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introduzione

masataka e sohma Dopo averci intrattenuto con storie fantasy, storie scolastiche, avventure più o meno riuscite Yuu Watase alla fine del 2007 decide di farsi una concessione e tira fuori un'idea che aveva avuto ben 13 anni prima, complice anche il fatto che la Shogakukan aveva creato una nuova rivista, Rinka, decide di mettere nero su bianco questa sua storia fuori da ciò che era, per lei, usuale.
Sakuragari è un boy's love in piena regola, ma questo non significa che la Sensei lo abbia scritto e disegnato per cavalcare la moda del momento. Chi conosce l'autrice per le sue storie più famose non troverà strano questo manga, insomma la Watase ci ha abituato alla sua visione delle cose e ci ha mostrato in più di una occasione le sue potenzialità, stavolta ha potuto creare qualcosa di più adulto e con meno limitazioni, si capisce che ha avuto molta "più carta bianca" di quello che le viene concesso in altre situazioni. Insomma qui l'autrice dimostra che è in qualche modo "cresciuta", che ha potuto dar libero sfogo alla sua creatività. In questa storia pare, quasi, di assistere ai rapporti amorosi dei vecchi shoujo, quelli dove i sentimenti erano portati all'eccesso e dove la sofferenza assoluta era parte integrante dell'amore, dove non era difficile imbattersi in amanti che pur di arrivare all'oggetto del loro desiderio erano capaci di farlo sprofondare in una sofferenza inaudita. Insomma, tanto per farvi un'idea, se vi apprestate a leggere questo manga non vi aspettate di uscirne indenni e col sorriso stampato sulle labbra, la storia è angosciante, triste ed è una vera mazzata allo stomaco. Siete avvertiti.
Fondamentale è la caratterizzazione dei personaggi a cominciare dai due protagonisti, e qui la Sensei dimostra tutta la sua mestria, questi sono ben delineati, credibili, psicologicamente ben studiati e le loro situazioni, azioni, reazioni e relazioni interpersonali e amorose per niente banali e scontate. Si potrebbe pensare di trovarsi davanti alla "solita storia" piena di stereotipi e "sfighe", invece tutto ha un preciso ruolo ben stutturato. E' una storia che prende sin dalla prima tavola e ti coinvolge fino all'ultima.
Altro punto di forza sono i bei disegni, Yuu Watase ha studiato un tratto più "realistico" del solito, ma morbido e bello, le tavole sono curate e piene di particolari, insomma niente è lasciato al caso, si vede che l'autrice ha meditato a lungo su ogni aspetto di questa opera. E' davvero uno dei migliori manga del genere che ho letto in assoluto.
La trama in poche parole è questa: siamo nel 9° anno dell'Era Taishou (1920), Masataka Tagami è uno studente che arriva a Tokyo per frequentare prima una scuola preparatoria e poi tentare l'esame di ammissione all'università, viene raccomandato da un suo insegnante in casa Saiki perché possa lavorare e mantenersi durante il periodo di studi e qua incontra Sohma, il figlio maggiore del capofamiglia. Sohma ha un passato non felice alle spalle ed è incapace, colpa di chi gli sta intorno, di avere un qualunque rapporto interpersonale profondo e "ragionevole" con chicchessia. Masataka resta invischiato nelle "faccende" poco chiare della famiglia Saiki (la moglie del capofamiglia anni prima si era suicidata) e nelle difficili relazioni di Sohma. A chiudere il quadretto si aggiungono anche tutta una serie di personaggi più o meno ben poco simpatici che ci metteranno del loro per complicare la situazione. Il tutto fa presagire fin dall'inizio un finale non certo felice e sereno (non vi dico però se tale finale si avvererà o no... Comunque per chi è curioso, c'è un riassunto dettagliato nella pagina del manga).
La serie è composta da 3 volumi usciti uno l'anno dal 2008 al 2010, la serializzazione su rivista era quadrimestrale.
Nelle tavole conclusive del capitolo 9 pubblicato su Rinka del 14 gennaio 2010 Yuu Watase dice che le piacerebbe poter continuare a raccontare ancora qualcosa su questo titolo, ma... ovviamente non sappiamo se è solo un desiderio espresso così a caldo o se mai porterà a compimento la cosa, vedremo... Inoltre fa anche una sorta di "rivelazione" sul finale, rivelazione che non vi scrivo qui, ma troverete come aggiunta in fondo al riassunto della storia visto che è uno spoiler bello grosso (chi è curioso sa come fare! ^o^).
Una nota sul titolo: Sakuragari è scritto con gli ideogrammi di Sakura = ciliegio e karu = cacciare... sinceramente non sono riuscita a mettere insieme un significato decente in italiano, purtroppo dev'essere un incasinatissimo gioco di parole (a me Caccia al Ciliegio suona tanto male, poi fate voi...).

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