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Yuuhi, Aya e TouyaAyashi no Ceres (si pronuncia "aiasci no seres", non ceres come la birra!!!) è il manga che Yuu Watase ha creato subito dopo Fushigi Yuugi. E' stato pubblicato sempre nella collana Flower Comics della Shogakukan ed è stato raccolto in 14 volumetti a partire dal 1997 per concludersi nel 2000.
Chi pensa di trovare in AyaCere (come lo chiamano in Giappone dove hanno il vizio di contrarre tutto) un "secondo" Fushigi Yuugi, beh, si sbaglia di grosso! Anche se i temi trattati sono più o meno gli stessi (mitologia, avventura, fantasy, mistero, bei figlioli -anche se molti meno di quello che può sembrare in apparenza-), le due opere sono distanti anni luce. In quest'ultima nè la storia nè la caratterizzazione dei personaggi regge il confronto con il suo stupendo predecessore!!
In realtà avrebbe tutte le carte in regola per essere un bel fumetto, ma la storia non riesce mai a decollare veramente, anzi all'inizio è composto più da un insieme di storielle autoconlusive che da una trama generale ben sviluppata. Neppure i personaggi hanno il carisma di quelli di Fushigi benchè qualche somiglianza sia ovvia e/o voluta (Touya può essere paragonato per alcuni suoi comportamenti a Tamahome e non manca neppure il personaggio comico e dalla buffa parlata, che in Fushigi era rappresentato da Chichiri, mentre qui si può ritrovare nella figura di Alec -non a caso nelle rispettive serie TV entrambi sono doppiati da Tomokazu Seki-). AyaCere non è niente più di un fumetto che non va oltre la media, purtroppo. Troppe sono le cose trattate con "superficialità" dai motivi per cui la squadra di Kagami sta insieme (la Watase ce ne da solo un breve accenno negli ultimi due volumi e sembra quasi che l'abbia fatto per non lasciare la questione in sospeso), a Kagami stesso: "cattivo" che non regge proprio, non solo se confrontato con Nakago [non parliamo di Tenkoo che non fa testo], ma anche preso come personaggio a se stante. Si sarebbe potuto impiegare meglio e appronfondito di più, purtroppo è finito nella schiera dei "cattivi sòla" partoriti dalla Sensei. U.U
La fine della storia tutto sommato non è poi così male, anche se si poteva raggiungere molto prima, in due volumi l'autrice cuoce e sforna tutta la carne che ha rigirato inutilmente in 12 tankobon. La Maestra ha tirato fuori dal suo cappello alcune soluzioni davvero interessanti, anche se... a qualcuno (me in testa) può venire voglia di scorticarla viva per cosa ha combinato verso la fine.... Altra nota dolente i comprimari che vengono usati poco e sfruttati male.
Riuscitissimo il personaggio di Ceres, a cui si aggiungono anche un ottimo Mikagi e Yuuhi, invece i due protagonisti in certi punti della storia riescono proprio a restare un po' pesanti.
Probabilmente i difetti di AyaCere sono dovuti al fatto di essere "l'opera che ha seguito Fushigi Yuugi" e, nel tentativo di non farla assomigliare troppo al suo predecessore, si è creata un po' di confusione e gli ingredienti non sono stati usati in modo ottimale. Se l'autrice l'avesse proposta dopo qualche altro manga, magari di genere diverso, probabilmente sarebbe potuta andare meglio [IMHO of course! ^__^].
Comunque in patria, e non solo, pare che i fan di Yuu Watase abbiano apprezzato questa sua opera e, ho sentito in giro, che alcuni la considerano addirittura superiore al tanto apprezzato Fushigi Yuugi (degustibus... dicevano gli antichi! ^_^;;;;). Vedremo presto cosa ne pensa anche il pubblico nostrano dato che la Play Press ha pubblicato questa opera.

