
Kodomo
no Omocha (traducibile come "I giocattoli dei bambini")
o Kodocha come lo conoscono gli appassionati,
è stato a lungo il manga più famoso di Miho
Obana, mangaka che pubblica per la casa editrice Shueisha.E' stato raccolto in 10 tankobon usciti fra il 1995 e il 1999 nella collana Ribbon Mascot Comics e sempre nel 1999 è uscita la raccolta Mizu no Yakata (La Villa d'Acqua), dove è pubblicata la storia del film girato da Sana e Naozumi in Kodocha (che appunto da il titolo al volumetto), oltre ad un altro racconto breve che però non c'entra niente con le avventure di Sana e C. Il manga narra la storia di Sana Kurata, una famosa attrice bambina che vive con la madre Misako, una scrittrice di successo, e Rei il proprio manager. Sana, nonostante tutto, è una ragazzina come le altre, frequenta l'ultimo anno della scuola elementare (all'inizio della storia) ed è alle prese con i problemi di tutti i giorni, ma sopratutto con quelli causati dai confusionari compagni di classe che impediscono ai professori di fare lezione. Stanca di sottostare ai loro soprusi "dichiara loro guerra" ed arriva a scontrarsi con quello che tutti considerano il loro capo: Akito Hayama. Ma come spesso succede le cose non sono come sembrano e ben presto la bambina scoprirà che il comportamento di Hayama è dato da dei ben precisi motivi e farà di tutto per aiutarlo. Dal canto suo, Akito, non potrà far altro che innamorarsi della ragazzina. La storia, oltre ad essere incentrata sui sentimenti di Hayama e Sana, prende in esame anche la carriera della piccola attrice nonché i problemi che essa comporta. Con l'andare del tempo entreranno in scena sempre nuovi personaggi che contribuiranno a complicare ulteriormente le cose e a rendere meno sicuro ciò che i due ragazzi provano l'uno per l'altro. Il tratto della Obana è molto carino e pulito (forse per qualcuno disegnerà degli occhi "troppo enormi", ma nel complesso il tutto è molto piacevole), le tavole sono ben strutturate e la sceneggiatura è ben costruita e la storia avvincente. Le illustrazioni sono davvero belle, peccato che nei tankobon ce ne siano davvero poche a colori. I personaggi sono ben caratterizzati e l'allegria e la vitalità di Sana non possono far altro che coinvolgere il lettore. In Italia è arrivata per prima la serie tv ed ha subito riscosso un enorme successo, benché partita in sordina e "in prova". Composta da 102 episodi, è stata trasmessa in Giappone dal 1996 al 1998 (quindi prima che finisse il manga). Rispetto al fumetto questa contiene anche molte parti aggiuntive, tra cui la storia del padre di Sana o la fantomatica "parte di New York" dove Sana e Naozumi vanno a interpretare un musical. E' qui, infatti, che manga e controparte televisiva prendono due strade diverse e la serie tv perde molto del suo smalto, diventando ripetitiva e molto meno interessante. I due epiloghi differiscono radicalmente anche se mantengono alcuni punti in comune sviluppati in maniera diversa. Inoltre il manga non ha quel finale "semi aperto" con Sana e Hayama che si fanno quella sorta di promessa sulla terrazza della scuola, anche se... devo ancora scoprire se la fine del manga mi sia piaciuta o no, ha davvero qualcosa di strano......
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