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groupQuando si dice un anime della propria infanzia... Lulù è sicuramente una serie che ha segnato la mia (insieme al Grande Mazinga ...X°°°D), avevo la bambolina della Polistil e l'adoravo (mi fu pure rubata due volte da due amiche diverse °_°!!!), con la spilla giravo per il giardino puntandola contro ogni fiore e facendo finta di cambiarmi d'abito, l'unica cosa che non ho mai fatto è darmi al giardinaggio, il pollice verde non me lo ha mai fatto venire! X°°°D
E' indubbiamente una serie piena di dolci ricordi, ho adorato alla follia gli episodi ambientati in Italia, forse perchè una volta tanto un cartone non ci mostrava un lontano paese dagli usi e costumi così diversi, ma veniva a bussare fino a casa nostra (seppure con qualche stereotipo e imprecisione), Lulù è un personaggio che ho sempre sentito più "vicino" di tanti altri.
In Giappone questa serie è stata prodotta negli anni 1979/80, racconta le avventure che la piccola Lun Lun Flower vive viaggiando per l'Europa insieme ai suoi due amici Nubo e Cat in cerca del rarissimo Fiore dei Sette Colori. La bambina è una discendente della Stella Flowern, pianeta su cui si sono "trasferiti" molto tempo fa gli spiriti dei fiori, Nubo e Cat sono due di questi folletti giunti in incognito sulla Terra per chiedere l'aiuto di Lun Lun nella loro ricerca. Il Fiore dei Sette Colori servirà per assicurare la successione al trono del pianeta, in cambio la ragazzina avrà la felicità eterna. Ovviamente come in ogni buona storia che si rispetti non mancano due "perfidi" antagonisti decisi a rubare alla piccola il Fiore una volta trovato, nè un baldo, misterioso e aitante giovane che spunta fuori quando meno te l'aspetti o nei momenti di pericolo.
Questo anime è composto soprattutto da episodi autoconclusivi, cosa che in alcune serie è una pecca ma che in questo caso risulta una soluzione azzeccata. In ogni puntata visitiamo una città e spesso anche un paese diverso e questo tipo di narrazione dà modo a Lun Lun e i suoi amici di vivere avventure decisamente carine, come ad esempio quella che citavo poco sopra ambientata a Roma dove la ragazzina conosce un'anziana signora che si era scambiata la promessa con una sua amica d'infanzia di ritrovarsi davanti alla Fontana di Trevi dopo molti anni, o quello dell'artigiano che realizza zoccoli di legno in Olanda, o del ragazzo che sta tentando di coltivare il fiore dai sette colori o anche quello della rivalità fra due fratelli lapponi. Sono tutte storie che ti restano nella memoria e le ricordi con piacere anche a distanza di anni.
Punto di forza, oltre all'ambientazione europea decisamente affascinante, è il design generale curato da Michi Himeno (la partner di Shingo Araki). I suoi disegni sono pieni di ricciolini, fronzolini, pieghe e i volti dolcissimi e molto precisi e ben definiti. Cat è decisamente il gattino più grazioso e carino di tutta l'animazione nipponica!! [Sarà mica colpa sua se ho un debole per i gatti bianchi?!? X°°°D].
La storia fu concepita da Shirou Jinbo, autore che ha curato anche altre serie per la Tv quali Sandybelle e Ashita e Attack (Mimì Micheri), ma ha all'attivo anche le sceneggiature di diversi fumetti. Contrariamente a quello che si dice in giro non esiste un manga di Lun Lun. Su alcuni siti si trovano delle immagini in bianco e nero, ma sono fanzine/doujinshi provenienti tutte dal medesimo sito giapponese, non sono manga ufficiali, ma amatoriali fatti da un circolo di fan (alcuni numeri contengono anche storie di altre maghette quali ad esempio Minky Momo, giusto per citarne una). La cosa che ha tratto in inganno molti, oltre al fatto che nessuno si è preoccupato di tentare di tradurre i testi di tale sito, è che alcuni di questi disegni sono molto carini e simili al character design della serie tv. Shiro Jinbo non ha mai disegnato manga in vita sua (anche se ne ha sceneggiati diversi), non è un disegnatore, ma uno sceneggiatore.
Esiste invece un romanzo, scritto proprio dal creatore di questa serie, di cui vi parlerò nella pagina del merchandise.
In Italia quest'anime arrivò all'inizio degli anni '80 quando ci fu "l'invasione dei cartoni nipponici", ma fortunatamente non fu stravolto o adattato male, a parte i nomi che furono addolciti (Lun Lun fu ribattezzata Lulù, Nubo e Cat erano rispettivamente Dundù e Nanà), non ci furono cambiamenti nè nella trama nè si notano eclatanti censure visive. Riscosse decisamente successo tanto che furono prodotti anche alcuni gadget, il più comune e ambito era sicuramente la bambolina della Polistil che ho citato poco sopra e che era venduta insieme alla riproduzione a grandezza naturale della prima Spilla Magica (ma non era troppo fedele, aveva i petali gialli invece di bianchi). Non mancarono neppure libri e il consueto album di figurine. Da noi fu anche realizzato e proiettato nei cinema un film di montaggio, cosa che era accaduta anche con Candy Candy o i robottoni di Go Nagai.
Qualche anno fa Yamato Video ha raccolto l'intera serie prima in 10 dvd singoli, poi in 3 Memorial Box e infine in uno splendido cofanetto a tiratura limitata, facendo un lavoro decisamente discreto e dando ai fan un prodotto all'altezza delle aspettative. Il film italiano, invece, non ha mai visto la pubblicazione in DVD, ma non è una grande perdita, il perchè lo capirete leggendo la relativa recensione.
Hana no Ko Lun Lun è sicuramente una di quelle storie che, anche se in maniera forse minore rispetto a titoli come Candy Candy o Goldrake, da noi sono entrate nel cuore di un'intera generazione e che spesso si fanno ricordare anche da chi non è appassionato di manga o animazione in generale.

