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Dati
Tecnici
Titolo
originale: "Maho no stage Fancy Lala"
(traduz. "Fancy Lala, il palcoscenico della magia")
Titolo italiano: "Fancy Lala"
N° episodi: 26
Produzione: Studio Pierrot
Character Design: Akemi Takada
Musiche: Michiru Ooshima
Sceneggiatura: Tomomi Mochizuki, Masashi Yokoyama, Sadayuki Murai,
Kenichi Araki
Regia: Takahiro Omori
Periodo di trasmissione: 5/4/1998 ~ 27/9/1998
Considerazioni
La
serie “Maho no stage Fancy Lala”, in sé ricorda da
vicino le maghette classiche degli anni 80, per intenderci da Creamy a
Magica Emi e via discorrendo e, sebbene non ci siano grandi novità
o grandi rivoluzioni per quello che riguarda la trama con il conseguente
interrogativo di sempre riferito a quanto sia effettivamente poi bello
ricevere in dono dei poteri magici, possiamo dire che è stato però
un rischioso tentativo di portare in TV tra la fine degli anni 90 e l’inizio
del nuovo millennio la magia sotto forma di anime che aveva caratterizzato
il successo appunto di un ventennio prima: nel nostro paese in particolare
non è stato purtroppo così e Fancy Lala per diversi motivi
è passato quasi del tutto inosservato.
La storia narra le vicende di Miho, una bimba di nove anni che entra in
possesso di due strani peluches a forma di piccoli dinosauri, Pig e Mog,
in realtà due folletti magici capitati sulla Terra per sbaglio:
i due, chiederanno a lei di aiutarli a tornare nella loro dimensione e
in cambio forniscono alla bambina un album da disegno e una penna magici
che le permettono di trasformarsi in Lala, una ragazza di sedici anni
che diventerà una idol (giovane cantante giapponese) di successo.
La serie è piuttosto breve e, forse anche visto il non brillante
successo, dà l’idea di un qualcosa realizzato in maniera
frettolosa e, a dirla proprio tutta, anche non propriamente ben riuscita.
In particolare per quello che riguarda la parte conclusiva della storia,
ci troviamo di fronte a qualcosa di decisamente “reale”, forse
più di quanto si potesse immaginare, che però stona non
poco in un complesso che, in quanto magico, poteva essere quanto meno
più fantasioso e che merita un discorso a parte. Se infatti per
tutta la durata della serie ci troviamo di fronte ad un anime a sfondo
magico in pieno stile studio Pierrot, negli ultimi due episodi capita
quel qualcosa che porta inevitabilmente alla fine della storia. Peccato
il tutto si svolga in fretta e furia: banalmente infatti, Miho smarrisce
la penna magica, sita nel suo inseparabile zainetto che, distrattamente,
dimentica su un taxi (o su un treno, questo non viene mai svelato) e che
non viene mai più ritrovato.
Come detto, forse nella realtà potrebbe anche capitare ad una bambina
di nove anni ma indubbiamente in un contesto anime a sfondo magico, si
ha per forza l’impressione del “oh, cavolo, non so proprio
come terminare il racconto”. Infatti, ovviamente, senza la penna
magica, la bambina non può più trasformarsi in Lala e la
storia è destinata a terminare. Con una disfatta, oltretutto: la
produzione sull’orlo della crisi dopo aver investito molto sulla
idol (Lala di fatto scompare da un giorno all’altro senza lasciare
traccia), Miho disperata per il fatto di non poter più trasformarsi
e per il fatto di non aver più accanto a se Pig e Mog ma, per fortuna
(almeno quello) ritrova l’amicizia profonda di Taro e soprattutto
di Hiroya che si accorge (anche in questo caso banalissimamente!) del
fatto che Miho è in realtà Fancy Lala: sarà proprio
lui a rincuorarla, dicendole che, con un po’ di pazienza e, passato
qualche anno, la stessa Miho potrà diventare la nuova Fancy Lala.
Il
finale dunque si discosta moltissimo da quello del manga, decisamente
più bello e fantasioso ed è un peccato perché il
tutto poteva essere sfruttato meglio.
Come
si diceva, gli elementi della stessa Creamy e della stessa Magica Emi
non mancano e il paragone diventa obbligatorio: reggere il confronto con
le “colleghe” del passato che tanto successo hanno ottenuto
non è una passeggiata ma in fondo non si può dire che il
rischio di cui sopra non sia stato calcolato. Per i realizzatori è
andata bene anche così visto che tuttosommato Fancy Lala è
stata realizzata per festeggiare i dieci anni di attività dello
Studio Pierrot (Fancy Lala è la quinta maghetta in ordine di tempo
dopo L’incantevole Creamy, Evelyn e la magia di un sogno d’amore,
Magica magica Emi e Sandy dai mille colori), famoso appunto per aver dato
un impronta significativa negli anni 80, rivoluzionando di fatto il concetto
di “maghetta” fino a quel periodo ristretto magari a “streghetta”,
rappresentate dalle “colleghe” Bia (Bia la sfida della magia),
Chappy (La maga Chappy), Stilly (Lo specchio magico), Sally (Sally la
maga) tanto per citarne qualcuna.
