Nel
panorama editoriale nipponico, ci sono molte autrici che si perdono
nella massa di mangaka che tentano di raggiungere il successo; alcune
di loro ce la fanno, altre rimangono relegate al ruolo di autrici
"riempitive" delle varie riviste di settore, altre hanno
la fortuna di incappare in un'idea vincente (talvolta affiancate
da uno sceneggiatore) ma dopo di essa non riescono più a
emergere di nuovo. E' questo il caso di Nao
Yazawa, una mangaka la cui produzione può
tranquillamente essere definita irrilevante, il cui nome è
conosciuto nel mondo solo perchè ha disegnato la versione
cartacea di "Wedding Peach", ben più famoso grazie
alla serie animata piuttosto che al manga.
I motivi di questo "anonimato" sono molteplici, in primo
luogo il tratto non accattivante dei disegni: qualche bel visino
non basta da solo a catturare l'attenzione, le anatomie sono totalmente
sballate, le tavole non spiccano per originalità e, almeno
nel caso di Wedding Peach, la narrazione è spesso interrotta
da gag forzate e fuori luogo. Non stupisce quindi che al di là
di questo titolo, dove comunque era affiancata da un bravo sceneggiatore
e dietro al quale esisteva tutta una campagna di marketing per supportare
la serie tv, di Nao Yazawa si siano perse poi le tracce.
Nata
il 29 luglio (come al solito l'età è ignota) e originaria
della zona di Tokyo, vive attualmente a Kanagawa. Per lungo tempo
molti hanno creduto che fosse un uomo a causa del modo in cui si
ritrae, quasi sempre in abiti maschili, ciò e dovuto al fatto
che indossa quasi sempre pantaloni e non ha nessuna gonna nell'armadio
(come lei stessa rivela in uno dei freetalk di Wedding Peach). Ha
due gatti (di cui uno superciccione) e afferma di essere una buona
forchetta, inoltre ascolta spesso la musica classica. Alla domanda
su quale sia il suo personaggio preferito di Wedding Peach, risponde
che le piacciono tutti anche se in particolare predilige Yosuke
e Jamapi.
La
produzione di Nao Yazawa, come si diceva prima, non è molto
vasta, e alterna pubblicazioni ufficiali ad altre amatoriali (le
cosiddette dojinshi), con prevalenza di queste ultime.
Debutta nel 1989 con la storia breve "Gengoro
mairu!" ("Arriva Gengoro!"),
seguita da "Tengoku kara kita
Oh! Kaachan" ("La mamma è tornata
dal Paradiso"), entrambe pubblicate su Bessatsu Korokoro
Comics della Shougakuka, rivista che ha chiuso i battenti nel 2007.
Passata
alle pagine di Pyon Pyon, sempre della Shougakukan, ancora nel 1989
si occupa anche della versione a fumetti di "Maho
shojo chuukana bye bye", un telefilm di 24
episodi prodotto dalla Toei su soggetto originale di Shotaro Ishinomori.
Sulla
stessa rivista la Yazawa serializzò la sua prima serie originale,
"Itadaki! Panther",
su richiesta dell'editore che voleva una storia che ricordasse un
po' Lupin III. Il plot di base doveva essere quello di due sorelle
che gestivano un bar ma che in segreto rubavano quadri e gioielli,
e che erano braccate da un giovane detective che frequentava regolarmente
il loro negozio... la somiglianza con Cat's Eye appare evidente!
E per questo pare che l'autrice abbia ricevuto molte lettere di
protesta da parte dei fan di Tsukasa Hojo! [Beh,
mi pare il minimo! XD] Il manga non fu comunque mai raccolto
in tankobon.
Sempre
su Pyon Pyon vennero poi pubblicate altre due brevi storie, intitolate
"Akari chu kaeri"
("Il ritorno di un bacio luminoso")
e "Kyuuketsuki ni goyoojin"
("Attenzione al vampiro").
Nel
1993 l'autrice inizia a disegnare per la rivista Chao della Shogakukan,
inizialmente con 3 storie brevi ("Dokidoki
harp princess", "Panic!
