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le autrici shojo più famose che hanno debuttato alla fine degli
anni '60 vi è indubbiamente Waki
Yamato, prolifica mangaka che ha saputo mantenere inalterato
il fascino delle sue opere anche nel corso dei decenni successivi, vantando
una delle bibliografie più vaste di questo genere.
Nata a Sapporo il 13 marzo 1948, era molto amica di Yumiko Igarashi e
come lei ha fatto un po' la storia dello shojo "vecchio stile",
specializzandosi prevalentemente in storie d'amore drammatiche ma condite
di umorismo; una delle sue caratteristiche principali è infatti
quella di inserire spesso gag comiche, talvolta forse anche in maniera
eccessiva, soprattutto attraverso una serie di comprimari creati appositamente
per far ridere il lettore [anche se parecchi
di essi sono da uccisione U.u]... chiaramente non mancano nella
sua vasta produzione anche opere decisamente tragiche.
Lo stile di disegno ricorda per certi versi quello di Riyoko Ikeda, almeno
nelle sue storie più vecchie, i personaggi sono infatti esili e
slanciati e questa caratteristica si è mantenuta nonostante l'evoluzione
del tratto che ha visto semplificare alcune caratteristiche del disegno
per renderlo più in linea coi gusti moderni. Non per questo però
si può parlare di stile migliore o peggiore, anche le nuove storie
sono disegnate molto bene e soprattutto restano sempre bellissime le illustrazioni
create dalla sensei.
Alcuni vecchi titoli sono diventati talmente rari e ambiti che si possono
trovare nel mercato dell'usato anche a prezzi esorbitanti (sui 4000/5000
yen a volumetto!), ciò può dare un'indicazione su quanto
sia ancora amata e ricercata ancora oggi quest'autrice.
La
Yamato debutta nel 1966 con la storia breve "Dorobou
Tenshi", pubblicata sulla rivista Shojo Friend della
Kodansha, casa editrice alla quale la mangaka è rimasta legata
per tutta la sua carriera di fumettista; gli anni successivi si dedica
principalmente a storie autoconclusive per la suddetta rivista, affinando
sempre di più il suo stile sia di disegno che di sceneggiatrice,
anche se talvolta si appoggia a storie scritte da altri (tra cui vale
la pena citare la ben nota Kyoko Mizuki).
Nel
1971 pubblica "Mon Cherie CoCo",
serie in tre volumi nel quale inizia a prendere forma il suo stile e che
fu trasposta in una serie animata di 13 episodi, trasmessa dall'agosto
al novembre del 1978: Coco Marchand è una ragazza franco-giapponese
molto portata per la moda che viene presa in simpatia da Madame Cheryl,
direttrice di un'importante rivista di moda che l'aiuterà ad affermarsi
come stilista. Negli anni successivi sforna parecchie opere brevi (tutte
al massimo di 3 tankobon) tra cui vale la pena ricordare "Love
Pack" (ambientato nel medioevo giapponese, ha come
protagonista una giovane concubina e un ninja) e "Lady
Mitsuko" (quest'ultimo basato sulla vita di Mitsuko
Aoyama, la madre del politico e filosofo austriaco Richard Nikolaus Graf
Coudenhove-Kalergi).
Nel
1975 arriva l'affermazione definitiva con il manga "Haikarasan
ga Tooru", ambientato nell'era Taisho, che racconta
la storia di Benio Hanamura, una "ragazza alla moda" che cerca
di emanciparsi in un'epoca in cui le donne erano ancor più di oggi
relegate nel loro ruolo di mogli e donne di casa (tema caro all'autrice
e da lei ripreso anche in seguito). Il manga ebbe un grande successo e
fu raccolto in 7 volumi (più uno special che raccoglieva le storie
brevi) ristampati successivamente in vari formati, ne venne anche tratta
una serie animata (che però non ebbe lo stesso successo), varie
versioni live per la tv, e un musical del teatro Takarazuka. Nel 1976
venne pubblicato anche un libro di illustrazioni che raccoglieva, tra
gli altri, alcuni splendidi disegni di questo manga; Haikarasan è
arrivata anche in Italia sia nella sua versione animata (da noi ribattezzata
"Mademoiselle Anne"), sia nella sua versione cartacea (dapprima
sulla testata "Amici" e successivamente in monografico).
Nel
1977 è la volta di un altro importante successo, inizia infatti
la pubblicazione di "Killa",
storia ambientata nel mondo del teatro londinese degli anni '60 e il cui
protagonista è decisamente lontano dall'essere un personaggio positivo,
scordatevi insomma le sfide leali tra Maya e Ayumi di "Glass no Kamen"
perchè Killa usa tutti i mezzi per raggiungere i suoi scopi. 
