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Ari e SosukePer un certo periodo della sua carriera Wataru Yoshizumi, dopo essersi affermata ed aver trovato il successo col genere shojo, ha voluto sperimentare il genere josei creando alcune storie brevi per la rivista Chorus, destinata ad un pubblico più adulto di quello di Ribon dove aveva sempre disegnato fino a quel momento. Una di queste opere è appunto "Cappuccino", contrazione del lunghissimo titolo "Il cappuccino - La storia dell'amore amarognola per adulte" che fortunatamente non viene usato mai nemmeno dai giapponesi e ciò non è un male visto l'italiano sgrammaticato con cui è scritto; perchè sì, il titolo è in italiano pure in originale, evidentemente alla Yoshizumi piaceva usare qualcosa di "esotico" (e non è un segreto che ai giapponesi piacciano le parole italiane), avrebbe però potuto farselo tradurre in maniera più corretta. A parte ciò, il titolo non ha praticamente nessuna connessione con la storia, viene solo citato all'inizio del manga probabilmente per giustificarne la scelta (i due protagonisti amano bere il cappuccino al mattino) e anche i singoli episodi hanno una titolazione in tema ("1 caffè", "2 caffè", eccetera).
Ma questo è sicuramente il male minore del manga. Premesso che della produzione josei della Yoshizumi ho avuto modo di leggere per il momento solo il titolo in oggetto, non posso fare a meno di bocciarlo per parecchi motivi, la sensei non riesce a staccarsi dalle solite tematiche viste e riviste nei suoi manga, tematiche che già cominciavano a stufare negli shojo e che in un josei sono inaccettabili; ci si aspettava un saltino di qualità e una maggiore profondità delle vicende ma ciò non avviene e il risultato è un prodotto mediocre e banale, salvato forse (e più sotto spiegherò il perchè del condizionale) solo dai bei disegni.
La storia si sviluppa attorno al tema della convivenza prima del matrimonio, realtà che in Giappone ha cominciato a diffondersi in tempi recenti ma che ancora non è ben vista dalla società tradizionalista giapponese, non è un segreto che il matrimonio sia uno dei valori su cui si fonda la società nipponica e che molte donne abbiano come scopo principale quello di sistemarsi prima di diventare troppo vecchie. Lo spunto di partenza avrebbe quindi potuto essere interessante ma di fatto sfocia nel classico melodrammone in perfetto Yoshizumi-style, con personaggi stereotipati e già visti, un plot che assomiglia troppo a storie già lette, e situazioni ed espedienti fin troppe volte usati; non ci sono di fatto elementi che facciano di questo manga un prodotto "da ricordare" e finisce quindi per restare solo una lettura disimpegnata con cui passare una mezz'ora del proprio tempo.
Senza entrare troppo nel dettaglio, la trama è piuttosto lineare e scontata: loro vanno a vivere insieme, uno dei due tradisce l'altro, gli amici coprotagonisti sono innamorati dei protagonisti (non vi dico ovviamente se verranno ricambiati), nessun colpo di scena particolare, tutto si svolge esattamente come te lo saresti aspettato. Un po' pochino per un manga che avrebbe, in teoria, dovuto segnare una crescita dell'autrice, crescita che peraltro non si riscontra nemmeno nei disegni, molto carini e precisi come al solito, ma altrettanto piatti e per certi versi freddi, fin troppo statici anche nelle scene in cui c'è un minimo d'azione. In conclusione, un manga "usa e getta" che si fa leggere (anche con piacere) ma che non ti lascia nulla, tantomeno la voglia di riprenderlo in mano e rileggerlo di nuovo.
Sarà forse per questo che dopo la sua pubblicazione la Yoshizumi è tornata a lavorare per una rivista shojo? Chissà...

Sbrn



(Un ringraziamento a Aya-chan che ha
fornito il volumetto italiano. Arigatoo! ^o^)


In My Humble Opinion (I commenti degli altri):
Minmay Me lo aspettavo decisamente peggiore. Credevo di trovarmi davanti al solito manga "made in Yoshizumi" che mi avrebbe lasciato semi-schifata e invece, contrariamente al resto del web, andrò probabilmente contro corrente.
Secondo me è uno dei fumetti meno assurdi che la Sensei abbia scritto e disegnato, anzi alcune situazioni, sotto-sotto, rappresentano molto più realisticamente la società nipponica di quanto si possa a prima vista pensare (certo con una buona dose di "romanzo e clichè manco troppo originali", ma le basi secondo me non si discostano molto dalla realtà e, alla vista di un occidentale, sono pure piuttosto ...deprimenti). Il protagonista maschile non ispira per niente simpatia, tanto che ti viene da chiederti se tutti i giapponesi siano alla fine delle gelatine mollicce senza spina dorsale a quel modo o se siano solo "mal rappresentati" nei manga, invece provi molta empatia con Ari, la protagonista femminile. E il finale, conoscendo i trascorsi dell'autrice, non è neanche scontatissimo.
Per quanto riguarda il lato grafico, molto gradevoli come sempre i disegni, anche se la Sensei, fatto strano, stavolta inciampa nel rappresentare a volte le mani dei personaggi (vedasi ad esempio il primo frontespizio del volume, quello che sarebbe stato originariamente a colori).
Non ne consiglio l'acquisto, però se vi capita sotto mano una letturina a scrocco dategliela, dopotutto Random Walk e Solamente Tu erano decisamente peggio!!
Ayachan La Yoshizumi non è mai stata tra le mie mangaka preferite, ho sempre trovato avesse dei soggetti molto originali ed interessanti ma che non fosse mai in grado di svilupparli appieno, deludendomi ogni volta col procedere delle sue storie.
Qua ho voluto darle un'opportunità, in fondo è un One Shot! XD Ero fra l'altro curiosa di testare la sua capacità nell'ambito dei josei e devo dire che sono rimasta soddisfatta; ha gestito molto bene i vari rapporti di un amore maturo e ho apprezzato anche il finale dolce/amaro.
Sui disegni niente da dire, solo: :Q____________ Però trovatele uno sceneggiatore!!!! Stavolta è andata bene, ma è un talento sprecato!!!! U_U

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