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Kakan
no Madonna - vol 7.
Informazioni
generali
Autrice
: Chiho Saito
Casa
editrice: Shogakukan (Flower comics)
Data di pubblicazione: 20 novembre 1994
Codice: ISBN4-09-135127-1
La
storia
Nel
palazzo del Vaticano sono tutti in ansia per le condizioni di salute
del Papa, che ha appena avuto un collasso. Sandro e Falco invece sono
al capezzale di Leonora, avvelenata da Cesare con la Cantarella: l'unico
modo di salvarla è somministrarle l'acqua verde di Da Vinci e
sperare che abbia effetto, Falco beve quindi del liquido e bacia Leonora
per trasmetterglielo [come aveva fatto lei
nel vol 2 ^^]. Intanto Cesare ha raggiunto il padre, ma le forze
lo abbandonano di nuovo, ormai è in preda a una forte febbre,
è stato contagiato anche lui dalla peste. Con la lucidità
che gli resta ordina a Don Michelotto di procurarsi l'acqua miracolosa
per guarire il Papa.
Leonora nel frattempo si è ripresa e Falco l'abbraccia felice,
dicendole che per lei è come una nuova rinascita (d'ora in poi
la chiamerà sempre Leonora, non più Leo), ma sopraggiunge
Don Michelotto che scopre con sommo sgomento che l'ultima dose di acqua
verde è stata usata proprio per salvare la ragazza. Poco dopo
il Pontefice muore.
Le condizioni di Cesare intanto peggiorano [ciccio
;___;], e il suo esercito inizia a perdere una battaglia dopo
l'altra.
La
morte di Alessandro VI rende necessaria la nomina di un nuovo Pontefice
e Della Rovere propone madonna Leonora, la quale però non intende
accettare, e nemmeno Falco è disposto a rinunciare alla sua bella
[:-D], che intende sposare al più
presto nel suo regno di Napoli. Della Rovere in realtà vorrebbe
egli stesso diventare Papa ma sa bene che Cesare non acconsentirebbe
mai, e per questo ha bisogno dell'aiuto di Leonora, in attesa che arrivi
il momento per lui di diventare Pontefce. Propone allora alla ragazza
di far visita a Cesare, appena arrivato proprio per vederla (nonostante
tutto continua a considerarla la sua donna), e Leonora rimane sconvolta
dal trovarlo così debilitato, non riuscendo a trattenere le lacrime.
Il cardinale Della Rovere parla al Borgia della sua idea di nominare
Leonora nuovo pontefice, e Cesare lo accusa di volerla usare per rafforzare
il proprio potere. Leonora capisce allora che la posizione di Pontefice
racchiude in sè un'enorme potere, che ella potrebbe usare per
proteggere l'amato Falco e il suo regno dalle mire di conquista dei
suoi nemici. Falco (presente anch'egli all'incontro) cerca in tutti
i modi di dissuaderla, diventando Pontefice le sarà proibito
sposarsi, ma la ragazza è irremovibile "Diventerò
il nuovo Papa"... Falco allora la bacia sulla fronte e se
ne va senza proferire parola.
E' arrivato il giorno in cui Leonora verrà nominata Papa, con
il nome di Leo X (anche se
i membri del Conclave non sembrano contenti di ciò). Durante
la sfilata che la porta verso la chiesa, acclamata dalla folla, la ragazza
ripensa all'addio di Falco (nonostante la ragazza gli abbia detto che
dovrà restare Papa solo per 2 o 3 anni, egli non è affatto
d'accordo con la sua decisione). Intanto Cesare, trasportato in un'apposita
lettiga, lascia Roma, riflettendo sulle manovre che Della Rovere ha
portato avanti in tutti quegli anni per liberarsi di lui e del padre.
Anche Re Luigi XII sta assistendo alla cerimonia, fermamente deciso
a non cedere il regno di Napoli a Falco.
