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RanzeTokimeki Tonight (la cui traduzione più usata è "Emozione notturna", anche se per l'edizione italiana si è voluto optare per "Batticuore notturno", ugualmente corretto) è indubbiamente l'opera più conosciuta e apprezzata di Koi Ikeno. Sebbene infatti la bravissima autrice si sia dedicata ad altre opere (tra cui cito Nurse Angel Ririka SOS, anch'essa trasposta in animazione), con nessuna di esse ha raggiunto lo stesso successo riscosso con la sua "figlia maggiore" e non a caso a distanza di anni dalla sua conclusione ha deciso di rimettervi mano creandone un remake intitolato Tokimeki Midnight.
Serializzato sulle pagine della rivista Ribon della Shueisha, Tokimeki Tonight è stato raccolto in 30 volumetti, pubblicati a partire dal novembre 1982, l'ultimo dei quali è uscito nel gennaio del 1995, ben 13 anni dopo il primo! Ma la fine vera e propria della storia si è avuta solo nell'aprile del 2000, con l'uscita del volumetto speciale Hoshi no yukue ("Nei paraggi di una stella"), nel quale vengono svelati alcuni misteri rimasti in sospeso nella serie regolare. Una storia che quindi ha accompagnato i propri fans per quasi due decenni.
Ma a cosa si deve un successo tanto duraturo? Non sono molte infatti le opere nipponiche che hanno goduto di una tale longevità e sono quasi sempre manga di azione (basti pensare a Glass no Kamen tra gli shojo o a Bleach e One Piece tra gli shonen). La risposta viene leggendone qualche volumetto: già dai primi tankobon la storia si sviluppa in maniera appassionante e avvincente e, via via che prosegue, il plot si articola sempre di più introducendo sempre nuovi personaggi e spostando l'attenzione ogni volta su un nuovo protagonista. Una delle particolarità che infatti contraddistinguono quest'opera è che può essere suddiviso in vere e proprie saghe, ciascuna con il proprio protagonista.
La storia infati inizia presentandoci la famiglia Etoh, composta da membri quantomeno bizzarri: il capofamiglia è infatti uno scalcinato vampiro e la sua dolce metà è una irascibile donna lupo; figli della coppia sono Ranze e Rinze, due ragazzini apparentemente normali in q
uanto si scopre ben presto che la giovane Ranze ha ereditato alcuni dei poteri del padre ed è anch'ella una vampira in erba! Il suo potere consiste nell'assumere l'aspetto delle persone che morde, per tornare normale non appena starnutisce. Il fratellino Rinze invece acquisterà poco più avanti il potere di trasformarsi in un lupacchiotto.
E' proprio Ranze la protagonista della prima parte della saga, che copre i primi 15 volumetti del manga, che vede la ragazza lottare per conquistare l'amore del bel Shun Makabe, a dispetto della agguerrita rivale Yoko Kamiya, e soprattutto contro le leggi del regno infernale che vieta ai suoi abitanti di legarsi con un umano. Questa è anche la parte che è stata trasposta in animazione a metà degli anni '80, in una serie tv di 34 episodi arrivata anche in Italia con il titolo di Ransie la strega. Seppur con i nomi "italianizzati" (anche se alcuni solo "addolciti" nella pronuncia, tra cui la stessa Ranze), la storia ci è stata presentata integralmente e senza censure [in verità qualche scena tagliata c'è stata ma non ho avuto ancora occasione di vedere la versione integrale, comunque non dovrebbe trattarsi di tagli sostanziali] e viene riproposta abbastanza spesso sui circuiti locali. Il finale dell'anime lascia però in sospeso sia il triangolo sentimentale Ranze/Shun/Yoko (anche se Ranze e Shun sono palesemente innamorati l'uno dell'altro), sia soprattutto la questione legata alle vere origini di Shun, in realtà figlio di Satana.
Questo perché contrariamente a quello che si può pensare, manga e anime hanno pochissimo in comune. La versione animata viaggia parallelamente al manga solo nei primi 3 volumetti, ma già in queste "poche" tavole [se paragonate alla loro totalità ^_^] sono presenti numerose differenze, e verso la fine del 3° si può notare un netto distacco con l'introduzione di Sari Yoshioka, un personaggio che porterà non poco scompiglio nel rapporto tra Ranze e Shun, così come accadrà più avanti con il bel Dirk Carlo. Anche il principe Aaron ha un ruolo molto più delineato, mentre nella serie tv era ridotto a poco più di una comparsa, giusto per dare quel tocco di comicità in più alla storia.
Shun Una delle differenze maggiori tra anime e manga è infatti l'atmosfera che si respira nella storia, molto più "seria" in quest'ultimo; gli sceneggiatori della serie tv hanno infatti voluto accentuare l'aspetto umoristico della vicenda, introducendo molti episodi autoconclusivi che pochissimo hanno a che fare con il plot originale (anche se alcuni di essi ne riprendono qualche spunto).
Il manga inoltre non solo approfondisce parecchio la storia di Ranze e Shun ma sposta poi in seguito l'attenzione su Rinze che nell'anime vediamo come un bambino ma che nel manga crescerà e si innamorerà dell'amica Narumi: sono proprio Rinze e Narumi i saranno protagonisti della seconda parte della storia, inizialmente si tratta per lo più delle vicissitudini scolastiche ma in seguito l'atmosfera si farà decisamente più cupa e meno comica con l'entrata in scena del perfido Dusa che ha messo gli occhi su Narumi e mira a impossessarsi del regno delle fate.
La parte finale del manga è invece incentrata sui due figli di Ranze e Shun, Aira e Taku, principalmente su Aira in verità, sul suo apprendistato per diventare una maga a tutti gli effetti e sul suo rapporto prima con Kairi Minakami, un bambino dall'oscuro passato e dotato di misteriosi poteri, e poi con Akimi Shinjo, col quale (ormai cresciuta) vivrà una travagliata storia d'amore che andrà ad intrecciarso con quella di Taku e Coco, principessa dell'inferno. Il finale del manga "regolare" lasciava però molte cose in sospeso così nel 2000 Koi Ikeno ha regalato ai suoi fan un nuovo tankobon, Hoshi no yukue appunto, che svelava finalmente alcuni misteri irrisolti.
E' inoltre presente un capitolo speciale contenuto nel manga If no frame, uscito in Giappone nel 2011 e in Italia nel 2012; nel 2013 invece la Ikeno ha ripercorso alcune tappe della vita di Shun nel volumetto autoconclusivo Makabe Shun no Jijou, al momento inedito nel nostro paese.
Il tratto dell'autrice matura notevolmente nel corso deglii anni tanto che confrontando i primi numeri con gli ultimi si può notare una netta differenza del disegno, sempre più preciso e pulito; la Ikeno ha saputo creare un'opera appassionante e articolata che, grazie alla casa editrice Star Comics, abbiamo potuto leggere in italiano.
E se una volta finita la lettura di tutti e 31 i volumetti non vi sentiste ancora sazi, potrete sempre ricominciare daccapo con Tokimeki Midnight, anch'essa disponibile sotto il marchio Star Comics, che ci ha presentato in 9 tankobon totali una nuova reinterpretazione della storia di Ranze e compagni, sia graficamente che come trama. Potete visitare la relativa sezione cliccando sul link in fondo all menù di navigazione che trovate qui sotto ^_^


