|
Kakan
no Madonna - vol 6.
Informazioni
generali
Autrice
: Chiho Saito
Casa
editrice: Shogakukan (Flower comics)
Data di pubblicazione: 20 settembre 1994
Codice: ISBN4-09-135126-3
La
storia
Cesare
ha finalmente raggiunto il suo scopo: è riuscito a fare sua Leonora,
seppur con la forza. La ragazza è ovviamente sconvolta per l'accaduto
e si chiede come potrà di nuovo guardare in faccia Falco. Poco
dopo sopraggiunge Sandro che, intuita la verità dei fatti, si
scaglia contro il Borgia urlando "Maledetto
Cesare, cosa hai fatto a madonna Leonora?", ma Cesare è
più abile di lui con la spada e riesce facilmente a disarmarlo,
ferendolo al volto. Apprestatosi a infliggergli il colpo di grazia,
viene fermato appena in tempo da Leonora che gli dichiara che da quel
momento non esiterà a ucciderlo.
In quel momento sopraggiunge uno degli uomini di Cesare ad avvertirlo
della ribellione che è iniziata contro di lui, a partire dal
castello di Urbino: Falco ha iniziato le sue mosse. Cesare torna immediatamente
al campo, mentre Leonora si sfoga con Sandro (che tra l'altro ha appena
scoperto che lei e Leo sono la stessa persona), che la consola stringendola
tra le braccia.
Cesare è ormai tornato a Milano e pare riprendere in mano la
situazione. Falco cerca di tranquillizzare i propri uomini e riparte
per Roma in sella a Romeo. Raggiunta l'abitazione del cardinale Della
Rovere, si ritira nella propria stanza a riposare, mentre il cardinale
e Leonora (arrivata nel frattempo alla dimora insieme a Sandro) sono
nel bel mezzo di una festa, a cui sta partecipando anche il Papa. Sandro
comunica alla ragazza che Falco è tornato, e le suggerisce di
sorridere per non insospettirlo. Leonora lo raggiunge quindi nella sua
stanza, dove il principe, felice di rivederla, la abbraccia e la bacia
appassionatamente [evidentemente vuole riprendere
dal punto in cui erano stati interrotti ^__^]. Ma al dolce viso
di Falco si sovrappone quello di Cesare, Leonora non riesce a dimenticare
la violenza subita e respinge il povero Falco, che non capisce il motivo
di quel comportamento.
Al ricevimento sopraggiunge anche Cesare che rivela al padre di voler
uccidere Falco e Della Rovere quella stessa notte, ma il Papa non sembra
essere d'accordo con il piano di Cesare, lasciando il figlio stupefatto
di quel comportamento.
Intanto Leonora si è appartata in giardino, dove viene presto
raggiunta da Cesare. Anche Falco si trova a passeggiare lì vicino,
e sopraggiunge appena in tempo per ascoltare un frammento di conversazione,
da cui intuisce cosa sia accaduto tra i due. Alla sua richiesta di spiegazioni,
Cesare rincara la dose mostrandogli il "trofeo" conquistato
quella notte: la croce che aveva regalato a Leonora. Lo sguardo pieno
di lacrime della ragazza, che si copre il viso con le mani, è
una risposta sufficiente per Falco. In preda alla rabbia colpisce violentemente
Cesare con un pugno, ma intervengono Sandro e Don Michelotto a separarli,
mentre Leonora fugge piangendo.
Recuperata
la calma, Falco la raggiunge nella sua stanza, il principe si sente
in colpa per non averla protetta quando ne ha avuto bisogno, e piange
di disperazione stringendo forte la sua Leonora. Ma la ragazza fugge
di nuovo: è se stessa che non riesce a perdonare per aver permesso
che ciò accadesse.
I mesi passano (siamo nel dicembre del 1502) e Cesare continua a soffocare
ogni giorno di più la rivolta, facendo uccidere tutti i ribelli
che riesce a catturare. Intanto Sandro e Falco vengono raggiunti da
un messo proveniente da Napoli, per avvertire il principe che può
tornare nel suo regno, mentre alcuni uomini di Cesare si sono recati
presso l'abitazione del cardinale Della Rovere per arrestare il principe.
Il cardinale continua a ripetere che egli non si trova lì e poco
dopo chiede a Leonora di accompagnarlo nel suo castello di Ostia: con
lei al suo fianco nessuno oserà attaccarlo. Ma la ragazza rifiuta,
non intende andare da nessuna parte senza Falco.
