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Copertina vol 4Kakan no Madonna - vol 4.

Informazioni generali

Autrice : Chiho Saito
Casa editrice: Shogakukan (Flower comics)
Data di pubblicazione: 20 marzo 1994
Codice: ISBN4-09-135124-7

La storia

Falco comunica a Sandro che andrà a Roma per qualche giorno, accompagnato da Leo: i due vogliono raggiungere al più presto Da Vinci per procurarsi delle nuove scorte di liquido miracoloso, così da poter permettere alla "madonna della ghirlanda" di guarire le persone malate. Solo continuando quella "recita" infatti sarà possibile impedire lo scoppio di guerre per accaparrarsi i cristalli.
Arrivati in città, i due si accorgono di quanto sia aumentata la popolarità della "madonna della ghirlanda", e la cosa sconvolge Leonora, che sente sempre più il peso del ruolo che è costretta a sostenere. Poco dopo incontrano Salai che li conduce nel nuovo studio del maestro. Mentre stanno aspettando il ritorno di Leonardo, arriva Cesare che fortunatamente non riconosce Leonora (ancora nei panni di Leo), e non si accorge della presenza di Falco, nascosto nello studio.
Più tardi, Da Vinci comunica loro che per ottenere il liquido necessario sarà necessaria una quantità di cristalli ben maggiore di quella da loro portata, almeno 10 carri. Falco e Leo soddisfano la richiesta del maestro, ma il liquido che egli restituisce indietro è decisamente poco. In realtà, d'accordo con Cesare, egli ha usato gran parte dei cristalli per produrre una polvere letale che l'esercito del Borgia inizia ad usare in battaglia, spargendolo sulle truppe nemiche con l'ausilio di mongolfiere e compiendo vere e proprie stragi.
Leo e FalcoFalco e Leonora capiscono di essere stati ingannati da Da Vinci, e soprattutto la ragazza si sente responsabile per l'accaduto. Ma il principe riesce a farla tornare in sè proponendole di aiutarlo a recuperare i cristalli in mano a Cesare. I due partono così insieme a Sandro (che fraintende l'interesse di Leo per Effe, e si schiera apertamente dalla parte di Leonora, non sapendo che Leo è in realtà la "madonna della ghirlanda") e a tutti la banda alla volta di Roma. Lì incontrano il capo delle truppe mercenarie di Cesare: anche tra gli uomini di Cesare serpeggia il malcontento e molti non aspettano altro che il momento buono per avere la meglio sul loro padrone.
Leo, grazie a una lettera rubata a Leonardo, riesce a introdursi nel castello di Cesare, fingendosi un servitore mandato dal maestro a controllare i palloni aerostatici. Giunta al magazzino dove vengono custodite le armi, intervengono Sandro e Effe che rubano i cristalli ancora intatti e danno fuoco alla polvere velenosa. Nel frattempo Salai si presenta al cospetto di Cesare rivelando così l'inganno di Leo, e il Borgia, dopo averla bloccata, ingaggia con lei un duello che lo vede ben presto vincitore.
Grazie all'intervento di Oro, la donna che capeggia i banditi di Roma, Sandro e gli altri riescono a fuggire, ma Falco insiste per tornare indietro a salvare Leo, seguito a ruota da Sandro che non è disposto ad abbandonare il proprio capo. I due trovano con facilità la prigione dove è rinchiusa Leonora, ma non riescono a trovare le chiavi della cella e sono costretti a fuggire.
Intanto Cesare convoca Leo al proprio cospetto: ha capito che per Effe ha un grande valore e intende usarlo come esca, mentre fa uccidere senza pietà il capo dei mercenari ribelli dal fedele Don Michelotto, che viene incaricato di sorvegliare Leo. Improvvisamente sopraggiunge un soldato dichiarando di aver catturato Effe: in realtà si tratta di Sandro, che si finge Effe per proteggere il proprio capo, ma Leonora, temendo che egli venga ucciso, rivela a Cesare la verità, mentre il bandito viene trascinato nella prigione e sottoposto a torture.
Nel frattempo, Falco si sta tormentando per non essere riuscito a salvare Leo, ma Oro riesce a convincerlo ad aspettare il momento più propizio per vendicarsi di Cesare. Proprio nel palazzo del Borgia è appena giunto messer Machiavelli che esprime al condottiero tutta la propria ammirazione per le imprese da lui compiute [proprio il Borgia infatti è il protagonista de "Il principe", l'opera più importante dello scrittore], e dichiara a Leo che solo Cesare può essere in grado di unificare l'Italia e far cessare per sempre le lotte intestine che affliggono il paese. Leonora rimane colpita da quelle parole...
Cesare e LucreziaPiù tardi, nelle stanze di Cesare un sarto gli sta mostrando i tessuti che saranno usati per confezionare gli abiti destinati alla moglie e alla figlia di Cesare stesso (costrette dal sovrano francese a vivere lontano dal Borgia, per poterlo così manovrare meglio) e a Lucrezia. Quando il mercante gli mostra la stoffa destinata all'abito per la "madonna della ghirlanda", Cesare prende un coltello e la riduce a pezzi, manifestando la sua rabbia verso Leonora. Rimasta sola con lui, Leo cerca di prendere quel coltello per usarlo contro Cesare, ma lui se ne accorge e la immobilizza, rendendosi conto che in realtà ella è una ragazza e soprattutto riconoscendo in lei la "madonna della ghirlanda".
Intanto a Pietra la folla è ormai impaziente, e aspetta ansiosa che la "madonna della ghirlanda", assente ormai da molti giorni, compia di nuovo qualche miracolo, mentre Falco e Oro progettano di rapire il Papa e usarlo come scambio per liberare Leo.