 

In My Humble Opinion (I commenti degli altri):

Moori un vampiro, un mito!!!! (Anche se nel manga non è l'unico personaggio notevole ^_^)
Le avventure televisive della piccola Ranze mi sono sempre piaciute parecchio e devo dire che anche la prima parte manga non mi ha deluso anche se è così diversa dalla tv. La Ikeno ha delle trovate davvero divertenti e riesce a creare dei personaggi davvero spassosi. Purtroppo non posso dire lo stesso per le altre due saghe, quella di Aira mi è piaciuta un po' di più (ma solo la seconda parte), mentre quella di Rinze e Narumi proprio non l'ho digerita. Peccato che non sia rimasto un manga umoristico come era all'inizio. Lo stesso vale per la fine... meno male che la Sensei ha concluso nel volumetto "extra" altrimenti sarebbe stata proprio brutta!!

Se da un lato il manga non lo sto seguendo (per il momento, naturalmente), ho avuto invece la possibilità di rivedere l’anime grazie alla non più troppo moderna tecnologia (VHS) e devo dire che è proprio come me lo ricordavo: completamente fuori di testa!!! Poteva essere uno shoojo decisamente serio e strappalacrime ma con tutto quello che succede all’interno della storia, le lacrime scendono più perchè si ride che per altro!!!

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