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introduzione

the cherry project The Cherry Project è una mini-serie disegnata e scritta da Naoko Takeuchi, pubblicata sulla rivista shoujo Nakayoshi della Kodansha da ottobre 1990 a dicembre 1991 e successivamente raccolta in tre tankobon negli anni 1991/1992. E' stata la prima "storia lunga" di questa autrice, visto che tutti i suoi manga precedenti erano o short story autoconclusive oppure racconti che raggiungevano al massimo un solo volume. La storia di questo manga ruota intorno a Chieri Asuka, una dolce e romantica ragazzina, figlia di un campione olimpionico di pattinaggio artistico su ghiaccio, e che pratica questo sport solo per divertimento e per passare un po' di tempo con il genitore. Suo idolo indiscusso, fin dalla tenera età, è Masanori Tsuzuki, giovane pattinatore che tempo prima ha vinto il campionato nazionale juniores, ma che al momento pare si sia ritirato. Chieri ne tiene in camera un poster che bacia tutte le volte prima di uscire per andare a pattinare. Tsuzuki e i suoi due amici, Kouichi e Hiroshi, invece, hanno messo gli occhi addosso a Chieri perché sono in cerca di una partner che possa pattinare in coppia con il ragazzo e un giorno, sulla pista, la avvicinano. Capito che è colei che fa al caso loro i tre si trasferiscono nella sua scuola e, con la scusa del festival scolastico, viene così istituito il "The Cherry Project", il gruppo di ragazzi (al quale si unirà anche Yuni, amica e compagna di classe di Chieri) si impegnerà a preparare la piccola al meglio perché possa prima esibirsi nel festival della scuola, ma un giorno anche pattinare in coppia con il bravissimo Tsuzuki.
Il pattinaggio su ghiaccio è un argomento che a molte autrici shoujo è sempre piaciuto, innumerevoli sono i fumetti che raccontano di questo sport, quindi non è certo un tema nuovo, ma incuriosisce e fa sempre presa sulle lettrici. La storia di Naoko Takeuchi, quindi, non ci propone niente di innovativo, né tratta tale soggetto in modo inusuale o particolare. Come si è detto in apertura è la sua prima storia un po' più lunga e a livello narrativo risente, purtroppo, di alcune inesperienze della mangaka. Chi conosce bene la Sensei si accorgerà che vi ha inserito tutti i temi a lei cari: una grossa dose di romanticismo e frivolezza (Chieri all'inizio della storia ama consultare l'oroscopo e portarsi dietro dei portafortuna), l'amicizia e il lavoro di squadra, il voler inseguire e realizzare i propri sogni con tutte le forze ma senza mai rinunciare all'amore, tutti elementi sempre presenti nei suoi fumetti. Alla Maestra interessava più trattare la parte romantica della storia e i sentimenti e le motivazioni della protagonista, quindi ciò che non si è saputo gestire in pieno è il lato sportivo, qui spesso si esagera inserendo situazioni piuttosto inverosimili (tipo salti quadrupli o figure davvero complicatissime), ma da un'opera di Naoko Takeuchi non ci si aspetta certo che il lato agonistico-sportivo sia perfetto e plausibile! Si leggono i suoi fumetti perché ti trasportano in quel suo universo magico e romantico e, per certi versi, etereo dove le sue eroine si rivelano, al bisogno, essere tipe forti con una volontà ferrea, nonostante la loro apparenza o il loro carattere un po' svampito e puerile.
Dal lato grafico è un fumetto davvero molto carino, lo stile della Sensei è quello "abbozzato" che ci ha mostrato anche in Sailormoon e che io trovo sempre adattissimo per le scene romantiche che lei ama disegnare, se la cava anche piuttosto bene con le pose e posizioni del pattinaggio e riesce a spiegare molto bene i vari passaggi usando disegni in sequenza come faceva anche Izumi Aso per Hikari no Densetsu. In più può anche sfoggiare la sua grande passione per abiti e accessori disegnando i vari costumi che Chieri indossa durante le gare: anche qui i suoi gusti si riconoscono subito, si va da abitini davvero carinissimi e dolci a cose un po' meno, come dire, ...ricercate (X°°D), ma è sempre un piacere vedere i suoi disegni. La cosa che colpisce di più è la costruzione delle sue tavole, spessissimo usa cornicette e motivi trasferibili per delineare i contorni di alcune vignette o di balloon che mettono in evidenza particolari sentimenti dei personaggi e non mancano neppure singolari effetti grafici usati come sfondo. Nell'edizione in tankobon, poi, i quarti di pagina che su rivista erano usati come spazio pubblicitario, sono pieni zeppi di commentini, disegnini extra e curiosità scritte fitte fitte di pugno dall'autrice. Anche le illustrazioni sono gradevoli e ben realizzate, non presentano ancora tutti quegli effetti a collage che userà in seguito con Sailormoon, ma sono davvero molto dolci e carine, ben impostate e magnificamente colorate.
Insomma, The Cherry Project si rivela alla fine essere un fumetto carino e gradevole, ma non ci si deve certo aspettare un'opera miliare dello shoujo manga, da leggere più per svago, senza troppe pretese ed essendo ben consapevoli dei suoi limiti e della sua condizione di "prima opera un po' più lunga", piacerà soprattutto ai veri fan di Takeuchi Sensei.

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