Il principe intanto manda un messaggio al cardinale tramite il fido
Romeo, chiedendogli di lasciar partire Leonora con lui, ma questo non
fa parte dei piani di Della Rovere, che decide di non mostrarle la lettera
ma di consegnarla ai soldati del Borgia. La ragazza però si accorge
della presenza di Falco scorgendo dalla finestra i soldati che lo inseguono,
ma viene chiusa in una stanza per impedirle di seguire il principe,
che è costretto a partire senza di lei. Sandro però riesce
a introdursi nel palazzo e libera Leonora, la quale però non
intende seguirlo, ha paura di ferire ancora Falco. La ragazza inizia
a piangere e si appoggia a Sandro per trovare conforto, ma lui la afferra
e la bacia [evvai, eccone un altro ^^].
Leonora lo allontana sconvolta, gridandogli "Sandro,
sei uno stupido! Pensavo che tu fossi un amico su cui contare".
Improvvisamente nella stanza arriva Da Vinci che chiede a Leonora di
seguirlo al palazzo del Vaticano. Lì, mentre Leonardo la sta
ritraendo in uno dei suoi dipinti, sopraggiunge Cesare che informa il
maestro di voler attaccare Napoli entro 10 giorni, e per poter vincere
necessita dei palloni areostatici. Leonora non riesce a capire come
Da Vinci possa obbedire ciecamente a tali ordini, ma adesso ha ben altro
a cui pensare: Cesare la fa convocare insieme a Della Rovere. Le accuse
che gravavano sui due (di aver aiutato il principe Falco) sono cadute
ma finchè il regno di Napoli non cadrà, dovranno alloggiare
a Castel Santangelo (il castello
del Papa adiacente al Vaticano, allora usato come prigione), ma il Cardinale
Della Rovere rifiuta decisamente, e chiede invece di poter tornare al
proprio castello di Ostia.
Leonora capisce che Cesare vuole usarli come ostaggi contro Falco, e
riflette sul fatto che Ostia si trovi vicino a Pietra, dove è
custodito il "leone di smeraldo",
ma Cesare non intende lasciarla andare. Nella stanza entra Leonardo
che gli fa notare che la ragazza è un pericolo per lui, come
gli ha appena fatto notare Don Michelotto, e potrebbe cercare di accoltellarlo
nel sonno quindi è opportuno allontanarla da Roma, e lo convince
a farla andare con lui a Pietra, in compagnia anche di Della Rovere.
Durante il viaggio però vengono attaccati dagli uomini di Sandro,
che si liberano facilmente dei soldati, permettendo così a Leonora
di raggiungere la grotta dov'è custodita la spada, ma gli uomini
di Cesare catturano Sandro e costringono lui e Leonora a seguirli.
Mentre passano in mezzo a una folla urlante (stanno tutti aspettando
i miracoli della "madonna della ghirlanda"), una bambina si
aggrappa ai capelli di Leonora, togliendole la parrucca. Tutti i presenti
rimangono allibiti nel vedere i suoi capelli neri e l'accusano di essere
un'impostora. Leonora risponde che lei non ha il potere di fare miracoli
(tutto è merito infatti dell'acqua verde) ma è davvero
lei Leonora, ma nonostante i tentativi della ragazza di giustificarsi,
la situazione inizia a precipitare, e una donna l'accusa di essere "un
diavolo con la faccia d'angelo".
Da Vinci chiede allora a Sandro di procurargli dell'acqua, e grazie
a una mistura di sua invenzione, lava i capelli di Leonora, riportandoli
al loro colore originario, argenteo. La folla allora la acclama di nuovo,
ma il capo delle truppe del Borgia ordina ai soldati di portare via
i prigionieri. Da Vinci sprona Leonora ad andare a estrarre la spada:
ciò provocherà un piccolo terremoto che farà sprofondare
per sempre i cristalli velenosi. Leonora gli dà allora un bacio
sulla guancia, dicendo "Grazie,
maestro... siete davvero grande. Vi voglio bene"... e si
getta dal parapetto su cui si trova. Per fortuna lì sotto si
trova Romeo, che attutisce la caduta, e col quale Leonora riesce a fuggire,
aiutata dalla folla che blocca i soldati nemici.
