| Molti
di voi si ricorderanno a malapena di un cartone animato trasmesso molti
anni fa sulla Mediaset (allora Fininvest), che narrava le vicende di
una allegra famigliola di Miami. Mi riferisco infatti a "Family!",
manga di successo della bravissima Taeko
Watanabe, che in Italia abbiamo avuto il piacere
di apprezzare solo nella sua trasposizione animata.
Infatti il successo riscosso dal manga, pubblicato nei primi anni '80
dalla Shogakukan sulla rivista
Flower Comics, fece sì
che pochi anni dopo venisse prodotta una serie tv di poco più
di 20 episodi, dal titolo "Oh! Family",
arrivata anche da noi come "Che famiglia
è questa family".
Mi duole dirlo, ma la versione televisiva fu realizzata piuttosto malamente,
con animazioni direi pessime, che comunque erano molto frequenti negli
anime di quel periodo, e forse proprio a questa sua bassa qualità
si deve la brevità della serie tv.
In Italia, che io mi ricordi, è stata trasmessa solo un paio
di volte, e comunque non è scampata alla forbici della censura,
visti i cenni all'omosessualità di uno dei protagonisti.
Ma torniamo al manga. Raccolto originariamente in 11
tankobon, è stato poi ristampato in due diverse versioni di lusso,
entrambe composte da 6 volumetti. Quello
che si nota semplicemente sfogliandolo, è il tratto estremamente
pulito e preciso dell'autrice, che ricorda per molti aspetti quello
di altre sue colleghe del periodo (in primis, Koi Ikeno... almeno nel
suo vecchio stile).
La storia si compone di episodi autoconclusivi, che hanno tutti un filo
comune: raccontarci la vita degli Anderson,
una normale [beh, insomma ^^] famiglia
della Florida, la cui tranquillità viene scombussolata dall'arrivo
del piccolo Jonathan,
un piccolo orfanello che si stabilirà da loro con il suo ingombrante
cagnone. Ma la vera protagonista della storia è Fea
(anche se non mancano episodi dedicati agli altri membri della famiglia),
alle prese con il neo fratellino, che inizialmente proprio non riesce
ad accettare, e lo sbocciare di un nuovo sentimento, l'amore, verso
l'affascinante Leif...
ex-ragazzo di suo fratello! ^^;;
Rispetto alla serie tv, i personaggi risultano più approfonditi,
e le storie più articolate, e la Watanabe riesce a raccontarle
sempre con molta semplicità, ma rendendole allo stesso tempo
avvincenti e mai noiose. Insomma, niente drammi alla Candy Candy o poteri
magici, ma uno scorcio di vita quotidiana che meriterebbe un pensierino
da parte degli editori nostrani... specie in questo periodo in cui i
manga degli anni '80 paiono attirare parecchio. Non resta che sperare
e tenere incrociate le dita!

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