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Candy nella copertina del libro di illustrazioniNegli ormai lontani anni '70 fece capolino sui nostri teleschermi una simpatica, quanto sfortunata, bambina bionda che con le sue avventure tenne incollati davanti alla tv migliaia di giovani telespettatori. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, ma quella bambina bionda è rimasta nel cuore di molti fan, che accolgono sempre con gioia le repliche che ogni tanto vengono inserite nei palinsesti pazzi (ormai non si possono che definire tali) delle nostre tv.
Sto parlando naturalmente di "Candy Candy" [il mio mito per eccellenza!! ^^], creata dalla fervida immaginazione di Kyoko Mizuki e resa "reale" dalla mano felice di Yumiko Igarashi, rispettivamente sceneggiatrice e disegnatrice della storia.
All'inizio fu il manga. Pubblicato in Giappone per la prima volta nel 1975 dalla casa editrice Kodansha, fu poi trasposto in animazione l'anno successivo a opera della Toei Animation che dette vita ai 115 episodi che pochi anni dopo furono trasmessi anche sulla televisione italiana.
Ricordo ancora la primissima volta che vidi questo anime... era in francese! Ebbene sì, i telespettatori francesi ebbero la fortuna di vedere prima di noi le avventure della piccola Candy, e io, già allora "zapping-maniaca" convinta, inciampai nella storica Antenne2 che trasmetteva appunto la serie tv di Candy. Aveva addirittura la sigla cantata sulla base originale! Che tempi!
Anche se non capivo assolutamente nulla di quello che dicevano, rimasi subito affascinata dai personaggi e dalle ambientazioni (la puntata in questione era una di quelle in cui Candy, appena adottata dagli Andrew, vive nella loro splendida villa insieme a Antony, Archie e Stear). Immaginate quindi come fui contenta quando iniziarono a trasmetterla in italiano [non chiedetemi quanto tempo ci volle perchè non me lo ricordo assolutamente].
E fu subito un successo strepitoso, che insieme ai robottoni nagaiani, spianò la strada alla cosiddetta "invasione di cartoni giapponesi". Ma questa è un'altra storia.
Il successo riscosso dalla serie tv ebbe come risultato il proliferare di gadget di ogni tipo (diari, quaderni, carta da lettere, LP, e le mitiche bamboline in vari formati e dotate di vestitini di ricambio venduti separatamente come quelli delle Barbie!), e la pubblicazione del manga originale a opera del Gruppo Editoriale Fabbri.Candy da piccola con le paperelle
Già, il mitico giornalino di Candy, che inizialmente presentava solo le avventure della bionda signorina tuttelentiggini, ricolorate in Italia per l'occasione, talvolta con un risultato discutibile. Avventure che presto vennero affiancate da altri lavori della stessa Igarashi (Susy del Far West, Kitty la stella del circo, Georgie) e di altre mangaka famose quali la Ikeda (Lady Oscar e un paio di storie brevi) e Chieko Hara (Luna, Alice), nonchè da rubriche di ogni genere, curate immaginariamente dai personaggi del manga.
Una volta terminate le vicende originali, la cui conclusione è molto diversa da quella della serie animata (vede infatti Candy e Albert legati per la vita), fu inventato un ipotetico proseguimento delle avventure (successivamente raccolte in una serie di romanzi), affidato a disegnatori italiani, che visto il loro scarso talento [no, dico io, ma vi rendete conto di come disegna la Igarashi???? Non potevano far altro che una figura cacina al confronto!] nonostante alcune tavole fossero spudoratamente scopiazzate da quelle originali, decretarono il fallimento del giornalino.
Negli ultimi anni, il Giappone ha assistito a una battaglia legale tra Yumiko Igarashi e Kyoko Mizuki, che accusava la disegnatrice di aver venduto i diritti di pubblicazione all'estero (non ricordo in quale paese, mi sembra Cina o Korea) senza interpellarla. La causa ha visto vincitrice la sceneggiatrice quindi i diritti di pubblicazione sono stati congelati e sono state bloccate anche le ristampe giapponesi. La Star Comics, che pareva interessata a una sua ripubblicazione in italiano, ha dovuto abbandonare momentaneamente l'idea. Fonti non ufficiali però hanno dichiarato che la scorsa estate sia uscita una nuova ristampa del manga, e se ciò fosse vero, la possibilità di vedere presto nelle edicole le avventure della nostra infermierina preferita non sarebbe più così remota.



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I commenti degli altri:

In my humble opinion:
Minmay

Ho visto tutta Candy Candy solo negli ultimi anni, non che prima non la seguissi, ma regolarmente mi perdevo dei blocchi di episodi. Da noi tutti hanno visto Candy e tutti la conoscono, ma devo dire che io, quando arrivò, non ero molto interessata alla sua storia (da piccola se non erano robottoni non li volevo!). Insomma considero Candy un'istituzione e in quanto tale intoccabile, ma non la preferisco ad altri shoojo!

Kyosuke
Aaaaaaaaaah, quanti ricordi !!! Candy Candy è una delle mie serie preferite, sicuramente. La storia, a tratti divertente e a tratti strappalacrime, è decisamente molto bella: la vita di Candy viene proposta tutta, da quando viene trovata davanti alla casa di Pony, fino a quanto cresce, studia e lavora. Insomma un bel lavorone, non c'è che dire.

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