
che è un manga apprezzabile solo dai fan di Wataru, in quanto
chi già non la ama, leggendo "Kimishika iranai" temo
finirà per odiarla definitivamente.

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| In
my humble opinion: |
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Se
non mi ha fatto orrore c'è andato vicino!! La storia non
è assurda, di più!!! Non so per quale motivo l'autrice
abbia scritto un plot del genere (se è stata una sua libera
scelta o un'imposizione editoriale), ma la faccenda che Akane
fosse sposata a soli 16 anni non stava né in cielo e né
in terra!! Non mi è piaciuta neppure la fine. Per me con
questa storia la Yoshizumi ha davvero toccato il fondo!! |
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Se
non l'avete ancora letto, cosa aspettate ad andare di corsa in
fumetteria per acquistarlo in blocco ? Dai, sono solo quattro
volumetti, seguite il mio consiglio e non ve ne pentirete affatto
!!! Questo è un manga semplice semplice che però
a me è piaciuto davvero tantissimo !!! La storia è
ben delineata, la trama è ottima e il disegno è
di quelli che lascia il segno: sono davvero molto soddisfatto
!!! |
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Quattro
fascicoletti, poco più di 300 pagine, condensano una storia vivace,
a tratti sopra le righe, che si fa leggere senza sforzo alcuno.
Di mestiere, forse, nel senso che i topoi sentimentali sono sfruttati
fino in fondo, ma il risultato netto è un amalgama efficace di
situazioni ad alta intensità emotiva. Una sposa sedicenne è un'esagerazione?
Ma allora lo anche di più il carattere della di lei sorellina;
e, come i siparietti con Moe e Moto riescono a stemperare l'atmosfera,
così tutto il resto dell'intreccio riesce ad creare la giusta
tensione. Yoshizumi, sulla breve distanza, confeziona uno shojo
gradevole, di facile lettura e senza retrogusti amari. La caratterizzazione
dei personaggi è forzatamente non omogenea (i comprimari rimangono
abbozzati), ma il ritmo è sapiente. |
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