Dopo
aver realizzato due opere a "sfondo fantastico" come Fushigi
Yuugi e Ayashi no Ceres, Yuu Watase
decide di "tornare alle origini" occupandosi di una storia
scolastica (come aveva fatto in passato con Shishunki Miman Okotowari).
La pubblicazione di Imadoki! (che
può essere tradotto, come dice la stessa autrice sul primo
volume, sia: Ai Giorni Nostri! che Adesso
ho il Batticuore!) è iniziata su Sho-Comi
(famosa rivista shoujo della Shogakukan)
nel 2000 per concludersi l'anno successivo. Il manga poi è
stato raccolto in 5 tankobon nella collana Flower
Comics.
Tutto parte quando la protagonista, Tanpopo
Yamazaki, si trasferisce a Tokyo per frequentare il liceo
e si imbatte in uno strano giovane: Kouki
Kugyou, che all'inizio pare essere un tipo sensibile e
amante delle piante, ma quando lo rincontra a scuola con tutti i compagni
si rivela freddo e scostante. Tanpopo, convinta che quello che ha
conosciuto la prima volta fosse il vero carattere del ragazzo, decide
di diventare sua amica a tutti i costi e comincia a tampinarlo stretto.
Inoltre la scuola a cui è stata ammessa è un liceo molto
esclusivo frequentato da moltissimi figli di papà che non vedono
di buon occhio la nuova arrivata che non ha un'elevata posizione sociale
ed è stata addirittura ripescata ai test d'ingresso. Dal canto
suo Tanpopo è una ragazzina semplice e dai buoni sentimenti
ed è giunta nella nuova scuola con le migliori intenzioni:
farsi molti amici come aveva alle scuole medie frequentate in Hokkaido.
Ma, nella sua ingenuità, si dovrà scontrare con le ostilità,
i pregiudizi e il senso di superiorità che le manifestano gli
studenti del nuovo liceo.
Le premesse sembrano quelle di qualunque shoujo scolastico, oltretutto
neppure troppo originale e interessante, ma non dobbiamo dimenticarci
che questo è un fumetto di Yuu Watase, quindi non ha niente
a che fare con altre storie dagli argomenti simili e soprattutto non
ha niente di... usuale. La Sensei lo ha infarcito di personaggi assurdi
(vedasi Tsukiko e Kyougoku) e di gag a non finire suoi veri e propri
marchi di fabbrica. Chi si aspetta qualcosa tipo le storie di Wataru
Yoshizumi o Hanayori Dango di Yoko Kamio... beh è lontano anni
luce da capire cosa sia effettivamente Imadoki!. Fra le opere della
Sensei si avvicina ad Appare Jipangu/C'era una volta in Giappone,
ma con un umorismo sì presente, ma meno marcato (in quanto
non ne è la componente principale). Anche i personaggi se di
primo acchito possano sembrare antipatici (devo ammettere che per
le prime 30 tavole la stupidità di Tanpopo non mi aveva fatto
ben sperare ^^;;) ben presto si rivelano tutt'altro e le numerose
gag non solo servono a sdrammatizzare ma, in my humble opinion ovviamente,
rendono la storia interessante e riescono a far notare il manga fra
tutta quella serie di "titoli scolastici" uguali e ripetitivi.
Non riuscirete a restare seri davanti
alle uscite isteriche di Tsukiko, nè davanti alla, a volte,
profonda stupidità di Tanpopo, nè alle apparizioni di
Kyougoku.
Ovviamente Imadoki! non è solo questo, come in ogni manga della
Sensei, altra componente importantissima è il lato romantico:
se nei primi numeri la protagonista non si è ancora resa conto
che... "l'amore ha bussato alla sua porta", con il proseguire
della storia questo argomento verrà trattato sempre più
in profondità.
I disegni sono quelli "post-Ayashi no Ceres", quindi molto
carini, godibili, precisi e ben realizzati, le tavole ben strutturate
e gli sfondi dettagliati (ovviamente quando vengono disegnati ^_^).
Insomma è lo stile ben collaudato dell'autrice che tutti noi
oramai conosciamo bene.
In conclusione se avete avuto a che fare con Yuu Watase solo per le
sue opere fantastiche non dovete certo lasciarvi scappare l'opportunità
di vederla all'opera con un tema diverso, personalmente... l'ho trovato
un manga molto divertente, una ventata di aria fresca fra gli shoujo
scolastici (che, come chi frequenta il Neko ben sa, a me proprio non
vanno giù ^_^;;;).
I
Commenti degli Altri:
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In
My Humble Opinion:
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Inizialmente non mi era davvero piaciuto, temevo un "Appare Jipangu 2 la
vendetta", ma fortunatamente le gag sono molto diminuite nel corso della
storia, dando più spazio alla storia d'amore dei protagonisti. Uno shojo
decisamente carino, anche se secondo i miei canoni è più una storia da
leggere a scrocco che da collezionare. Ma considerando che non è nemmeno
eccessivamente lungo, almeno un pensierino lo merita sicuramente.
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