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Kirara PrincessNel 2005 la Kodansha, in collaborazione con la Disney, lanciò sulla rivista Nakayoshi un manga ispirato alle "Principesse Disney" intitolato Kirara Princess. Disegnato da Nao Kodaka e sceneggiato da Rika Tanaka, vede come protagonista Kirara, una studentessa che si ritrova improvvisamente catapultata in un'avventura che la porta a conoscere le protagoniste delle favole che ama fin da bambina: il suo sogno è infatti da sempre quello di poter vivere una vita come quella delle principesse dei film Disney e di trovare il suo principe azzurro. E proprio un principe, il bel Rei, sarà al suo fianco in questa storia dal momento che insieme dovranno trovare la misteriosa principessa che salverà il regno del ragazzo dalla distruzione.
Questo manga indubbiamente incuriosisce il lettore per le ambientazioni che ci presenta, è inevitabile infatti voler scoprire come le varie principesse interagiranno nella storia e in che modo la favola originale sarà rispettata o meno; addentrandosi però nella lettura ci si trova davanti ad un prodotto per un target decisamente infantile, le sceneggiature proposte sono sempre molto leggere e spesso si tratta quasi di siparietti autoconclusivi pensati per divertire un pubblico molto giovane (basti pensare ad esempio all'episodio in cui Kirara e Ariel devono sfuggire a uno squalo). Onnipresenti sono inoltre i concetti di amore e amicizia, fin troppo rimarcati a ogni occasione, e persino le varie principesse risultano molto più stucchevoli e smielate rispetto al carattere che hanno nei film originari, o per lo meno questa è l'impressione che hanno fatto a me (ma forse il problema è che sono ormai un po' troppo "cresciutella" per certi tipi di favole). Il risultato finale è quindi un fumetto tuttosommato gradevole ma che sicuramente non riesce ad affascinare il lettore più adulto, come invece riescono a fare i film Disney nonostante siano anch'essi pensati pervalentemente per una platea di età medio-bassa.
Attraverso alcuni freetalk delle due autrici, scopriamo inoltre qualche retroscena sulla creazione di quest'opera: Nao Kodaka racconta che per disegnare il manga si è riguardata più e più volte tutti i dvd dei film Disney, tanto da averli imparati a memoria, e che anche studiare il design dei personaggi originali non è stata cosa facile dal momento che si trattava di trovare il giusto equilibrio tra lo stile degli shojo manga e quello più semplice dei fumetti Disney. Personalmente devo dire che ho trovato il tratto della Kodaka davvero aggraziato e gradevole, riesce a riprodurre alla perfezione lo stile Disney delle principesse, donando però loro quel giusto tocco di "mangosità" che le fa bene amalgamare all'interno di uno shojo, e anche tutti i personaggi secondari che compaiono (ovviamente Kirara si trova di volta in volta a combattere contro il nemico della principessa di turno, e ritroviamo anche parecchi dei coprotagonisti buoni) vengono rappresentati molto fedelmente. Parallelamente i personaggi originali sono ben realizzati e la disegnatrice si dimostra abile sia nell'impostazione delle tavole che nel disegno delle anatomie, che nelle tecniche di inchiostrazione e di uso dei retini; le illustrazioni a colori sono anch'esse ben fatte e pure qui lo stile delle principesse viene riprodotto magistralmente (tant'è che la mangaka è stata poi ingaggiata per altre collaborazioni con la Disney).
Anche Rika Tanaka ci parla di come ha partorito le sceneggiature, cercando di estrapolare il punto di forza delle varie principesse (ad esempio l'energia di Cenerentola) e a creare storie in cui queste caratteristiche venissero trasmesse a Kirara; le varie storie però non vengono affrontate tutte allo stesso modo, alcune sono infatti temporalmente ambientate dopo gli eventi narrati nei film, altre invece ci presentano la storia ancora in corso con le conseguenti anomalie portate dall'intrusione di Kirara e Rei nel continuum degli eventi. Inoltre sono presenti qua e là delle brevi storielline a strisce (verticali, negli spazi che su rivista erano occupati dalla pubblicità) che hanno come protagonista Tippe.
Concludendo si tratta quindi di una lettura leggera e puramente di svago, non ne rimarrete sicuramente folgorati nè probabilmente sentirete il desiderio di risfogliarlo una seconda volta, ma alla fin fine può essere un manga carino da portarsi sotto l'ombrellone d'estate o per tenerci compagnia in una giornata di pioggia invernale, anche perchè si legge molto velocemente (io ho finito tutti e cinque i volumetti in una giornata) e impegna poco il cervello... se poi avete in casa una bambina delle elementari, allora avete sicuramente trovato il fumetto che fa per lei! ;)

Sbrn

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