Raggiunta la spada "leone di smeraldo",
Leonora la estrae e riesce appena in tempo a uscire dalla grotta che
sta crollando, e non appena la folla la vede brandire la spada, la acclama
a gran voce come "Sovrano
d'Italia". Cesare viene informato dell'accaduto, e in preda
alla rabbia, rivolge la sua spada contro il dipinto "la madonna
della ghirlanda", inveendo contro i traditori Leonora e Da Vinci:
"Distruggerò
sicuramente chi si intromette nella mia conquista dell'Italia!"
[la frase potrebbe essere anche tradotta
come "conquista della mia Italia", a sottolineare come Cesare
la consideri già sua ^^] e ordina di attaccare Napoli.
Dopo qualche tempo (qualche mese, a giudicare dalla lunghezza dei capelli
di Leo), Leonora si sta allenando con Sandro, quando arriva il cardinale
Della Rovere che lancia l'ipotesi che Leonora diventi il prossimo Papa
dal momento che tutti la venerano come "madonna della ghirlanda",
ma la ragazza ci ride sopra, dicendo che ciò è impossibile,
in quanto lei è una donna.
Da Vinci intanto le comunica di aver lasciato la corte di Cesare, e
di essere in procinto di tornare nel suo paese, e i due si salutano
con un lungo abbraccio. Durante il suo viaggio, Leonardo si ferma a
Napoli per salutare Falco (che
ha sconfitto Cesare con l'aiuto della Spagna, che ora governa il regno),
e ne approfitta per chiedergli se ha più rivisto Leonora. Il
principe gli risponde fino a quel momento è dovuto rimanere nel
suo regno al capezzale della madre che è morta pochi giorni prima,
ma la loro conversazione viene interrotta da un servitore che porta
un messaggio di Cesare Borgia. Nello stesso momento anche Leonora sta
ricevendo lo stesso messaggio: Cesare chiede a entrambi di incontrarlo
a Roma. Il desiderio di rivedere Leonora spinge Falco ad accettare,
nonostante sia consapevole che potrebbe trattarsi di una trappola.
Arrivati a Roma, vengono accolti da Papa Alessandro VI che ha organizzato
un ricevimento il loro onore. Cesare è circondato da numerose
fanciulle, tra cui anche Leonora, e quando Falco si accorge di lei,
vorrebbe andarle incontro, ma i soldati di Cesare gli impediscono di
avvicinarsi. Falco allora chiede un colloquio privato con Cesare (egli
lo ha infatti invitato con la scusa di un consiglio per discutere con
i rappresentanti di Spagna e Francia il destino di Napoli), e quest'ultimo
acconsente. Ma il Borgia scopre ben presto le sue reali intenzioni,
e non appena i due rimangono soli, fa portare via Falco dai soldati
e trascina Leonora (che li ha raggiunti) in una stanza appartata. Qui
le ribadisce "Tu sei
la mia donna!". Il suo cuore, il suo corpo gli apparterranno
per sempre [almeno così dice lui ^^
Quant'è figo st'omo ^__^], e per far sì che ciò
si avveri, versa della Cantarella [il suo
fido veleno ^^] in un bicchiere e lo beve, dopodichè bacia
Leonora. La ragazza perde ben presto le forze, e Cesare la stringe a
sè, ma improvvisamente sopraggiunge Don Michelotto a informarlo
che il Papa ha avuto un malore. Cesare si precipita dal padre, ma le
forze sembrano averlo abbandonato. Don Michelotto lo osserva correre
verso il salone e getta uno sguardo preoccupato sul bicchiere riverso
a terra: "Cantarella.....",
sussurra prima di seguire il suo padrone.
Intanto Sandro ha liberato Falco, e insieme si precipitano da Leonora,
trovandola ormai delirante. La cantarella ha iniziato a fare effetto
e Leonora perde i sensi, mentre Falco grida il suo nome.
Note:
Nell'edizione
italiana non è stato pubblicata l'illustrazione presente sul
retro del volumetto (che ritrae
Falco insieme a Leo, la trovate nella gallery di immagini). Il frontespizio
e le pin-up sono presenti, mancano
come al solito il profilo dei personaggi
e il riassunto del volume precedente.
La vignetta a matàtra le pagine 15
e 17 non è ribaltata, presentando
la cartina d'Italia, così come la tavola di pag
18.

|