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Per
"shoujo manga" si intendono
quei fumetti rivolti prevalentemente a un pubblico femminile e che quindi
presentano storie per lo più a sfondo sentimentale. Esistono
però fondamentali differenze tra uno shoujo e l'altro, differenze
che si sono accentuate nel corso degli anni, essendo modificato radicalmente
il modo di intendere gli shoujo. Dalla fine degli anni 60'- primi anni
'70 (periodo in cui questo tipo di manga è nato) ai giorni nostri,
molte autrici si sono passate lo scettro di "regina dello shoujo"
rinnovando di volta in volta questo genere. Gli shoujo manga della prima generazione, ovvero quelli degli anni '70 (e anche precedenti, come nel caso di "Attack N°1"), erano caratterizzati da uno stile particolarmente ricco di fiori e occhioni luccicanti. Le due maestre del genere furono senz'altro Yumiko Igarashi e Riyoko Ikeda, che per molti anni hanno influenzato le altre autrici, tanto che si può quasi fare una distinzione tra quelle che seguono lo stile della prima e quelle che "imitano" invece il tratto della seconda. Le opere di questi anni sono molto spesso incentrate sulle disavventure di ragazze alle prese con le avversità della vita (basti pensare a Candy Candy) e sulle loro vicende amorose, ma non mancano eccezioni: troviamo quindi manga storici (come ad esempio Versailles no Bara/Lady Oscar), storie scolastiche (Hello Spank), ecc... e sul fronte televisivo si inizia ad attingere alla letteratura di classici per bambini, producendo alcune serie tv che potremmo quasi definire shoujo-ma-non-troppo (ovvero storie che seppur non strettamente shoujo, ne presentano comunque alcune peculiarità). Negli anni '80 è iniziato un radicale cambiamento nello stile degli shoujo. Sebbene nei primi anni del decennio ancora si avvertisse molto l'influenza del "vecchio stile" (la Akaishi ad esempio è chiaramente influenzata dai manga di Yumiko Igarashi, sia nel tratto che nelle storie), piano piano il disegno si è fatto sempre più essenziale, senza però perdere alcune caratteristiche tipiche degli shoujo. Inoltre hanno iniziato ad affermarsi artiste innovative, quali le CLAMP, che hanno un po' rivoluzionato il modo di intendere lo shoujo (le loro opere in particolare sono di difficile collocazione, in quanto presentano elementi tipici degli shoujo, mixati a caratteristiche tipiche di altri generi, quali i manga di azione o fantasy), portando una ventata di freschezza e di rinnovamento. Parecchi dei manga degli anni '80 sono diventati famosi grazie alla loro trasposizione animata: scagli la prima pietra chi non conosce titoli quali Kiss me Licia, Hilary, e Milly un giorno dopo l'altro (tanto per citarne alcuni). Inoltre quegli anni videro il prolificare di un genere che ha sfornato numerosi titoli, quello delle maghette, alcune delle quali avevano alle spalle una storia tipicamente shoujo. Dopo i cambiamenti portati al genere shoujo negli anni '80, nel decennio successivo si è avuta una svolta ancora maggiore. Gli anni '90 sono caratterizzati infatti dall'affacciarsi di nuove autrici emergenti, che hanno rinnovato questo genere inserendovi elementi fino a quel momento esclusivi di altri generi. Nei decenni precedenti, infatti, erano pochi gli shoujo che presentavano elementi horror (specialità di autrici come Chie Shinohara) o di combattimento (i manga di Yuu Watase ne sono pieni). Basti pensare al fenomeno Sailormoon, e a tutti i cloni che ha generato. L'inserimento di questi elementi non tipicamente femminili, ha avuto come risultato l'ampliamento del target di questo genere di storie, che hanno così saputo ritagliarsi una solida fetta di appassionati maschi (affascinati forse dalle uniformi succinte di alcune combattenti). Inoltre si è iniziato anche a concepire lo shoujo non più come melodrammone di orfanelle perseguitate dalla sfortuna, ma come mezzo per presentare al pubblico la vita dell'adolescente medio giapponese. Autrici come Ai Yazawa o Fuyumi Souryo hanno infatti saputo creare storie intense e bellissime, che vedono come protagonisti ragazzi comuni alle prese con i primi amori e con la scuola, così comuni (anche se talvolta rimane comunque la storia "melodrammatica" di base) che potrebbe benissimo trattarsi della storia della ragazza della porta accanto. Ovviamente l'emergere di questi nuovi "filoni" (se così li possiamo definire), non ha certo cancellato lo stile più "classico", che continua a svilupparsi (seppur rinnovato anch'esso) con il lavoro di molte autrici, quali Chiho Saito o Wataru Yoshizumi, specializzate in vere e proprie saghe alla Beautiful. Non mancano infine storie dedicate alle maghette, che fanno ancora la gioia di molti spettatori (e produttori, viste le vendite di gadget) nipponici e non. |