Torna all'Indice dei Reportage

GHIBLI MUSEUM
Mitaka - 24 agosto 2011

insegnaIl nostro viaggio in Giappone ci ha portato a visitare anche l'oramai famoso Ghibli Museum a Mitaka, città non lontana da Tokyo.
Appena scese alla stazione ci siamo incamminate verso la nostra meta che dista da lì poco più di un chilometro e mezzo ed è facilmente raggiungibile a piedi (in alternativa si può prendere il bus cittadino che per l'occasione è tutto giallo e decorato a tema!!). La cittadina di Mitaka sembra letteralmente uscita da un film del Maestro Miyazaki, palazzi e vegetazione si alternano gli uni agli altri e durante il tragitto costeggiamo pure un fiume.
Il museo è ospitato dentro un edificio costruito per l'occasione, totalmente giallo, piuttosto basso, dall'architettura insolita e immerso nel verde!! All'entrata c'è un insegna retrò e vagamente liberty con appollaiato sopra Totoro (e Totorini). Sempre Totoro ci dà il benvenuto scrutandoci da una finestra di una biglietteria, sotto la quale si affacciano da un oblò i Nerini del Buio. La vera biglietteria però è più avanti. Il solito personale super-efficiente accoglie i visitatori e li indirizza all'interno.
Per visitare il Ghibli Museum, se si è stranieri, è necessario fare il biglietto dal proprio paese di origine prima di partire. Le indicazioni su come muoversi sono sul sito ufficiale: www.ghibli-museum.jp/en/ Alla fine si tratta solo di scegliere il giorno della propria visita, fare un bonifico bancario e il voucher per il ritiro dei biglietti viene recapitato direttamente a casa. Quindi se si ha intenzione di inserirlo tra le mete del proprio viaggio, la cosa va un minimo preventivamente pianificata (servono almeno una ventina di giorni). Poi basta presentarsi al museo nel giorno prestabilito all'ora che più ci aggrada. La visita è totalmente libera, quindi ognuno di noi può passare tutto il tempo che preferisce all'interno. Noi ci abbiamo impiegato una mezza giornata. Non c'è neppure un percorso prestabilito si può andare da un lato all'altro e da un piano all'altro in piena libertà.
All'entrata viene anche consegnato un biglietto per accedere alla proiezione del Cinema Saturno, dove a cicli continui viene mandato un cortometraggio creato dallo Studio appositamente per il Museo. Questo breve cartone animato cambia, non so di preciso ogni quanto tempo, ma a cicli periodici ne vengono creati sempre di nuovi. Quello che abbiamo visto noi era tratto da un libro illustrato per bambini intitolato Takara-Sagashi (Alla ricerca del tesoro) di Rieko Nakagawa con illustrazioni di Yuriko Omura e narrava di una ricerca di un fantomatico tesoro da parte di due amici. Il tutto in puro stile miyazakiano.
Altra cosa molto carina è che tale biglietto è creato con tre fotogrammi di una qualunque delle numerose pellicole dello Studio e viene timbrato e restituito al visitatore che può tenerlo come ricordo. A noi è toccata una non ben definita scena scolastica tratta da non abbiamo capito cosa e un primo piano di Sosuke e sua mamma Risa dal film Ponyo.
All'ingresso viene consegnata anche la brochure con le regole da tenere all'interno (non scattare foto ç_______ç, non fumare, non mangiare e bla bla bla...) e la piantina dell'edificio. Tale piantina è praticamente uno schizzo del Maestro, bellissima da vedere ed avere per carità, ma piuttosto poco utile allo scopo. Con rispetto ma ci si orienta davvero maluccio... X°°°°D
Nel piano seminterrato, oltre al cinema, vi sono anche alcune stanze con scatole ottiche, installazioni, proiezioni ed effetti vari creati con scene e modellini dei vari personaggi e dei vari film. Qui si trova anche lo zootropio di Totoro, quello a cui Lasseter e soci si sono ispirati per creare il proprio che è stato portato in giro dalla mostra commemorativa del 25° anniversario della Pixar. E' un'istallazione dove sono presenti svariati modellini dei personaggi di Totoro tutti in pose sequenziali e disposti in cerchio. Quando la macchina viene messa in moto (gira a una velocità ragguardevole), la stanza viene messa al buio e i personaggi illuminati in modo adeguato danno l'impressione che si stiano muovendo.museo
Al piano terra troviamo disegni, studi e schizzi sia di moltissimi personaggi che degli stupendi sfondi. Il tutto però non è disposto in modo "usuale" come un normale museo o mostra, ma vi è ricreato una specie di studio e ambiente familiare, probabilmente non troppo diverso da come sono i locali del vero Studio Ghibli nella realtà, qui sono presenti anche moltissimi oggetti e materiali di ricerca e studio, vi è un numero impressionante di libri su qualunque cosa e argomento e in qualunque lingua, una miriade di libri fotografici, oggetti (c'è persino una bicicletta un po' retrò), materiali da disegno (ricordo un vaso di vetro con tantissime matite usate, tutte lunghe non più di 5 cm). E la moltitudine di questi oggetti, libri, materiali vari non è riposta con cura su scaffali ma proprio disposta come se qualcuno l'avesse appena usata o debba farlo presto: su panchetti, tavoli, scrivanie, scaffali, in una sorta di caos ordinato.
Qua è presente anche la Mostra Temporanea, ovvero mostre che vengono create e allestite per determinati periodi, la nostra era dedicata a Kokuriko-zaka kara (Dalla Collina dei Papaveri)!!
In un'altra zona sono stati ricreati alcuni ambienti dei film: vi è un angolo dove possiamo vedere una delle bancarelle dove i genitori di Chihiro di Spirited Away, in versione maialini, sono seduti a mangiare o possiamo passare e sederci dentro il Neko-Bus che è creato a grandezza naturale e in pelliccia. Un altro Neko-bus si trova al primo piano, ma questo è una sorta di tappeto gonfiabile il cui accesso è permesso solo ai bambini delle elementari (peccato!! Volevamo saltarci dentro anche noi!!!).
Non mancano la biblioteca dove si possono leggere e sfogliare le pubblicazioni dello studio, ma anche romanzi e materiali da cui sono stati tratti i film e il souvenir shop che per l'occasione è stato ribattezzato "Mamma Aiuto!" come i pirati del'aria di Porco Rosso, dove si possono acquistare dvd, souvenir e gadget vari.
Usciti fuori all'esterno si può sedersi e bere e mangiare qualcosa allo Straw Hat Cafè oppure passeggiare per il giardino e i vari cortiletti, anche questi dall'architettura piuttosto miyazakiana... Sul tetto panoramico, infine, ci si può fare una foto col Robot Giardiniere di Laputa in mezzo a una natura spontanea e all'apparenza "cresciuta senza controllo".
Entrare in questo museo è davvero come entrare in un altro mondo dove si viene rapiti dalla poesia e dalle atmosfere che si respirano nei film dello Studio, vale veramente la pena farci un salto, non si resta minimamente delusi. E poi il poter ammirare gli stupendi disegni del Maestro Miyazaki, ma anche del Maestro Takahata e dei loro collaboratori è un'occasione che non ci si deve far assolutamente sfuggire!!

