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REMY

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Remy con il costume da artista di stradaQuando si parla di Nippon Animation viene automatico pensare a tutta una serie di anime tratti da romanzi occidentali per ragazzi, filone conosciuto anche come "World Masterpiece Theatre": "Anna dai capelli rossi", "La piccola principessa", "Papà Gambalunga", "Piccole donne" sono solo alcuni esempi di quella che è stata la produzione Nippon dai primi anni '70 all'inizio degli anni '90 (da qualche anno infatti, proprio a causa del flop avuto con questa serie, stranamente snobbata dai telespettatori tanto che è stata la serie Nippon con l'indice d'ascolto più basso in assoluto, la casa d'animazione ha definitivamente abbandonato questo tipo di prodotto) che si rivolgeva soprattutto a storie di bambini orfani o comunque costretti loro malgrado ad affrontare tutta una serie di avversità.
Nel 1996 la Nippon Animation decide di produrre una propria versione del romanzo "Senza Famiglia" di Hector Malot che, come tutti certamente sapranno, racconta le avventure di Remy (o Remì, se preferite), un bambino francese che dopo aver scoperto di essere un trovatello, viene venduto dal padre a un artista di strada, il signor Vitalis, con il quale intraprenderà un lungo viaggio che lo porterà infine ad incontrare la sua vera madre.
Già in passato questo romanzo era stato portato in animazione in una lunga serie tv della Tokyo Movie Shinsha realizzata da Osamu Dezaki (regia) e Akio Sugino (chara-design) nel 1977, arrivata anche in Italia sulla Rai [vi ricordate? "Dolce Remì, piccolo come sei..." ecc ^^] e recentemente ritrasmessa da Mediaset (ovviamente ridoppiata e censurata), e nel 1970 ne era anche stato tratto un film di animazione, anch'esso trasmesso sulle tv locali nostrane (anche se forse pochi avranno avuto modo di vederlo).
Cosa fare quindi per rendere questa nuova versione diversa dalle precedenti? Semplice: basta trasformare il protagonista in una graziosa bambina! Ebbene sì, questa nuova edizione rivede le avventure di Remy al femminile, implicando quindi tutta una serie di modifiche alla storia (è ovvio che Remy non sposerà Lisa come avviene nel romanzo, e che quindi di conseguenza sia stato modificato il suo rapporto con Mattia ^^), che nel complesso risulta anche molto alleggerita rispetto all'originale e soprattutto rispetto alla serie del 1977.
Già da tempo annunciata dalla Shin Vision (il primo dvd doveva uscire addirittura a Marzo 2003), finalmente "Remy, la bambina senza famiglia" (traduzione letterale del titolo originale "Ienaki ko Remy") è arrivata anche sugli schermi di casa nostra nel Natale 2003, rallegrando da un lato chi (come me) l'aspettava con ansia da tempo, ma dall'altro presentando alcune brutte sorprese che la casa editrice si era ben guardata dal rivelare, forse temendo di perdere acquirenti potenziali. L'edizione presentata infatti, seppur buona sotto molti punti di vista (qualità video e audio, quantità degli episodi contenuti in ogni uscita), è in realtà piuttosto inferiore alle aspettative dal momento che si č rivelata l'ennesimo scarto di magazzino della Mediaset (per i dettagli vi rimando alla pagina di approfondimento della serie tv in cui ho analizzato più a fondo la questione).
Il signor Vitalis Quello che dà veramente fastidio, aldilà della reale qualità complessiva del prodotto, è che ancora una volta ci si sia fatti beffe dell'acquirente, visto che MAI in nessun comunicato della Shin Vision si era fatto cenno al fatto di aver acquistato questo anime dalla Mediaset... e a chi è della filosofia che tacere una parte della verità non equivale automaticamente a mentire, dirò solo questo: a Lucca, parlando con uno standista della Shin Vision, avevo chiesto esplicitamente se si trattasse di un'opera riacquistata dalla Mediaset... beh, avevano assicurato di no, che si trattava di un prodotto comprato e adattato direttamente da loro. E non aggiungo altro...
Per tirare le somme, si tratta comunque di un'opera assolutamente godibile sia come storia che cone realizzazione, ma proprio a causa dei numerosi "difetti" nella confezione, mi vedo costretta a consigliarne l'acquisto con le dovute cautele. Insomma, compratelo solo se siete veri fan delle produzioni Nippon, se non odiate a morte la storia di Remy, e soprattutto se siete disposti a soprassedere ad alcuni compromessi che lo rendono a tutti gli effetti un prodotto "ibrido", una via di mezzo tra una versione integrale e una versione Mediaset.
E come disse il buon Vitalis: "Diamo dunque inizio allo spettacolo, sperando che possa strapparvi un sorriso e, chissŕ, una lacrima...".

 

Remy negli anni '70

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