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Introduzione

sailor senshiSe Versailles no Bara/Lady Oscar è un mito per le persone della mia generazione (ç_____ç come sono vecchiaaa) di sicuro Sailormoon lo è per chi è nato nella seconda metà degli anni 80; il fumetto creato da Naoko Takeuchi nel 1992 ha dato vita a un vero e proprio genere a sé stante che è stato più o meno felicemente copiato sia in patria che all'estero ed è riuscito a farsi amare sia dal pubblico femminile che maschile nonostante all'apparenza sia nato "solo" come shoujo manga. La particolarità delle vicende e le innovazioni introdotte dalla Sensei e dai suoi collaboratori gli hanno poi permesso di divenire uno dei pilastri dell'animazione nipponica e di farsi conoscere e apprezzare praticamente in tutto il mondo.
Sailormoon è stato pubblicato su Nakayoshi, famosa rivista di shoujo manga della
Kodansha, e raccolto in 18 tankobon dal 1992 al 1997. Narra, molto a grandi linee, la storia di Usagi Tsukino, una ragazzina pasticciona e un tantino imbranata, che un giorno incontra una curiosa gattina nera con due cerotti che dei pestiferi ragazzini le hanno attaccato sulla fronte. La micetta si rivelerà essere una sorta di "gatto fatato" e parlante; le dice di chiamarsi Luna e di essere sulla Terra in cerca proprio di lei che è la reincarnazione della mitica Sailormoon, guerriera che deve proteggere il pianeta da dei perfidi nemici appena risvegliatisi e intenzionati a conquistarlo. Con il proseguire della storia nuove alleate si aggregano a Usagi e alla sua gattina, sono tutte guerriere che ricevono i poteri dai pianeti del Sistema Solare, inoltre viene a delinearsi una tragica storia d'amore fra Usagi e un misterioso guerriero in smoking.
Queste le basi generali di un manga di successo che coniuga a una storia tipicamente shoujo, elementi fantasy, mistero, azione e personaggi ben riusciti.
Parallelamente con l'uscita del manga, in Giappone, venne realizzata la prima di cinque serie Tv che percorrono la sua lunga vicenda. Punto di forza dell'anime è l'essere parzialmente slegato dal manga e di correre su binari propri, infatti vi si è potuto approfondire sia le vicende, che i personaggi, aggiungerne di nuovi e "dare una sistemata" alle lacune che ci sono nella controparte cartacea (oltre ad avere un finale totalmente diverso ...per fortuna). Nonostante i due prodotti siano notevolmente differenti è proprio grazie a quest'ultimo che Sailormoon e compagne hanno potuto "conquistare" il mondo e i moltissimi appassionati in qualunque paese esse siano approdate. E' appunto con queste cinque serie prima, e con il manga poi, che Sailormoon e la sua autrice hanno conquistato il mondo degli appassionati di animazione e non, diventando anche la beniamina di moltissimi bambini che poi crescendo si sono disinteressati a manga e anime. Infatti, dovunque Sailormoon sia stata programmata è stato un successo assicurato in partenza. Sia in patria che all'estero sono stati prodotti una miriade di gadget, dalle bamboline che raffiguravano le guerriere, a materiale per la scuola, a modellini, timbrini e quant'altro potesse portare impresso sopra il nome di Sailormoon, sono state vendute videocassette, dvd e giornalini, insomma è stata una vera e propria invasione.
In Giappone vennero anche realizzati anche tre film per il grande schermo e qualche special tv, inoltre sono stati messi in scena un numero davvero considerevole di Musical aventi come protagoniste le Guerriere Sailor e anni dopo un drama (telefilm). La Guerriera in Marinaretta di Naoko Takeuchi non solo è divenuta un classico, ma è oramai entrata a far parte della Storia del manga e dell'animazione giapponese.

