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* * Le Storie Brevi * *

(titolo originale: "Toy no kuni kara" - Dal regno dei giocattoli)
La storia inizia con una bambina, tale Sumi Fujiwara, che entra in un negozio di giocattoli ed acquista un piccolo pupazzo. La particolarità della vicenda è che all'interno del negozio stesso, mentre la piccola Sumi è intenta nello scegliere il pupazzo giusto tra i tanti, si percepiscono chiaramente i loro pensieri e i loro sentimenti.
Una volta acquistato e una volta datogli il nome di "Pocci", la piccola, tornando a casa, si imbatte in un figuro che la urta, le fa cadere il pupazzo e lo calpesta senza pietà. Sumi, torna così di corsa a casa, nella speranza che il nonno (che vive con lei) possa rimetterlo a nuovo. Con sorpresa, si rende conto che tutti i suoi giocattoli sono tutti ridotti in tanti pezzi e sparsi sul pavimento…Cosi, inorridita dall'evento, cerca il nonno e lo trova in un'altra stanza. Toy WorldMa, con sorpresa, scopre che in realtà si tratta di un enorme pupazzo.
Presa dal panico e dallo sconforto e senza neppure il tempo di poter riflettere, in casa entra uno strano ragazzo con un pupazzo in mano: spaventata, Sumi lo aggredisce ma il giovane riesce a districarsi e a portare via la bimba dall'interno della casa, salvandola. Da lì a pochi secondi, infatti, una grande esplosione fa saltare in aria la casa, gettando ancora di più nello sconforto la piccola Sumi che, a questo punto, non si raccapezza davvero più. Cosa è successo? Dov'è suo nonno? Chi è quello strano ragazzo ? E come sapeva che la casa sarebbe saltata in aria ? Nessuna risposta.
Il giovane ragazzo è per ora intento a riparare in fretta e furia il suo pupazzo che la bimba, poco prima, aveva danneggiato durante l'aggressione. Finalmente a posto, il pupazzo si anima e proietta l'immagine del nonno con un messaggio per Sumi: in realtà il nonno non è il suo vero nonno ma semplicemente il suo tutore. Infatti, appena nata, la piccola le fu affidata con l'ordine di accudirla fino all'età di tredici anni, età che Sumi compirà proprio il giorno dopo. Inoltre, il nonno viene da Carapot, il paese dei pupazzi, che si trova sotto la crosta terrestre e ora è giunto il momento che anche la bimba vada a conoscere tale paese. Il ragazzo misterioso ha infatti il compito di accompagnarla.
Ma Sumi non vuole andarci perché lei si considera un essere umano a tutti gli effetti…la verità però viene a galla e la bimba scopre che suo nonno è stato ucciso dalla banda della Fragola Nera, banda fuorilegge del paese di Carapot. Così, malgrado la consapevolezza di non poter mai più tornare indietro, decide di partire e di farsi accompagnare nella speranza di poter esaudire il desiderio di suo nonno che la voleva a Carapot a tutti i costi.
Una volta giunta a destinazione, la bimba si trova decisamente a suo agio e tutti la trattano bene, portando finalmente un po' di positività nel suo animo. Le difficoltà, però, sono appena cominciate. Infatti, quelli della banda della Fragola Nera, vogliono distruggere Carapot utilizzando i Domino, immense statue di pietra che una volta ogni cinquecento anni, si animano, lanciandosi in corsa e distruggendo tutto quello che incontrano sul loro percorso. Il tempo però non è giunto (mancano ancora trecento anni !) ma pare esista una formula magica che consente loro di risvegliarsi e a quanto pare il nonno di Sumi la conosceva.
Così la piccola bimba si trova ora inseguita dai loschi figuri ma lei, ovviamente, non sa proprio nulla della formula; invece, il giovane accompagnatore la sa e, per insegnarla a Sumi, la pronuncia (si tratta della parola PALINDROMO) e uno dei malviventi la ascolta e la pronuncia dinnanzi alle gigantesche statue di pietra, scaturendone il movimento e dunque la corsa sfrenata.
L'unico modo per fermarli è che una ragazza si metta di fronte a loro, offrendosi in dono sacrificale: essendo la ragazza un essere umano e visto che la legge di Carapot impedisce a chiunque di far del male ad un essere umano, potrebbe essere l'unica salvezza. Sumi, ignara di ciò, tenta comunque di fermare le grosse statue e, mettendosi davanti a loro, riesce miracolosamente nell'intento.
L'avventura si conclude con i complimenti da parte del re e della regina, che offrono il loro figlio Giru, l'accompagnatore di Sumi, come fidanzato per la piccola.
(titolo originale: "Kikki ni omakase" - Lascia fare a Kikki)