Leonora arriva in chiesa, dove scorge Falco e Sandro, ma non può
far altro che osservarli in silenzio, finchè finalmente viene
incoronata Papa Leo X dal cardinale Della Rovere. Un chierichetto le
porge allora lo scettro papale, ma esso le sfugge di mano, e nella caduta
si rompe. Immediatamente i Cardinali (che probabilmente non aspettavano
di meglio) dichiarano che ciò è di cattivo auspicio, una
donna non può essere Papa, ma Leonora rimpiazza lo scettro con
il "Leone di smeraldo". Ovviamente i Cardinali sono indignati
dal fatto che voglia usare una spada come scettro papale, accusandola
di avere intenti bellicosi, ma la ragazza ribatte che non ha intenzione
di entrare in guerra nè con la Francia nè con la Spagna,
anche se intende liberare il regno di Napoli. Quelle parole suscitano
il disappunto di Luigi XII, (Leonora, avvertendolo che non esiterà
a schierare l'esercito dello stato pontificio al fianco di Falco, riesce
a "costringerlo" a liberare il regno di Napoli) mentre Falco
ne è felice, e più tardi, dopo che Leonora si è
ritirata, va a dirle addio definitivamente, dicendole che l'aspetterà
per sempre.
Quella sera Della Rovere, venuto a sapere dell'incontro, l'avverte di
non incontrare più Falco, le consueguenze potrebbero essere terribili
per loro, soprattutto per il principe che verrebbe certamente condannato
a morte. La Spagna inoltre, costretta come la Francia dal discorso di
Leonora a lasciare libero Napoli, pretende che la ragazza vada in esilio
sull'isola di Majorca per assicurarsi che ella non prenda più
decisioni così avventate. Leonora sa bene che in realtà
l'esilio durerà molti anni, e chiede di poter almeno presiedere
all'incoronazione dell'amato.
A Napoli finalmente arriva il momento in cui Falco sarà incoronato
Re, e sarà la stessa Leonora a presiedere alla cerimonia. La
folla mormora frasi di sospetto sulla reale relazione dei due, sospettati
di essere amanti, e così quando Falco chiede un'udienza privata,
ella gliela nega.
L'incoronazione procede senza intoppi, ma dopo che Leonora ha posto
la corona sul capo di Falco, questi le prende le mani e gliele bacia,
sotto gli occhi di tutti, ribadendole che l'amerà per sempre
[s'è capito, non c'è bisogno
che glielo ripeti una pagina sì e una no U__U]. Leonora
si appresta a ripartire per Roma (da cui ripartirà presto per
la Spagna, per trattare la liberazione di Napoli), ma prima consegna
a Sandro una piccola scatola per Falco, che contiene il suo orecchino
rosso. Falco capisce che quel dono è il modo con cui Leonora
gli sta dicendo addio, ha appena saputo da Sandro dell'esilio a cui
ella è stata costretta, e fa capire al fido amico che intende
raggiungerla. Sandro cerca di dissuaderlo, ma il re [ormai
non è più un principe ^^] non può più
soffocare i propri sentimenti, e i due partono alla volta del Vaticano,
dove la ragazza si sta preparando alla partenza per Majorca.
Arrivati
a destinazione, si intoducono nel palazzo, e Falco riesce a raggiungere
la stanza di Leonora, la quale è sorpresa di vederlo lì,
tanto che inizialmente pensa che si tratti di un sogno. Il re vorrebbe
portarla via con sè, ma Leonora rifiuta. Falco però non
sente ragioni ed è disposto a portarla via anche con la forza,
ma è costretto a rimandare momentaneamente la fuga a causa della
massiccia presenza di guardie nel palazzo. Anche la fuga attraverso
la finestra è impossibile, vista l'altezza.
I due, costretti ad aspettare, iniziano a parlare, Falco scherza sul
fatto che verrebbe senz'altro ucciso se venisse scoperto, ma per lei
sarebbe anche disposto a morire: ormai Leonora non può più
soffocare i propri sentimenti, e si abbandona tra le braccia dell'amato
"Falco, finirò
all'inferno per quanto sono felice. Ma non me ne importa nulla...".
Ma Falco le risponde baciandola "Ci
finiremo insieme...". E finalmente i due fanno l'amore [ma
Cesare è arrivato prima, pappappero pappappà ^^].
Intanto gli eserciti spagnolo e francese sono arrivati al palazzo. All'alba
Leonora e Falco sono pronti per fuggire insieme a Sandro, che si è
procurato alcune uniformi dei soldati per passare inosservati, ma la
fuga viene scoperta e i tre vengono attaccati dagli arcieri, che colpiscono
Falco, il quale ha cercato di proteggere Leonora. Ma la ferita non sembra
grave (almeno così dice il sovrano di Napoli) e quindi proseguono
la corsa, per portarsi al più presto fuori tiro. Della Rovere
viene intanto informato dell'accaduto, e non sembra contrariato più
di tanto (probabilmente non aspettava altro, per proporsi come il nuovo
Papa), decidendo di simulare la morte di Leonora in seguito a un fantomatico
assalto di misteriosi banditi (non sarà difficile per lui procurarsi
il cadavere di una fanciulla).