Nel frattempo Cesare ha fatto confezionare una parrucca e un abito appositamen
te per Leonora, cosicchè ella possa riprendere le sembianze della "madonna della ghirlanda", ma Leo ne approfitta per fuggire e si reca alla prigione per consegnare a Sandro una spilla con cui potrà liberarsi dalle catene. Scoperta dai soldati, che le sparano contro alcuni dardi con la balestra, Leo finisce nel fiume e morirebbe annegata se Cesare non si tuffasse per salvarla. Immediatamente fa preparare un bagno caldo per la ragazza e il suo atteggiamento gentile colpisce molto Leonora, anche se i suoi pensieri sono ancora rivolti a Falco, che però è caduto nelle mire di Oro che cerca in tutti i modi di sedurlo.
Raggiunto Cesare nella sua stanza, Leo si accorge che per salvarla si è ferito a un braccio e lo aiuta perciò a medicarsi. Il condottiero le confessa allora il proprio amore [ghaaaaa, bellooooo!!! ^^] e Leonora sembra quasi sul punto di cedere, ma la vista del ritratto della "madonna della ghirlanda" la fa tornare in sè e respinge con fermezza Cesare. Nello stesso momento anche Falco respinge le avances di Oro, confessandole di amare Leonora e rivelandole che lei e Leo sono la stessa persona.
Travestitasi da "madonna della ghirlanda" a cui somiglia incredibilmente, Oro si reca con Falco da Papa Alessandro VI, e il piano di rapimento funziona alla perfezione. I banditi mandano così una lettera a Cesare in cui chiedono la liberazione di Leo in cambio di quella del Papa: lo scambio avverrà nei pressi di un ponte sul Tevere, in un luogo che non ha possibili nascondigli per eventuali
agguati dell'esercito dei Borgia. Cesare non può far altro che cedere al ricatto, non è ancora giunto il momento in cui il padre possa morire.
Lo scambio sembra procedere nel migliore dei modi, ma Oro, gelosa di Leonora, libera troppo presto il Papa, scatenando l'offensiva dell'esercito nemico. Falco riesce a trarre in salvo Leo, ma Oro è finita nelle mani di Cesare che intende sfruttare la sua somiglianza con la "madonna della ghirlanda" per vendicarsi di Effe e di Leonora.

Note:

Retro del volumettoStarò diventando monotona ma nemmeno in questo volumetto è stata pubblicata l'illustrazione presente sul retro (ritraente Falco e Leonora, la miniatura è qui a lato, per l'immagine completa vi rimando alla gallery).
Il frontespizio conteneva, nella pergamena lasciata bianca, il nome di Chiho Saito. Mancano invece le pagine con i profili dei personaggi e il riassunto del volumetto precedente, mentre ritroviamo tutte le pin-up. Anche la galleria di illustrazioni a fine volume è presente come nel tankobon originale, nessuna di tali illustrazioni è però contenuta nell'Illustration Book [;___; sigh sigh, le voglio a colori!!!].
Infine, le due tavole di pagina 34 e 35 non sono ribaltate, presentando sullo sfondo la cartina dell'Italia. A causa del non ribaltamento, la descrizione di Leonora è finita accanto all'immagine di Cesare e quella del Borgia è finita accanto all'immagine di Leonora. Vabbè...

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