Dopo
la pubblicazione di altre storie brevi come "Aramis
'78" (in 4 volumi) e "Ten
no Hate, Chi no Kagiri" (ambientato nel Giappone
antico, ha come protagonista la poetessa Nukata no Ookimi), è la
volta di quello che da molti viene considerato come il capolavoro assoluto
della Yamato: nel 1979 inizia infatti "Asaki
Yumemishi", trasposizione a fumetti del celebre romanzo
giapponese "Genji monogatari" di Murasaki Shikibu. Nei 13 volumi
che compongono l'opera si assiste a una ricostruzione fedele e dettagliata
degli usi e dei costumi dell'epoca, il disegno è meno lezioso delle
opere precedenti per dare maggiore risalto alle vicende e alla rappresentazione
storica; si tratta indubbiamente di un'opera impegnativa anche per il
lettore, ad oggi inedita in Italia anche se la Hoepli ne ha pubblicato
alcuni episodi nel saggio "Non farò sogni effimeri" che
è però principalmente una sorta di saggio mirato allo studio
della lingua giapponese (è infatti corredato anche di un cd-audio).
Nella
prima metà degli anni '80 vedono la luce altri due importanti manga:
"Yokohama story"
del 1981 e "N.Y. Komachi"
del 1985, entrambi in 8 tankobon. Il primo si svolge nell'era Meiji e
ha come protagoniste due ragazze dal carattere opposto, la tradizionalista
Uno e l'anticonformista Mariko, le cui vite saranno legate da una profonda
amicizia e un amore conteso; all'epoca della serializzazione del manga
uscì anche un image album ispirato ad esso, credo uscito solo in
vinile e mai ristampato in cd. Il secondo invece è collocato temporalmente
all'inizio del '900 e anche stavolta è incentrato sulla figura
di una ragazza forte che non sottostà alle regole della società:
cresciuta infatti come un ragazzo poichè la sua famiglia non aveva
un erede maschio, la giovane Shino cercherà in tutti i modi di
sfuggire ad un matrimonio combinatole dal padre e di inseguire il suo
sogno di andare a New York; questo manga è stato pubblicato anche
in Italia dalla GP Publishing.
Tra
il 1985 e il 1995 escono diversi volumetti autoconclusivi, ma sono soprattutto
2 le opere degne di menzione. "Bodaijuu"
(del 1984-85) che narra in 3 volumi le vicende di Asami Nakahara, rimasta
orfana dopo che i suoi genitori sono morti un un incidente d'auto; di
lei si prende cura un misterioso benefattore soprannominato "Ashinaga
Ojisan", che non è altro che il nome giapponese di un famoso
classico per ragazzi, "Papà Gambalunga", a cui la storia
chiaramente si ispira dal momento che Asami cercherà in tutti i
modi di scoprire la vera identità dell'uomo. E
"High Heel Cop"
(5 volumi regolari più uno speciale intitolato "Shin
High Heel Cop"), storia comica-poliziesca dove troviamo
come protagonista la poliziotta Ichiko Meguri, più avvezza al consumo
di liquori che alle faccende di casa, che abita con il nipote Yuuta affidatole
dopo la morte dei suoi genitori (è figlio di una sorella molto
più grande di lei) e con il fido pastore tedesco Al.
Nel
1995 abbiamo "Niji no Natasha"
(5 volumi), ambientato negli anni '30: un nobile giapponese gravemente
ammalato incarica il futuro genero di ritrovare la figlia illegittima
Natasha avuta anni addietro da una cantante russa; la ragazza si trova
a Shangai dove è stata cresciuta dai proprietari di un piccolo
ristorante ed è adesso una specie di maschiaccio ma dotata di una
bellissima voce, viene così ricondotta in Giappone dove potrà
studiare canto. Ma la vita in una famiglia a lei totalmente sconosciuta
e tutt'altro che disposta ad accoglierla a braccia aperte (la sorellastra
non l'ha infatti in simpatia e teme che possa rubarle il fidanzato) non
sarà affatto facile, soprattutto dopo la morte di suo padre.