L'edizione
italiana
La
serie TV si colloca tra quelle che hanno subìto un’opera
decisamente pesante per quello che riguarda il “taglia e cuci”
che tanto conosciamo: la censura. Prodotta in Giappone nel 1988, arriva
in Italia però solo nel 2001 e trasmessa (almeno per il momento)
solo in un paio di occasioni, Fancy Lala conta 26 episodi e nel nostro
Paese, proprio per le censure di cui sopra, gli episodi diventano 25:
nel dettaglio gli ultimi cinque episodi diventano quattro. In parole semplici,
le censure apportate hanno fatto sì che ogni singolo episodio (parliamo
degli ultimi cinque) durasse ben meno dei canonici 22 minuti e così
giocoforza s’è deciso di assemblare gli stessi episodi tutti
assieme, creando puntate alternative che arrivano fino a 25 o 26 minuti
ciascuno: ancora una volta dunque un’intera serie TV è stata
quasi completamente stravolta, alterando quello che invece doveva in realtà
essere. Censura video, si diceva (baci, appuntamenti) ma anche sui dati
tecnici e pratici: Miho diventa Mia (comprensibile se vogliamo, metodo
già adottato da Mediaset qualche anno prima nella serie TV Hello
Spank dove Aiko diventa Aika) e dai nove anni che realmente ha, passa
a dodici (quindi dalle scuole elementari passa alle medie!) mentre Lala
passa da sedici anni a diciotto e, altro esempio di una censura clamorosamente
senza senso, il cognome della protagonista Miho, da Shinoara diventa Izuki,
come se avesse senso sostituire il cognome giapponese con un altro giapponese.
Anche altri personaggi sono stati privati del loro nome originale, in
alcuni casi in maniera anche abbastanza “triste”: vedi gli
stessi Pig e Mog che diventano Peo e Pea oppure Fushigi-san che viene
tristemente rinominato Mister Mistero o la migliore amica di Miho, Akiru
che diventa Akira [insomma, per la serie
non ci smentiamo mai… ndKyo].
Essendo Lala una idol e dunque una cantante, non mancano i brani eseguiti
durante la serie TV (esattamente come per Creamy Mami), in particolare
le canzoni “Cuore di bambina” (“Haru iro photograph”
in originale, brano carino e dolce ben reso anche in italiano) e “Giorno
dopo giorno” (“Trasparence” in originale, canzone questa
volta un po’ meno interessante e anche, se vogliamo, interpretato
non al meglio). Una precisazione: le canzoni furono interpretate da Roberta
Gallina [l'orecchio
bionico di noi Nekobonboniani ci dice così XD NdSbrn] e
non dalla Karpoff
(a cui fu affidato il "parlato"), forse quest'ultima non era
abbastanza intonata, chissà.
Il doppiaggio italiano tuttosommato non è malvagio anche se Miho
viene doppiata da Alessandra Karpoff,
storica voce di Emi in Magica Magica Emi, fa un certo “effetto”
agli appassionati di maghette. Per il resto normale amministrazione, cast
Mediaset praticamente al completo: ci sono proprio tutti, dalla Scianca
alla Massironi,
dalla Pacotto alla
Valenti, dal
Prata al D’Andrea
e al Balzarotti,
mancano, stranamente, gli storici Garbolino e Ubaldi.
Una curiosità: in Mediaset non si sono sprecati nemmeno a creare
un logo/titolo da passare sulla sigla, hanno sfruttato un fotogramma in
cui si vede molto chiaramente l'autografo di Fancy Lala (lassù
in alto abbiamo messo uno screenshot di confronto, appunto, tra il logo
originale giapponese e quello italiano, se così vogliamo chiamarlo).
L'edizione
giapponese
Spendendo due parole sullo staff, merita innanzitutto ricordare che a
comporre la colonna sonora fu chiamata un'autrice del calibro di Michiru
Ooshima, compositrice famosa per il suo stile classicheggiante
(alcune sue vecchie colonne sonore attingono a brani famosi di musica
classica, basti pensare ad Hanayori Dango); ma più in basso potete
trovare il collegamento alla pagina di approfondimento relativa ai cd
pubblicati.
Al doppiaggio fu chiamata una idol del momento, Reiko
Ohmori, la cui carriera si è limitata appunto
al doppiaggio di Fancy Lala/Miho e a un paio di film [anche
perchè, sinceramente, ha una voce inascoltabile, quindi come poteva
fare successo come cantante? ^^;; NdSbrn], affiancata da Hideo
Ishikawa nel ruolo di Hiroya (già doppiatore
di Akira in "Weiss Kreutz", Fullbody in "One Piece",
Itachi Uchiha in "Naruto", nonchè membro del gruppo musicale
EMU di cui fanno parte altri doppiatori famosi quali Hikaru Midorikawa
e Hayashi Nobutoshi) e Fumie Kusachi
nel ruolo di Miki (Luffy in "Gall Force", Micchi in "Shin-chan").
Tra i comprimari merita indubbiamente ricordare Kappei
Yamaguchi, qui nei panni di Taro, che in patria ha
interpretato decine di ruoli più disparati (Ranma 1/2, Shinichi
in "Detective Conan", Inuyasha, Usopp in "One Piece"
tanto per citare alcuni dei più famosi).
Una nota sicuramente positiva è che a fare da character designer
è stata chiamata la divina Akemi
Takada [che personalmente
venero e osanno, ndKyo] che, seppure a distanza di molto tempo
dal suo primo lavoro in ambito “maghette” (Mami), rende naturalmente
il tutto più “magico” in una serie TV che, alla fine
dei conti, come detto, pur essendo capace di emozionare, non presenta
però praticamente niente di nuovo.
Qui
sotto trovate, come al solito, la tabellina per accedere alle singole
pagine di approfondimento. Buona lettura ^_^
(&
qua e là ^^)
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