Lascia Fare a KitsukiUn piccolo diavoletto cavalca la sua lumaca volante gigante in cerca di persone infelici. Ad un tratto, dall'alto, scorge una ragazza seduta su una panchina, molto giù di morale in quanto non riesce a confessare il proprio amore al ragazzo che le piace.
L'entrata in scena della scimmietta di Toma (il ragazzo in questione) che si mette a giocare sulla testa della ragazza, spezza un po' la tensione. Incuriosito dalla presenza della ragazza, Toma le chiede se stava aspattando lui e la invita a casa sua; lei ovviamente rifiuta e lui ci rimane male, confessandole che a breve si sarebbe trasferito in un'altra città. La giovane, invece di confessare il proprio amore, lo tratta proprio male, andando via in fretta e furia.
Proprio mentre si sta domandando, senza risposta, il perché si era comportata così, ecco che arriva Kitsuki, [Nota: il nome originale era Kikki, è stata sbagliata la traslitterazione della sillaba "tsu", qui usata come raddoppio del secondo "ki" NdSbrn] il piccolo diavoletto che sostiene di riuscire a togliere dalla persona sfortunata, tutte le energie negative. La ragazza è naturalmente scettica ed infatti quando il giovane si ripresenta davanti a lei per restituirle il fermaglio che la sua scimmietta le aveva abilmente portato via, non riesce a spiccicare parola e se ne va affranta più che mai.
Riceve, più tardi, una telefonata da Toma che la invita ad un appuntamento. Aiutata dal diavoletto, accetta anche se molto preoccupata che il giovane possa essere arrabbiato con lei in virtù di come si era comportata. In realtà, Toma, le chiede se gentilmente può tenere lei la sua scimmietta visto che nel posto dove andrà non potrà portarla con se…
Le consegna infine il nuovo indirizzo e le promette che la chiamerà per sapere naturalmente come sta la sua piccola scimmietta e per non perdere i contatti con lei. La ragazza riesce a confessare il suo amore e tutto si conclude nel migliore dei modi.
(titolo originale: "Jungle Princess")
Jungle Princess
Lo scenario è l'ultima terra inesplorata del pianeta in cui viviamo e la protagonista è una specie di Tarzan in gonnellino di nome Koko. Questa, salta di albero in albero volteggiando con le liane, gioca con le scimmie e, insomma, vive una vita tranquilla e spensierata nella foresta tra gli animali.
Un bel giorno, un gruppo di esploratori capeggiati dal giovane Michael Hopper, si trova a passare da quelle parti durante una ricerca sulla vita dei gorilla. Il ragazzo si imbatte nella giovane Koko che scambia per un animale mai visto prima (la piccola galoppa un elefante e indossa ali da farfalla sul capo tipo fermacapelli, molto grosso e vistoso), ma la visione dura poco perché interrotta dall'arrivo di alcune scimmie incuriosite nel vedere gli esseri umani: quando queste riferiscono a Koko di aver visto "creature" simili a lei, ella decide di andare a curiosare.
Così si presenta dinnanzi a Hopper e i due fanno amicizia; la ragazza lo porta con sé all'interno della foresta per fargli conoscere i suoi amici animali e il ragazzo apprezza di molto il gesto in virtù del fatto che può così conoscere un mondo nuovo a lui sconosciuto. La bimba, frequentando il giovane, si accorge di essere sola e così si affeziona morbosamente a Michael, tanto da andarlo a trovare anche in piena notte.
Ma purtroppo, al termine della missione, i due si dovranno salutare: a Koko, resterà una fotografia da ammirare e un dolce ricordo che riempirà la sua mente facendola sentire bene
.
(titolo originale: "Camu Camu Circus" - Cam Cam Circus)


Ancora una storia bonus. Protagonista è la piccola Kirin, bimba circense la cui specialità è quella di attrarre gli spettatori pedalando il suo monociclo.
Già… quando gli spettatori ci sono! Infatti il vero problema è che il circo gestito dalla famiglia di Kirin, non fa successo e il pubblico non affluisce come dovrebbe. Le motivazioni posso essere molteplici ma sta di fatto che la situazione è seria. Le idee non mancano di certo e alla fine un collaboratore (un elefante??? Ehm…!!!) decide di giocare la carta dei trapezisti, attrazione che manca.
Dopo i primi tentativi falliti, si vedono i primi risultati e lo spettacolo non manca di certo: il pubblico stavolta c’è e il successo è un guadagno per il lavoro svolto da tutti. Fine.
In verità sono poche paginette, non c’è stato verso di fare un riassuntino diverso… La storia non è granché, sa proprio di poco. Per la serie “bisogna riempire le pagine in qualche modo”. Ah, santa pazienza!!!

 

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