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introduzione

kazuhiko e suuIn un mondo un po' cyberpunk, un po' retrò, un mondo freddo e fumoso, che si regge sulla supertecnologia e un collegio di governo che tutto osserva, vive in una gabbia, tutta sola, una ragazzina. E' il più grande tesoro di quel mondo, ma anche il suo più grande pericolo: per questo non è mai uscita dalla sua prigione. Ma un giorno, ad un ex soldato viene affidato il compito di scortarla, attraverso mille avversità, in un luogo segreto… Per quale motivo? E chi è questa ragazza, in cosa consiste effettivamente il suo potere? E cos'è il Clover-leaf Project, il cui nome si sussurra nei bassifondi?
Bambini dotati di capacità sconosciute, un uomo che credeva di aver chiuso col passato, canzoni di una cantante scomparsa che ancora risuonano per le strade di un mondo tetro e incolore… E un solo, semplice desiderio. Raro come un quadrifoglio.
Probabilmente non è la migliore presentazione che se ne potesse fare, ma questo è Clover, manga in quattro volumi dell'eclettico quartetto CLAMP. Non si tratta del loro lavoro più conosciuto, ciononostante è stato più volte definito il loro capolavoro; vedremo perché.
In Giappone il manga fu serializzato nella rivista Amie, appartenente alla Kodansha, dal 1997 al 1999, quando la testata venne chiusa per scarsi introiti; e da allora… indovinate un po'… Clover è rimasto interrotto. Senza notizie di sorta. La casa editrice raccolse comunque i capitoli in quattro tankobon, e nel 2008 ne ha anche riproposto una nuova edizione in due volumi. Qui da noi è stato pubblicato nel 2000 grazie alla Star Comics, con cadenza semestrale. E' un manga restato tra quelli "minori" delle autrici, e non dispone praticamente di merchandising, né di un gran numero di illustrazioni; non è mai stato trasposto in anime, se si esclude un breve music video di cui vi parleremo nella sezione apposita.
Nonostante questo, Clover è probabilmente l'opera più raffinata e innovativa delle CLAMP, prima di tutto per la veste grafica. Le autrici sono solite sperimentare stili sempre diversi per i loro manga, ma questa volta hanno inventato nel vero senso della parola un nuovo meccanismo narrativo. Clover si caratterizza per le tavole in gran parte completamente bianche o nere, su cui sono disposti i baloon o le vignette, a volte ad occupare solo una piccola parte dello spazio. L'occhio inquadra spesso particolari, oggetti, oppure invece campi lunghissimi, scorci di questo mondo meccanico e malinconico. La disposizione delle vignette suggerisce i ritmi della storia, e conferisce al fumetto un'atmosfera del tutto particolare. Si tratta insomma di una tecnica narrativa molto interessante, che anche da sola varrebbe la lettura.
I disegni sono quelli, splendidi ed elegantissimi, di Mokona Apapa nel suo periodo migliore. Chi è abituato al suo uso massiccio di retini, a quelle sfumature che sembrano quasi colorate, qui resterà sorpreso: solo chiaroscuri netti e un tratto nitidissimo, quasi senza ombreggiature. Dettagli e accessori curati al massimo servono a suggerire il mondo, mai definito, in cui la storia si svolge: ali tecnologiche, motociclette volanti, uccellini meccanici, cieli scuri striati di cavi della luce, architetture complesse e senza vita.
Anche i contenuti si distaccano considerevolmente dal resto della produzione clampiana. Ci sono tanti degli elementi cari alle nostre mangaka: la giovanissima protagonista, il tema dei desideri, del cercare la felicità, e anche qualche rapporto un po' ambiguo che non può mai mancare, XD ma scherzi a parte, il tutto è inserito in una storia dal taglio più maturo. Cupo senza essere apocalittico o disperato, Clover presenta molti personaggi adulti, e forse anche per questo i sentimenti risultano meglio approfonditi e più realistici.
Insomma, avrete capito a questo punto che anch'io sono tra quelli che considerano questo manga il capolavoro delle CLAMP. Non si può dire di conoscerle davvero se non si è letto Clover, ed è difficile non rimanerne toccati se lo si legge come si deve. Uno shoujo molto particolare che consiglierei a tutti, visto che si tratta di un lavoro unico, fuori anche dai canoni delle CLAMP, per chi non le ama particolarmente. Lo farei leggere anche ad appassionati di fumetto in generale, perché è un buon esempio del livello di creatività che i manga possono raggiungere.


In My Humble Opinion (I Commenti degli altri):
Minmay
Ammetto che la prima volta che ho letto questo manga non sono riuscita ad apprezzarlo, un po' per la pubblicazione "frammentaria" (passava diverso tempo fra un volume e l'altro e l'impossibilità di aver sotto mano i numeri precedenti non aiutava anche a causa del fatto che gli avvenimenti non sono narrati in ordine cronologico) un po' perchè forse "non era il periodo giusto". L'ho riletto di recente e stavolta mi ha fatto tutt'altra impressione: è uno dei manga delle Clamp più ispirati e ricercati sia a livello grafico che come trama, certo permangono i loro "marchi di fabbrica" e il loro "fanservice a tutti i costi", ma stavolta il tutto è stemperato da ben altri contenuti.
Da leggere assolutamente se si è fan delle autrici e consigliato anche a chi di solito non le predilige, potrebbero riservare delle sorprese. Peccato che, come spesso accade con queste "perfide" mangaka, la storia non abbia ancora una conclusione, anche se tutto sommato è andata meglio che in altre storie e qui un finale ci si può anche vedere...
chii
Per dire la verità non ho capito molto questo manga... mi sono piacuti molto i disegni ma la storia è davvero difficile. Non so cosa dire su quest'opera: gli darei un 10 per disegni ma un 5 per la trama.

Shu
Graphic by Minmay

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