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Protagonista
del manga in questione è Miho
Shinohara, una bimba come tante, piena di energia
e con mille sogni nel cassetto, tra cui quello di poter un giorno diventare
una idol di successo e magari, perché no, riuscire ad incontrare
il suo idol preferito, Hiroya Aikawa.
Proprio grazie ad un poster che lo raffigurava, la piccola conosce Pigu
e Mogu, due folletti
alquanto buffi, capitati sulla Terra per puro caso. In cambio di asilo,
offrono a Miho la possibilità di avere poteri magici e, grazie
alla formula magica "Dabu dabu", la
piccola si trasforma in una quindicenne: nasce il mito di Lala,
ingaggiata per puro caso dalla Lyrical Production (società che
si occupa di sfilate di moda) e divenuta star e dunque idol a tutti gli
effetti. Le difficoltà sono dapprima moltissime ma poi tutto si
tinge di magia, grazie anche allo stesso Hiroya che Lala finalmente conosce
e che la prende in simpatia. Le avventure non finiscono davvero mai per
la nostra piccola maghetta: gelosie, amori, successi e rinunce. Questa
avventura, permetterà a Miho di crescere e di comprendere i valori
della vita, diventando più responsabile e fiduciosa verso un futuro.
Beh, dopo la lettura dell’ultimo volumetto, posso dire che Fancy Lala
mi è molto piaciuto ! Ma
è anche vero che io sono un po' di parte, in quanto vero appassionato
di tutto quello che fa "maghetta".
La storia è piuttosto semplice e, al primo impatto, potrebbe sembrare
un bel fritto misto di vecchie serie dello stesso filone: abbiamo Miho
che è sempre in ritardo e che è costretta a dire piccole
bugie per giustificare le sue azioni (ricordate Maho No Tenshi Creamy
Mami?); la trasformazione non è delle più originali
(pensate un po' a Pastel Yumi
) e anche l'idea dei folletti
è vecchia quanto Creamy o Magica Emi. E allora,
cosa avrà di così interessante una serie che di innovativo
non possiede granché? Personalmente, mi sono molto divertito proprio
per via di tutto quello che ho appena citato!
Il manga, edito in Italia dalla Planet Manga,
conta di quattro soli volumi nel nostro Paese, due in origine in Giappone.
Datato 1998, venne pubblicato subito dopo la trasmissione della serie
TV di 26 episodi, un po’ più dettagliata e disegnata
con un tratto decisamente migliore sicuramente grazie alla mano fatata
della character design Akemi Takada.
Lo sfondo shojo la fa da padrona e il tutto è molto più
introspettivo rispetto alle vecchie maghette; mi piace molto il tratto,
in puro stile shojo e, insomma, dopo aver visto lo scempio che è
stato fatto in TV sulla Mediaset, non pensavo che il manga mi potesse
attirare così tanto! Non c'è nulla che ha a che fare con
gli episodi trasmessi per tele, quando inizierò a scrivere la recensione
sulle puntate, ve ne potrete rendere conto di persona.
Curiosamente non è stato cambiato del tutto il nome della serie
TV in Italia, da "Maho no stage Fancy
Lala" abbiamo ritrovato "Fancy
Lala", il che ha stupito non poco [strano
che "Fancy" non sia diventata "Francesca", non trovate?
^_^], mentre per quello che riguarda le ormai dannate censure,
ne abbiamo anche qua di cotte e di crude con una novità assoluta
a riguardo: gli ultimi cinque episodi originali, diventano... quattro
qua in Italia! Censurando qua e là, la Mediaset s’è
trovata di fronte agli ultimi cinque episodi decisamente più corti
e così, per riempire gli spazi, li ha uniti qua e là, creando
però così quattro episodi di ben 26/28 minuti ciascuno.
Tristezza!
Riassumendo, è stato più semplice leggere il manga che non
seguire la serie TV fino in fondo (forse se quest’ultima fosse stata
formata da quattro episodi, non sarebbe stato così!), comunque
nel complesso direi che sono soddisfatto, anche se nessuno probabilmente
la pensa come me... U_U
Il manga è molto scorrevole se escludiamo gli inutili e dannosi
episodi fuori tema, anche se si fatica un po’ nell’accettare
il tratto grafico forse un po’ approssimativo; la serie TV, a tratti
un po’ noiosetta e magari con qualche episodio qua e là che
potevano anche evitare in quanto irrilevante ai fini della storia, con
un bel character design diciamo che rende molto bene: Lala a parer mio
è davvero molto bella. Peccato che qua in Italia ci siamo persi
qualcosa per la strada, come spesso succede, a causa, come detto, delle
censure.
Un appassionato di maghette come il sottoscritto non può comunque
non apprezzare questo genere di lavori e Lala non fa eccezione: sono contento
di aver visto la serie TV (seppure ridotta maluccio) e di aver letto il
manga. Non ho mai sperato di vedere una seconda Mami, in quanto inimitabile;
forse anche per questo, diciamo che mi sono accontentato. ^^
Concludendo, consiglio il manga a tutte quelle persone che adorano gli
shojo, a tutti i nostalgici delle care e vecchie maghette e a tutte le
persone che vogliono togliersi un po' l'amaro di bocca dopo aver visto
la serie TV andata in onda su Italia 1.
Provare per credere!!!

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| In
my humble opinion (I commenti degli altri): |
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La
serie tv l'ho trovata veramente abominevole, gli episodi non avevano
nè capo nè coda, senza parlare della fine davvero
ridicola. L'unico pregio potrebbe essere il chara della Takada,
ma il suo nuovo stile non mi ispira più di tanto.
Il manga l'ho trovato decisamente più carino, anche se un
po' troppo infantile. Le storielle autoconclusive invece sono davvero
oscene, ce le potevano risparmiare. |
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Se
devo essere sincera questa storia non mi è proprio piaciuta.
Avevo iniziato a seguire l'anime in tv, ma dopo una settimana ho
iniziato a trovarlo noioso e ho smesso (non succedeva nulla ed era
inconcludente). Il manga forse è leggermente meglio, ma anche
questo non mi ha detto niente di speciale... sarà che io
e le storie da bambini non andiamo d'accordo. Comunque non posso
certo darne un giudizio positivo, inoltre tutta questa storia mi
è sempre sembrata troppo ispirata ad altre maghette dello
Studio Pierrot.
Ah!! Non le fanno più le buon vecchie Creamy Mami e Lulù
di una volta!! |
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