minmay

bar Che aggiungere alla completissima recensione di Minmay? Poco o niente perché ha già detto tutto quello che c'era da dire :-) Mi limito a concordare che una visita al Museo Ghibli è doverosa se si ha la fortuna di fare un viaggio da quelle parti, la cura con cui è stato progettato e realizzato il museo in ogni sua parte merita sicuramente un'occhiata, a maggior ragione se si è fan delle opere di Miyazaki e Takahata. Sembra proprio di entrare in uno di quei luoghi fantastici a cui ci hanno abituato (soprattutto Hayao-Sensei) ed è troppo bello vedere i bambini giapponesi saltellare sul Nekobus (vi avverto, non potrete fare a meno di invidiarli XD) o lo zootropio di Totoro animarsi sotto i vostri occhi! Sarà una visita da sogno... garantito! ;-)

Sbrn

Link al sito ufficiale del "Ghibli Museum"

Potete trovare altre foto e di qualità migliore sul nostro profilo Facebook!

Torna all'Indice dei Reportage

Questo sito non è a scopo di lucro.
Tutte le immagini sono © dei rispettivi autori e detentori dei diritti.
Tutti i testi sono © dei rispettivi autori.
Chi volesse usare testi e/o immagini del nostro sito
è pregato di chiederci il permesso via e-mail:
postmaster@nekobonbon.com.

Queste pagine fanno parte del sito:
www.nekobonbon.com.