Dal
1997 in poi la Yamato abbandona le pagine di Shojo Friend e Mimi e inizia
a pubblicare tutti i suoi manga per Be Love e Kiss, sempre della Kodansha
ma rivolte specificatamente a donne adulte, sebbene in verità già
con alcune opere precedenti la sensei avesse già iniziato ad avvicinarsi
più alle tematiche josei che a quelle shojo. Quell'anno vede luce
la commedia "Babysitter Gin!"
che vanta ben 9 volumetti: il
protagonista Gin Shimochiai ha da sempre il sogno di far felici i bambini
e per riuscirci si traveste da babysitter donna (come Mrs Doubtfire ^^)
ispirandosi a Mary Poppins e fondando un'agenzia di babysitteraggio con
cui poter risolvere i problemi familiari e portare serenità ai
suoi piccoli clienti. Sempre di ambientazione familiare è "Nishimuku
Samurai" (dove samurai è scritto con kanji
"shi", da cui la trascrizione spesso errata Nishimukushi), anch'esso
del 1997, ambientato però al tempo dei samurai, nel tardo periodo
Edo.
Dal
2003 al 2007 si occupa di "Kurenai
Niofu" (4 tankobon): a soli 3 anni Tamako viene condotta
a Kyoto per diventare una maiko (apprendista geisha), cambierà
così il suo nome in Sakiko Ishibashi e si impegnerà per
diventare una delle migliori geishe della storia; un manga che quindi
ha il pregio di mostrarci un mondo che sugli occidentali ha sempre esercitato
un certo fascino (e anche sulla stessa Waki Yamato che talvolta inserisce
geishe tra i personaggi dei suoi manga, basti pensare a Haikarasan).
Dopo
un paio di storie minori, la Yamato ha iniziato "Ishtar
no Musume ~ Ono-no Otsuuden", l'opera sulla quale
è impegnata dal 2009 e che al momento ha già 4 volumetti
all'attivo: ancora una volta la Yamato attinge a tematiche storiche scegliendo
come protagonista la misteriosa quanto affascinante Ono-no Otsu, fanciulla
vissuta alla corte del daimyoo Toyotomi Hideyoshi durante il periodo Azuchi-Momoyama
e famosa per aver scritto un dramma per il teatro "no" basato
sulla vita del giovane Yoshitsune, famoso samurai giapponese.
Tirando
le somme, appare indubbio che la Yamato si è alternata tra i due
generi a lei prediletti, le storie d'amore appassionate e avventurose
(meglio se ambientate in periodi storici affascinanti) e i manga umoristici
(come si diceva all'inizio, sono molte le gag umoristiche inserite in
alcuni suoi manga, per non parlare di quelli nati proprio come manga comici);
non ha però disdegnato esperimenti in altri generi, dal fantasy
("Fusuma Land 4.5" dove la protagonista scopre una porta magica
che la conduce in un mondo fantastico), al poliziesco (il precedentemente
citato "High Heel Cop"), dal sovrannaturale ("Tenshi no
Kajitsu" incentrato sugli angeli) allo sportivo ("Kigen 2600-nen
no Play Ball" basato sul baseball).
Mentre in Giappone le opere di Waki Yamato vengono continuamente ristampate
nei formati più disparati (alcune vecchie edizioni hanno anche
una versione "variant" della copertina), per il momento in Italia
hanno fatto solo un paio di apparizioni fugaci, speriamo che prima o poi
gli editori nostrani pubblichino altri manga della sensei perchè
ce ne sono alcuni che meriterebbero davvero di essere letti nella nostra
lingua!
Waki
Yamato in Italia.
Al momento sono solo due le opere della sensei giunte nel nostro
paese.
La Star Comics ha pubblicato "Haikarasan ga tooru" (col
titolo "Una ragazza alla moda")
prima sulla testata Amici nel 1997 (pubblicandolo "a puntate"
insieme ad altri 3 manga di autrici diverse, mentre il volumetto
speciale è uscito a parte nel 1999) e successivamente l'ha
ristampato in monografico in una graziosa edizione in 8 volumi nel
2008.
La GP Publishing ha invece pubblicato "NY
Komachi" in 8 volumi identici alla versione
giapponese.
Esiste anche un libro/saggio pubblicato dalla casa editrice Hoepli
a settembre 2011, intitolato "Non
farò sogni effimeri", che raccoglie
alcuni capitoli di "Asaki Yumemishi". Va però precisato
che si tratta principalmente di un libro mirato allo studio della
lingua giapponese, il manga non è infatti tradotto ma è
bensì lasciato in lingua originale (potete trovare maggiori
info sul sito della Hoepli: scheda
tecnica del libro)
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Utilizzando
la tabella qui sotto potrete accedere alle recensioni delle due opere
pubblicate in Italia, alla pagina di approfondimento sui vari libri di
illustrazione e una tabella riassuntiva della bibliografia della sensei.
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aggiornamento MARZO 2012 |
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