La
popolarità di Miwa Ueda
è indubbiamente legata alla sua opera più conosciuta, "Peach
Girl", arrivata sui nostri scaffali grazie all'edizione
italiana di Play Press e che ha
riscosso un tale successo sia in patria che all'estero da dare origine
ad un seguito ("Ura Peach Girl")
e a una serie animata. Ma "Peach Girl" non è nè
l'unica opera dell'autrice nè la sola meritevole di attenzione
e Play Press l'ha capito, proponendocene altre a brevissima distanza dalla
conclusione dell'opera maggiore; tra
gli altri manga disegnati e sceneggiati dalla sensei vale la pena infatti
segnalare "Angel Wars",
opera precedente a "Peach Girl" e ben più corta (vanta
infatti solo 4 tankobon totali) ma non meno valida e
avvincente.
Pubblicata in terra nipponica dalla Shogakukan sulla rivista Betsufure
e successivamente raccolta in volumetti, narra le avventure che Maria,
una giovane novizia, si trova a vivere quando scopre di non essere sola
al mondo come pensava (è stata infatti cresciuta in un convento)
ma di avere un parente in vita. Quello che non immagina è che tale
persona si trovi tra gli allievi di una scuola maschile e pertanto alla
ragazza non resta che iscriversi all'istituto per poter cercare il parente
misterioso, generando ovviamente scompiglio nell'istituto e nella vita
di Seiya, l'affascinante
compagno di scuola e di alloggio. Inutile dire che l'amore è dietro
l'angolo per i due ragazzi, ma ad ostacolarli stavolta non ci sono solo
i tipici componenti da shojo manga (equivoci a non finire, la rivale estroversa
e disinvolta, la perenne incapacità dei protagonisti di esprimere
i propri sentimenti) ma anche un ostacolo ben maggiore: la fede religiosa
di Maria, convinta che il suo destino sia di diventare suora e servire
il Signore, e per questo spaventata e in parte "inorridita"
dai nuovi sentimenti che sente affiorare nel suo cuore.
Ma "Angel Wars" è anche qualcos'altro: intorno ai protagonisti
inizieranno infatti a verificarsi alcuni misteriosi incidenti che portano
alla storia quel tocco di mistero che la rende ancora più interessante.
Non mancano inoltre i siparietti comici tipici dell'autrice, nel suo tipico
stile conosciuto già attraverso le pagine di "Peach Girl",
ma al contrario di quest'ultima, "Angel Wars" è, se vogliamo,
un'opera meno "esasperante". Non fraintendete, vi sta parlando
una grande fan di quel fumetto, ma in effetti molte delle situazioni in
cui si ritrova Momo sanno spesso di esagerato e forzato (sembra quasi
che l'autrice si diverta a complicarle la vita ad ogni vignetta!!! ;D),
cosa che invece non si avverte in "Angel Wars". Certo, non si
può dire che anche Maria non ne passi di cotte e di crude, ma il
tutto sembra più moderato e quindi più godibile che in "Peach
Girl".
Forse i disegni possono sembrare ad un primo impatto più grezzi
e acerbi, ma personalmente li trovo molto gradevoli e per certi versi
più carini di quelli più recenti della Ueda, dove, sebbene
il tratto sia notevolmente migliorato e le anatomie e i volti dei personaggi
appaiano più precisi, si avverte lo stesso senso di "esagerazione"
che trasmettono i plot delle opere. Personalmente trovo molto più
carine le illustrazioni di Maria che quelle di Momo, dove ogni inquadratura
presenta spesso pose assurde (seppur ben realizzate e d'impatto)... insomma,
mi suscitano molta più simpatia quelle di "Angel Wars",
sebbene meno elaborate e più semplici!
In definitiva, quindi, ho trovato questo manga davvero carino e di scorrevole
lettura. Certo, non aspettatevi il capolavoro del secolo, presenta naturalmente
alcuni difetti legati soprattutto all'inesperienza di Miwa Ueda, ma in
definitiva sono solo piccolezze che passano in secondo piano di fronte
ad un manga che vi saprà certamente regalare qualche ora di divertimento
e relax.


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