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I quattro protagonisti di Quartet GameQuartet Game è il primo tankobon pubblicato da Wataru Yoshizumi dopo il suo debutto, si tratta quindi di un volumetto piuttosto datato (è uscito nel 1988) e che raccoglie tre storie brevi dell'autrice; va pertanto affrontato come un prodotto un po' diverso da quelli attuali della sensei, sia come stile di disegno che come tipologia di narrazione. Iniziando proprio a parlare del secondo aspetto, le sceneggiature sono piuttosto semplici e poco articolate, anche a causa della brevità delle storie; nel contempo però si tratta di tre racconti tutto sommato simpatici e gradevoli da leggere, per certi versi ancora la Yoshizumi non aveva sviluppato quel suo lato "soap-operistico" riscontrabile in molte sue opere (anche se un paio di parentele "segrete" le ha inserite anche qui ^^) e quindi, soprattutto per quanto riguarda la prima storia, la trama si focalizza su altri elementi e almeno un paio dei racconti sono incentrati più sul lato "misterioso" che su quello romantico.
La prima storia è quella più lunga e che dà il titolo al volumetto, però personalmente ho trovato più carina l'ultima delle tre, sia come situazioni che come personaggi; forse quella centrale è la più anonima e la più scontata, probabilmente proprio perchè vi si ritrovano maggiormente alcune caratteristiche peculiari dell'autrice.
Il tratto è ancora piuttosto acerbo ma è possibile riconoscervi i tratti peculiari della sensei, soprattutto un paio di personaggi assomigliano molto a Yuu di Marmalade Boy (che evidentemente deve rappresentare il suo ragazzo modello perchè ogni poco disegna un suo quasi-sosia ^^;;); una dei protagonisti della prima storia, Taeko, è praticamente la sosia di Madoka Ayukawa di Kimagure Orange Road, il che fa nascere il dubbio se la Yoshizumi in passato abbia lavorato come assistente di Izumi Matsumoto... ma magari era solo una fan del personaggio, chi lo sa ;-)
Si nota ancora qualche incertezza nelle anatomie cosicchè spesso i personaggi sembrano più piccoli della loro età o vagamente super-deformed; la composizione delle tavole invece è già ben equilibrata e nel complesso non sono molte le vignette con lo sfondo vuoto.
Insomma, traendo le conclusioni, siamo di fronte alla classica raccolta di storie brevi senza pretese, da prendere come una lettura di svago ma che non lascerà molto dietro di sè, tanto meno la voglia di rileggerla. Ma per il momento la Yoshizumi non sembra molto incline a concedere all'estero i diritti di pubblicazione delle sue opere più vecchie, pertanto al momento non sussiste il problema se acquistarlo o meno, sempre che non vogliate mettervi a caccia nel mercato giapponese dell'usato ^_^

 

In My Humble Opinion (I commenti degli altri):
MINMAY
Un volumetto senza tante pretese che sicuramente risente sia degli anni in cui è stato realizzato sia dell'immaturità dell'autrice, ma i disegni sono molto carini, seppur nelle loro incertezze, e fanno capire le grandi doti e la precisione della Sensei. Come volumetto d'esordio, graficamente, non è niente male.
Per quanto riguarda le storie, anche queste, hanno qualche pecca e lacuna, ma sono piuttosto divertenti (soprattutto l'ultima) e ...a differenza delle opere più recenti hanno molto, molto più senso logico.

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