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Pagina iniziale di Nadja Informazioni su Ayumi Yui Il manga di Nadja La serie tv di Nadja La colonna sonora di Nadja I personaggi di Nadja Galleria di immagini di Nadja

NadjaSebbene da qualche anno a questa parte i gusti del pubblico giapponese prediligano altri generi di storie, ogni tanto fa capolino nella vasta massa di anime nipponici qualche nuovo shojo che si rivela essere parecchio interessante; è il caso di "Ashita no Nadja" ("Nadja del domani") che fu trasmesso su Tv Asahi nel 2003 e che fin dalle prime scene si dimostra un prodotto ben riuscito.
Apparentemente la storia è di quelle standard per i manga/anime per ragazze: Nadja è una bambina cresciuta in un orfanotrofio che scopre che la madre è ancora in vita e inizia quindi un lungo viaggio per ritrovarla, lavorando come ballerina in un circo itinerante e scappando dai cattivi di turno che vogliono impedire che la bambina si riunisca alla mamma. Una storia quindi che sembra di quelle già sentite decine di altre volte, ma cosa la rende allora così particolare?
Probabilmente l'atmosfera che è stata scelta per narrare le avventure della piccola Nadja, stavolta non ci si trova infatti di fronte ad una storia strappalacrime alla Candy Candy bensì ad un anime frizzante e divertente che sa far ridere lo spettatore ma che al tempo stesso riesce a commuoverlo in più di un'occasione. Il punto di forza di quest'anime è infatti l'aver saputo mixare in maniera impeccabile i momenti comici con quelli più seri, senza esagerare nè in una direzione nè nell'altra. D'altronde lo staff che si occupo' della realizzazione era già avvezzo alle storie comiche, basti pensare per es. a Doremì (molti personaggi, la nonna in primis, e parecchie espressioni buffe di Nadja ricordano molto la piccola streghetta), e in questo caso ha saputo lavorare molto bene anche sull'aspetto più "melodrammatico".
Che sia stato un prodotto studiato a tavolino è poi evidente da molte cose, a partire dall'inserimento nella storia di tutta una serie di accessori che Nadja utilizza o indossa (i vari abiti di scena) che sono stati ovviamente creati anche con l'intento di vendere più gadget possibili. Ed infatti il merchandising legato a questa serie è davvero immenso, si trova di tutto, dal più piccolo ninnolo usato da Nadja a oggetti di uso quotidiano nelle case di tutti (date un'occhiata alla pagina dei gadget per farvene un'idea).
Inoltre, parallelamente alla trasmissione dell'anime, fu commissionata alla mangaka Yui Ayumi anche la trasposizione in fumetto, che fu pubblicata da Kodansha in due volumetti totali.
Sicuramente anche la cura con cui sono stati ricostruiti i paesi che Nadja visita durante il suo peregrinare contribuisce a rendere il tutto più affascinante; certo qualche errore qua e là di ricostruzione storica lo troviamo, come sempre accade in questi casi, ma dopotutto si tratta di un prodotto di fantasia fatto per far sognare chi lo guarda, per cui la fedeltà assoluta diventa quasi irrilevante. Il risultato è comunque buono, ogni paese viene presentato con i suoi costumi e le sue usanze, addirittura la colonna sonora (bellissima!) contiene brani dedicati a ciascuna nazione e anche i balletti di Nadja spesso sono ispirati a quelli tipici del paese visitato di volta in volta.
Il cartone animato è arrivato anche in Italia, trasmesso da Rai2, col titolo di "Nadja Applefield" (o Applefields, come si legge nel logo italiano, è stata fatta un po' di confusione ma è un dettaglio poco importante) e con un adattamento e un doppiaggio davvero ben fatti che rendono giustizia a un prodotto che se lo merita davvero. Peccato che a causa di vicissitudini editoriali il manga non sia mai stato pubblicato nella nostra lingua (la Play Press, che lo annunciò, chiuse poco dopo il settore manga), sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta!

 



In My Humble Opinion (I commenti degli altri):

Al primo impatto pare trovarsi di fronte ad un mix dei più classici anime per ragazze degli anni 70 ma poi, episodio dopo episodio, ci si rende invece conto della sua originalità. Un anime che a me è piaciuto molto: divertente, spassoso, a tratti profondo, il tutto contornato da una colonna sonora davvero interessante e da una trama che, seppure come detto potrebbe spiazzare lo spettatore con il più classico dei dejavu, riesce a coinvolgere con continuità, avventura dopo avventura, per tutti i cinquanta episodi. Anche sotto il profilo grafico ci troviamo di fronte a un lavoro fatto veramente bene, i vari spostamenti per l'Europa di Nadja sono infatti sempre accompagnati da paesaggi maestosi che ricalcano quasi fedelmente la realtà. In conclusione, è un anime di nuova generazione magari senza troppe pretese, semplice ma carino.

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