Kagen
no Tsuki (letteralmente
significa L'Ultimo Quarto di Luna) è
un'opera di Ai Yazawa
uscita in Giappone fra gli anni 1998 e 1999
e raccolta in 3 tankobon dalla Shueisha.
Questo manga, da a noi uscito col titolo improprio di Ultimi
Raggi di Luna,
è un piccolo gioiello. In esso Yazawa-Sensei svolge una storia dai
toni cupi e malinconici, dove la protagonista principale e presenza
costante è senza dubbio la morte. La trama ha la struttura e solidità
di un buon giallo, dove gli elementi di soluzione sono presentati
lealmente: ma il meccanismo motore della vicenda (ovvero: che cosa
è effettivamente successo a Eve,
Mizuki,
Sayaka
ed Adam?) è, secondo
la migliore delle tradizioni, l'amo utilizzato per avvincere il lettore,
per riuscire a farlo immergere nella storia. In questa prospettiva,
Kagen no Tsuki assomiglia ad un terreno di sabbie mobili, che risucchia
ed avvolge pagina dopo pagina, riuscendo a comunicare, oltre alla
tristezza, un senso di claustrofobia ed oppressione che fa desiderare
di raggiungere al più presto lo scioglimento della vicenda. Naturalmente,
la brevità della storia contribuisce all'intensità delle sensazioni
trasmesse, che non soffrono di alcun tipo di diluizione. D'altro canto,
le personalità dei protagonisti rimangono a livello di stereotipo,
ma questo non va considerato una mancanza di approfondimento, poichè
quello che viene narrato è un momento specifico della loro crescita,
un punto critico della loro vita. Di Mizuki, Sayaka ed Adam, si narra
l'incontro con la solitudine e la delusione; dei quattro ragazzini
(Hotaru,
Sae,
Sugisaki
e Miura),
l'incontro con esperienze e sentimenti che non riescono a comprendere
e che possono solo tentare di risolvere.
Unico neo della narrazione è l'ultimo capitolo, dove Yazawa ripercorre
la vicenda dal punto di vista di Adam, sciogliendo alcune pretese
ambiguità lasciate in sospeso. Questo capitolo sembra, a tutti gli
effetti, un di più: seppur scritto in maniera impeccabile, resta l'impressione
che la storia si concluda con Miura in piedi di fronte alla tomba
di Adam o, ancora più significativamente, al seppellimento del diario
di Kayama da parte dei quattro. Il monologo di Adam appare, nella
struttura della storia, fuori luogo: scioglie alcune ambiguità solo
nel senso che, venendo da lui, le spiegazioni proposte assumono il
significato di interpretazione autentica; ma erano sostanzialmente
le conclusioni a cui il lettore era già arrivato per conto proprio:
il sottofinale, dove Hotaru scopre il concetto di metempsicosi, aveva
già fornito la chiave in questo senso. Inoltre, questo monologo, toglie
un po' di fascino al personaggio di Adam, che si nutriva del proprio
essere lontano, quasi irraggiungibile. 
Dal punto di vista grafico, Kagen no Tsuki è composto in puro "Stile
Yazawa©": tavole particolarmente affascinanti sono
quelle che illustrano la prigionia di Eve, inondate di luce; e quelle
dove si rappresenta il ritorno della memoria di Mizuki in Eve (verso
la fine dell'act 11).
Venendo a sapere, da uno dei siparietti del fumetto, che questo manga
è stato per lei un ritorno alle atmosfere dei primi lavori, restiamo
curiosi di leggerli (pare non sarà possibile, almeno in italiano,
proprio per esplicita volontà dell'autrice); o, ancora meglio, di
vedere la Yazawa alle prese con nuove storie di questo tipo. Tirando
le somme, Kagen no Tsuki è un manga assolutamente pregevole ed intenso,
che consigliamo senza dubbio alcuno sia agli/alle shoujo-fan, sia
a chi (crediamo ormai pochissimi, seppur ce ne sono) dagli shoujo
si tiene lontano.
P.S.: Naturalmente, lo sguardo di Adam utilizza lo
stesso trucco di quello della Gioconda.
I Commenti degli Altri:
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In
My Humble Opinion: |
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Inizialmente
questo manga non mi piaceva per niente, la prima parte l'ho
trovata davvero irritante, soprattutto per la presenza di Mizuki
e di Adam, due personaggi davvero odiosi. Ma con l'entrata in
scena dei bambini la storia è cambiata radicalmente ed
è diventata una delle più belle che abbia mai
letto!! Un manga decisamente ben fatto, che consiglio caldamente
anche ai non-fan della Yazawa. |
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Che
dire? Uno degli shojo più belli mai pubblicati in Italia.
Certo forse esula un po' dai canoni classici del fumetto per
ragazze, ma davvero la Yazawa è riuscita a tirare fuori
il meglio di sè per questa storia. Meriterebbe davvero
una ristampa (dato che pare che i volumetti non si trovino facilmente)
altro che... riedizioni di cose insulse e inutili (ogni riferimento
a Solamente Tu è puramente... voluto! ;PPP). |
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A
dir la verità, ho letto il manga molto velocemente ma
devo comunque dire che non mi è affatto dispiaciuto.
Una storia carina, semplice e scorrevole! Si fa in fretta ad
affezionarsi ai personaggi e questo è molto importante
per seguire al meglio lo sviluppo della storia. Indubbiamente
la Yazawa ha creato opere più “spesse”, inutile
nasconderlo; tuttavia consiglio il manga ai fan della mangaka
(in fondo, sei volumetti, sono comunque fattibili) e a chi,
come al sottoscritto, piacciono le storie brevi ma intense |
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