Arrivati in un posto sicuro, Leonora decide di fermarsi per medicare
Falco, mentre Sandro si allontana per procurarsi della selvaggina. Rimasta
sola con l'amato, Leonora si accorge che è molto affaticato,
e pian piano gli si sta annebbiando la vista: la freccia che l'ha colpito
era avvelenata! Poco dopo torna Sandro, in compagnia di alcune persone
incontrate nel bosco (lo hanno appena informato della falsa notizia
della morte di Leonora e Falco, e del fatto che il regno di Napoli è
stato riconquistato dalla Spagna), e la ragazza gli dice disperata che
il corpo di Falco sta diventando sempre più freddo. Convinta
che ormai non ci sia più nulla da fare per lui, afferrà
una spada e cerca di uccidersi, ma Sandro glielo impedisce.
Quella notte Leonora si reca su una scogliera a pregare, gli chiede
di aiutare Falco, e getta il "leone di smeraldo" in mare.
La mattina seguente, un uomo arriva tutto concitato a chiamarla, e Leonora
corre da Falco: il re è salvo, e la accoglie con un sorriso [beota
:-PPP] stampato sulla faccia. Appena è in grado di viaggiare,
Falco riprende il viaggio con Leonora: i due salutano Sandro, e gli
dicono che torneranno nel regno di Napoli, dopo una visita a Padova
dal padre della ragazza. Ma mentre li vede allontanarsi, Sandro capisce
che il suo destino e di seguirli, e salutata la sorella Chiara, parte
al galoppo dietro di loro.
La scena si sposta nello studio di Leonardo da Vinci. Il maestro sta
dipingeno la Gioconda, e
parla con Raffaello di Leonora e Falco, ormai ritenuti morti (anche
se qualcuno ritiene che siano ancora vivi), e del cardinale Della Rovere,
divenuto Papa Giulio II.
Il ritratto "la madonna della ghirlanda" è scomparso,
e Da Vinci ipotizza che sia nelle mani di Cesare.
Altrove, intanto, si sta combattendo una battaglia: l'esercito dei Borgia
è ormai allo sbaraglio, e Cesare giace ferito poco lontano, trafitto
alla schiena da una lancia [uaaaah ;__;].
Ormai morente, stringe tra le mani un brandello del ritratto della "madonna
della ghirlanda", la sua dea protettrice (come la definisce lui).
"Mamma... Michele...
Lucrezia... non c'è nessuno?" [yuuhuu,
sono una particella di sodio :-D] mormora il condottiero. Da
lontano scorge un cavallo che si avvicina: è "la madonna
della ghirlanda" (ovviamente una allucinazione), Cesare le sorride
e le tende la mano, dicendo "La
mia Italia...", e chiude gli occhi per sempre, felice tra
le braccia di Leonora [uaaaah!!
;_______; Cesareeeee!!! Sigh sigh sigh!!!]:
Cesare Borgia muore a 32 anni l'11 marzo 1507.
Gli
anni sono passati, morto Giulio II un nuovo Papa si appresta a iniziare
il proprio pontificato. Parlando con Leonardo gli confessa di non aver
dimenticato Leonora, sebbene nelle pagine dei libri di storia non si
faccia cenno alla Papessa o al "leone di smeraldo", e per
mantenere sempre vivo il suo ricordo decide anch'egli di farsi chiamare
Leone X.
Ma la gente non potrà certo dimenticare il principe biondo in
sella al suo cavallo bianco, nè quel condottiero dai bellissimi
capelli neri che fece tremare l'Italia, nè la fanciulla dagli
occhi di smeraldo e i capelli argentati. Adesso sono diventati una leggenda
di tanto tempo fa.
Note:
Nell'edizione
italiana non è stato pubblicata l'illustrazione presente sul
retro del volumetto (che ritrae
Cesare e Falco). Intatte come al solito frontespizio
e pin-up varie, mentre sono assentiil
profilo dei personaggi e il riassunto
del volume precedente. Infine, la tavola di pag
21 non è ribaltata, presentando la cartina d'Italia.

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