Foto di Gruppo Ma passiamo alla storia: per creare questo manga l'autrice si è ispirata a una famosissima leggenda giapponese (talmente famosa che la conosciamo anche in occidente): un giorno un pescatore vede delle Dee che, scese dal Paradiso sulla Terra, stanno facendo il bagno in uno stagno e resta colpito dalla loro bellezza. Ruba le vesti a una di esse e le nasconde. Successivamente la Dea a cui era stato rubato l'abito incontra il pescatore e gli chiede se lui l'abbia per caso visto. L'uomo mente e le risponde di non saperne nulla; non ritrovando il suo vestito la Divinità non può tornare in Cielo e alla fine non le resta che sposare il pescatore e di vivere per sempre con lui.
Il manga inzia il giorno del 16° compleanno di Aya e Aki Mikage, due gemelli rampolli di una potente famiglia giapponese. Quello stesso giorno vengono portati nella suntuosa villa dei nonni materni e qui viene posta davanti ad entrambi una strana scatola di legno contente una mano mummificata!! Alla vista di tale oggetto da Aya si sprigiona una strana luce e il corpo di Aki viene ricoperto di ferite e il giovane sviene. Dopo tale fenomeno il nonno dei due ragazzi ordina che Aki venga soccorso e portato al sicuro e che Aya... venga uccisa. Si scoprirà più avanti che la Famiglia Mikage, a cui appartengono i due giovani, discende da una Tennyo (l'antica Dea Giapponese), che Aya ne ha ereditato i poteri e che è destinata a rappresentare un grave pericolo per la sopravvivenza e il potere della sua casata.
Il resto della trama si sviluppa tutto sulla fuga di Aya dai parenti (c'è si, il nonno che vuole la sua morte ma dall'altro lato c'è suo cugino Kagami che ne vuole sfuttare i poteri) e sulle difficoltà che lei e il suo innamorato Touya devono affrontare per vivere finalmente felici e contenti e, come se non bastasse, c'è persino da aiutare Ceres a ritrovare il suo Hagoromo (Veste Sacra) per poter così tornare in Paradiso!

I disegni all'inizio del manga sono molto simili a quelli delle opere precedenti, ma con l'andare del tempo ci si accorge di un lento e radicale cambiamento, i volti dei personaggi divengono più tondi, gli occhi sempre più enormi. Le tavole restano sempre pulite e ben definite, ma lo stile dell'autrice a un certo punto diviene quasi irriconoscibile!! (Guardare le immagini nella gallery per credere!!) Le illustrazioni sono sempre più curate e i colori sempre più belli. Personalmente non disdegno il nuovo modo di disegnare di Yuu Watase, anche se, ad essere sincera vedere i vecchi personaggi con la nuova caratterizzazione non fa un bell'effetto (basti vedere ad esempio le illustrazioni dei romanzi di Fushigi Yuugi che sono state fatte durante il "periodo di transizione"). [Nakagone mio!! Sembri obeso!! ;_;]

In Giappone questo manga è stato trasposto anche in una serie animata di 24 episodi, ad opera dello stesso staff di quella di Fushigi Yuugi, ma dato il numero esiguo di puntate si è tentato di fare una sorta di sunto della vicenda lasciando in secondo piano anche alcuni personaggi fondamentali. Questa serie è uscita anche in Italia grazie alla Dynit.
Inoltre, com'era succeso per il suo pedecessore, sono usciti anche alcuni romanzi che approfondiscono la vita e/o il passato dei protagonisti. Trovate il collegamento per saperne di più nella pagina del manga oppure qui sotto.


Ceres

In My Humble Opinion (I Commenti degli Altri):
Sbrn
Dire che sono rimasta delusa, è dire poco! Mi ero fatta comprare questo manga sperando di trovare un degno erede di Fushigi Yuugi, ma per i miei gusti è inferiore (e non di poco) sia come storia che come disegni. E' vero che il tratto della Watase è maturato, ma il modo in cui caratterizza i personaggi non mi piace per niente (facce a palla per le ragazze, e oblunghe per i maschi). La storia poi è un'accozzaglia di eventi più o meno autoconclusivi. Per non parlare dei personaggi, uno più odioso dell'altro, se ne salvano al massimo 2 o 3. Aya e Tooya poi sono da uccisione! Bocciato alla grande!

Minmay-chan

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