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Il
manga
Il
manga "Candy Candy", sceneggiato
da Kyoko Mizuki e disegnato
da Yumiko Igarashi, fu pubblicato
in Giappone per la prima volta nel 1975 dalla casa editrice Kodansha
sulla rivista Nakayoshi, e
terminò quattro anni più tardi nel 1979.
Contemporaneamente alla pubblicazione su rivista, gli episodi vennero
raccolti in 9 volumetti a partire dal 5 ottobre 1975, fino al 25
febbraio 1979.
Successivamente il fumetto è stato ristampato in una miriade di
versioni diverse, tra le quali capirci qualcosa è una vera impresa.
Per quello che mi riguarda, oltre alla versione originale in 9 tankobon,
ho potuto toccare con mano una versione in 5 volumi dalla copertina
rigida, quella deluxe in 6 volumetti caratterizzati da copertine
che riproducono motivi scozzesi e raccolti in un cofanetto di cartone,
e l'edizione in 2 maxi-volumi contenenti anche illustrazioni a
colori della Igarashi.
Per un certo periodo di tempo, corrispondente alla diatriba intercorsa
tra le 2 autrici per accaparrarsi i diritti d'autore (che ha visto vincitrice
la Mizuki), erano state interrotte tutte le ristampe del manga, ma pare
che l'anno scorso sia uscita una nuova edizione (non vorrei dire una bischerata,
ma credo sia in 9 volumi come quella "storica"). Che si sia
finalmente sbloccata la situazione di stallo che ne impediva la pubblicazione
in occidente? Speriamo, perchè la Star si era dimostrata piuttosto
interessata a quest'opera (preghierina, preghierina, lo voglio anche in
italiano ^_^).
Per il riassunto, che inizierò a mettere on-line prossimamente,
ho seguito la suddivisione originale in 9 volumi.
Volume 1 |
Volume 2 |
Volume 3 |
Volume 4 |
Volume 5 |
Volume 6 |
Volume 7 |
Volume 8 |
Volume 9 |
Uno
sguardo alle altre edizioni.

Edizione Deluxe
in 6 volumi
( Chuokoronsha - 1995) |

Edizione
RunRun
in 20 volumi
( Nakayoshi - 1996) |

Edizione in
2 maxi-volumi
(Chuokoronsha - 1988) |

Edizione in
5 volumi
(Kodansha - 1992) |
Infine, il
manga è stato pubblicato anche in Italia, negli anni '80, sul giornalino
di Candy, a opera della Fabbri. In quell'occasione le tavole vennero ricolorate,
e una volta terminato il materiale originale, vennero create delle nuove
storie, disegnate da artisti italiani di dubbio talento, tanto che il
giornalino fallì. Qui sotto potete avere un'idea della differenza
tra l'edizione originale e quella ricolorata.

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