mamoru e usagiC'è anche da dire che questa serie ha, almeno qua da noi, un altro primato: ha riportato "allo splendore" gli anime in Italia dopo un lungo periodo di "buio". Infatti la Guerriera in Marinaretta e le sue compagne, grazie anche ad un'oculata politica di marketing, sono riuscite a farsi strada e a farsi notare e apprezzare anche dal grande pubblico e a divenire famose come lo erano il Mazinga e Lady Oscar all'inizio degli anni 80!!
Però, come ogni cosa qua da noi, tutta la fama riscossa ha portato pro e contro: se da una parte si è avuta di nuovo, dopo molti anni, una programmazione pre-serale dei cartoni animati giapponesi (dalla terza serie in poi l'anime è stato trasmesso alle 20 su Rete 4, con Emilio Fede che annunciava nel suo TG4 che dopo di lui ci sarebbe stata Sailormoon), dall'altra il fatto di "essere sotto gli occhi di tutti" ha creato tutta una serie di problemi (i genitori anti-Goldrake esistono in ogni generazione... U_U;;;) che hanno portato a censure, a riadattamenti e a un'inversione di marcia durante la programmazione dell'ultima (stupenda) serie dove le Sailor Starlights sono divenute le improbabili sorelle gemelle (mamma che schifo! X_X!!) dei Three Lights. Nonché tutte le polemiche che sono sorte grazie alle solite persone che cercavano notorietà.
L'anime è inevitabilmente incappato nei censori mediasettiani e ci siamo dovuti sorbire, come era uso fare all'epoca (Dragonball ancora non era arrivato a "salvare la baracca"), nomi cambiati, dialoghi stravolti, scene modificate o del tutto censurate (per non parlare della guerra che ci fu fra Mediaset e Rai durante la messa in onda della terza e della quarta serie dove vennero aggiunti "flash back" dalle serie precedenti per allungare gli episodi in quanto non riuscivano a coprire tutta la programmazione del programma concorrente che veniva trasmesso su Rai 2), insomma ebbe il trattamento che avevano negli anni 90 gli anime sulle nostre reti con aggiunti persino gli interessi!!
La gioia fu grande quando alla
Star Comics annunciarono l'uscita del manga, almeno eravamo certi che questo fosse in mani sicure, ma mai speranza fu più vana!!!! Per riuscire a conquistare una fetta di mercato che, almeno al momento, non si era ancora avvicinata ai manga (ovvero i bambini) fu pubblicato con il contagocce in un giornaletto piuttosto squalliduccio e con i nomi della versione televisiva, la cosa resse fino alla "terza serie" quando, sia per le scarse vendite che per le insistenze dei fan furono ripristinati i nomi originali e tolte un po' di rubrichette inutili, ma il formato dell'albo restò quello di partenza. Un "contentino" lo avemmo quando l'11° volumetto (quello del manga del 2° film) fu pubblicato in modo abbastanza decente su Kappa Magazine e le storielle brevi vennero stampate su un albetto speciale. Alla fine, siccome la serie stava avendo dei crolli vertiginosi fu finita in 4 corposi volumi molto più simili agli albi regolari che al giornalino su cui era partito. Sicuramente se fosse stato pubblicato fin dall'inizio come un "manga regolare" avrebbe venduto molto meglio.
Ma adesso che finalmente i diritti di tutto, in patria, sono stati sbloccati è stata pubblicata una nuova e più fedele ristampa ad opera della
GP Publishing. E' giunta l'ora di rendere, anche in Italia, dignità al fumetto di Naoko Takeuchi.
Una precisazione/curiosità: anni fa circolava la voce (da parecchie parti) che il manga originale dal 15° volumetto cambiasse titolo in Sailorstars, ecco la cosa non è affatto vera, il manga è sempre stato intitolato dal 1° al 18° volumetto solo Bishoujo Senshi SAILORMOON e basta!

Nonostante tutti i problemi e gli stravolgimenti, ovunque sia approdata la bionda testolina di Usagi, il suo Mamo-chan e le sue inseparabili amiche hanno saputo conquistarsi molti fan che difficilmente li dimenticheranno.

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In My Humble Opinion (I Commenti degli Altri):
Sbrn
Ne è passato di tempo da quando le guerriere in marinaretta facevano moda, nonostante ciò la bionda "testolina buffa" è rimasta un po' nei cuori di tutti. Le prime serie erano forse un po' troppo ripetitive, ma l'ultima era davvero un gioiellino (peccato per l'adattamento italiano). Il manga mi ha fatto l'impressione opposta: molto carino all'inizio, ma sempre più confusionario e affrettato, fino ad arrivare alla Sailorstars che ho trovato decisamente brutta: non c'ho capito un tubo!
Kyosuke
Il manga non l'ho proprio letto; le serie tv, a parte le censure assurde che hanno ovviamente caratterizzatola messa in onda, a parte le sigle comunque discutibili e a parte i soliti nomi cambiati, stravolti e inventati, devo dire che, specie la prima, mi è molto piaciuta. Forse è stato il fattore novità ad attirarmi, ma la cosa finisce qua. Infatti le successive serie non le ho propriamente viste nel dettaglio, solo qualche episodio qua e là, nulla di più. Carini comunque i vari film. Per quello che riguarda la colonna sonora originale giapponese, devo dire che a me piace molto e, assurdo, le sigle di Sailormoon sono quelle che ascolto di più assieme a poche altre!
Ah, dimenticavo: una nota di merito alla dolce Ami Mizuno, la mia Sailor Senshi preferita!!!
Shu
Ah, Sailormoon… sono della generazione che lo seguì alle elementari, di quella che ha sognato ad occhi aperti sulle belle e coraggiose eroine… non posso che essere particolarmente affezionata a questa serie. ^^ Il fatto che fossimo bambini all'epoca non pregiudica la serietà con cui seguivamo l'anime (ricordo ancora con chiarezza tantissime puntate!), e il fatto che riuscisse a catalizzare l'attenzione dei ragazzini e ad emozionarli è per me una riprova di quanto fosse particolare un canovaccio che in sé poteva non avere molto di nuovo. Nonostante i momenti ripetitivi, Sailormoon rimane un mito, e sono sicura che resterà impresso anche alle nuove generazioni.
chii
Un manga degli anni '90 creato per lo più per un pubblico giovane, ma che presenta temi sorprendentemente profondi. La Maestra Takeuchi ha inserito, come sfondo per la storia che racconta delle sue combattendi della giustizia, l'astronomia e la mitologia greca. I disegni sono molto belli, pieni di dettagli e in qualche modo "brillanti", ogni personaggio ben sviluppato sia per quanto riguarda i buoni che i cattivi. La storia d'amore fra Usagi e Mamoru è decisamente carina, piena di intrighi e sorprese (incluso il fatto che riescono a incontrare la loro figlia futura e le loro personalità del lontano XXX secolo). Preferisco la fine del manga a quella dell'anime dove secondo me dopo tutti quegli episodi era anche un pochino forzata.

Minmay

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