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In My Humble Opinion (I Commenti degli Altri):
Sbrn
Una delle maghette che ricordo con più affetto! Da piccola mi registravo addirittura l'audio delle puntate con un vecchio registratore, tanto per far capire a che livello ero ^^;; Adoravo (e mi piace tuttora) quest'anime che aveva un qualcosa in più rispetto ad altre maghette, forse un po' era merito del design dei personaggi o del fatto che Lulù fosse (almeno apparentemente) più grande delle sue "colleghe"... tutte cose che rendevano ai miei occhi la storia più intrigante. Indubbiamente parte del fascino deriva anche dall'ambientazione: il girovagare di Lulù da un paese all'altro permetteva di conoscere le usanze e i costumi delle varie nazioni europee, e uno degli episodi che mi sono rimasti più impressi è ovviamente quello ambientato a Roma! ^_^
Kyosuke
Purtroppo i miei ricordi (positivi, comunque) relativi alla serie TV sono rimasti a quando ero piccolino in virtù del fatto che non ho avuto possibilità di poter rivederla ad oggi. La memoria mi è stata rinfrescata, seppure blandamente, visionando il film di montaggio italiano che però non è proprio quello che si può definire un capolavoro: non è infatti semplice condensare in un film un'intera serie TV e, come spesso accade, i risultati non sono mai così eclatanti. Per cui, ripeto, giudizio positivo ma con il beneficio del dubbio. Note di merito senza dubbi invece, per quello che riguarda la versione italiana, sono il cast di doppiatori che hanno fatto storia e una sigla, eseguita dai Rocking Horse, bellissima ed emozionante.
Chii
Lulù è un altro dei grandi "vecchi classici" anime della mia infanzia. La storia è molto carina e da piccola mi ha sempre fatto ridere e divertire, con gli animali parlanti e i fiori. E ancora adesso, che non sono più una bambina, la trovo divertente e simpatica.

Minmay

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