Jin Jin" e "Yookai
hunter Chikara"), prima di incominciare nel
marzo dello stesso anno la sua opera più famosa (forse l'unica),
"Ai tenshi densetsu Wedding Peach",
che proseguirà fino all'aprile del 1996. Più semplicemente
conosciuto come "Wedding Peach" (la versione lunga del
titolo è infatti quella della serie tv), è un manga
incentrato sulla storia di Momoko, una ragazzina che riceve il potere
di trasformarsi in un Fighter Angel e che dovrà fronteggiare
i demoni che vogliono cancellare l'amore dal mondo. Affiancata da
altre combattenti, si innamorerà di un ragazzo che risulterà
essere un membro della tribù dei demoni. Le somiglianze con
Sailormoon sono palesi, ma molti anime o manga di quel periodo di
fatto si ispirano alla guerriera in marinaretta, e dopotutto lo
sceneggiatore Sukehiro Tomita aveva lavorato ad alcune serie di
quest'anime. La versione animata è comunque superiore al
manga come qualità, tanto che è poi proseguita con
una serie di OAV e ha sfornato anche tutta una serie di gadget collegati
(cd, libri, e via dicendo).
Nel
1996 pubblica "Ghost Hunter Mizuki!",
in cui la protagonista Mizuki è una quattordicenne discendente
da una stirpe di demoni e deve lottare contro gli spiriti maligni,
affiancata dal giovane Sekito, che ha il potere di sigillarli.
Sempre
su Chao, tra il 1996 e il 1997 escono altre tre storie brevi: "Cinderella
Panic", "Obake
yashiki e irasshai" e "Race
de kiss".
All'inizio
degli anni 2000, pubblica per la casa editrice inglese Plex il volumetto
"Nozomi"
("Desiderio"): una ragazza esprime un desiderio
quando vede nel cielo una stella cadente, ma il risultato non è
quello che si aspettava, un demone scende infatti sulla Terra per
insegnarle cos'è l'amore... Il manga è piuttosto breve
(una sessantina di pagine) ma interamente a colori, è stato
editato anche negli Stati Uniti dalla casa editrice Fanboy.
La
Yazawa è molto apprezzata sul mercato tedesco, dove ha pubblicato
il manga "Shinku Chitai"
in 11 volumetti totali; la storia era stata iniziata per hobby ma
poi la casa editrice EMA si è mostrata interessata e ha deciso
di serializzarla sulla rivista Manga Power. Si tratta di uno shonen
manga, ambientato negli anni '90 dopo che un'ipotetico terremoto
e una epidemia misteriosa ha distrutto la regione del Kanto. Il
governo decide di isolare quella zona, in cui il dodicenne Tetsu
diventa il leader di un gruppo di bambini sopravvissuti e cerca
di scoprire cosa sia successo realmente e trovare il modo per fuggire
dalla zona d'isolamento.
Sempre
in Germania sono usciti 3 volumetti intitolati "Nao
Yazawa Collection" che raccolgono alcune delle
suddette storie, che sul mercato giapponese appunto non sono mai
state pubblicate in tankobon. Tra di esse merita ovviamente menzionare
"Itadaki! Panther" e "Mizuki", e probabilmente
questo è l'unico modo per poterle leggere (per chi ovviamente
fosse interessato).
Infine,
insieme alla collega Mami Tachibana (che si era occupata della realizzazione
di alcuni capitoli di Wedding Peach quando la Yazawa era troppo
impegnata per disegnarli), ha fondato un gruppo chiamato Mandrill,
col cui nome vengono firmate alcune dojinshi amatoriali realizzate
dalle due mangaka e che hanno come soggetto alcune parodie del manga
Wedding Peach (intitolate "Bakuretsu
- Momoyome").
Nao
Yazawa in Italia.
La Star Comics ha pubblicato "Wedding
Peach", nella collana Starlight, a partire
da settembre 2004. Il manga si è concluso, sia in Giappone
che in Italia, con 6 volumi.
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Qui
di seguito, il collegamento alla sezione di "Wedding Peach".
Ultimo
aggiornamento APRILE 2009 |
Per alcune info e immagini: sito
ufficiale di Nao Yazawa.