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Jeudi, Lundi, Leon"Alpen Rose" è il manga che negli anni '80 ha dato il successo a Michiyo Akaishi, bravissima e talentuosa mangaka che successivamente ha sempre più approfondito questa sua predilezione per le storie ricche di avventura e mistero.
La storia ha un plot di base piuttosto sfruttato negli shojo manga: Jeudi è una bionda orfanella che ha perso misteriosamente la famiglia alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale; con l'aiuto dell'amato Lundi si metterà in cerca delle proprie origini, ritrovandosi
a scappare tra Svizzera e Austria, per sfuggire da un lato ai soldati nazisti e dall'altro al perfido conte Gourmont, che sembra avere un'ossessione per la ragazza.

Un manga quindi all'apparenza scontato che però riesce nella sua semplicità a conquistare il lettore, per merito anche dei delicati disegni dell'autrice; il tratto dell'Akaishi è molto pulito e dettagliato, anche se i personaggi hanno sempre un che di infantile, siano essi adulti o ragazzi, ma comunque ben si presta alla storia anche se forse un po' meno riuscite sono le scene d'azione. Bellissime sono soprattutto le illustrazioni a colori, sia nella scelta dei colori che nelle pose dei personaggi, sebbene non siano mai state raccolte in un libro si possono ammirare in una delle ristampe deluxe del manga.
Quest'ultimo infatti ha goduto di ben 3 edizioni diverse, quindi ha avuto indubbiamente più successo della serie tv, composta solo da una ventina di episodi e decisamente inferiore come qualità alla controparte cartacea, nonostante dello staff abbiano fatto parte due nomi illustri quali Akemi Takada (character design) e Joe Hisaishi (musiche). Sorvoliamo poi sulla sorte che ha avuto in Italia quest'anime, ipercensurato e martoriato, ma finalmente riadattato come si deve da Yamato Video. Anche il manga, nel 2007, ha finalmente avuto una pubblicazione in Italia, grazie alla Star Comics, nel periodo in cui sono arrivati da noi molti titoli classici che i fan aspettavano da tempo.

Come si diceva più sopra, la storia risente inevitabilmente delle influenze tipiche di quegli anni, per cui vi si possono ritrovare elementi comuni ad altre storie (un esempio su tutti, nel vol.1 ritroviamo una scena simile a quella che vede come protagonisti Georgie e Arthur, quando quest'ultimo cerca di salvare la sorella adottiva dal congelamento), che comunque non ne diminuiscono la qualità complessiva. La trama infatti non è mai scontata e si susseguono colpi di scena che portano verso il classico fine di ogni shojo che si rispetti [beh, non tutti gli shojo finiscono bene, in verità :-)]. Forse la seconda parte, incentrata sul personaggio di Jean Jacques, è quella meno riuscita, si ha quasi l'impressione che la Akaishi sia stata costretta a proseguire la storia dopo la conclusione della vicenda legata al passato di Jeudi. Nel complesso però la lettura scorre bene, e tutto sommato i personaggi sono ben caratterizzati, anche quelli minori che appaiono per poche pagine, forse un po' stereotipati per certi versi ma comunque sempre coerenti con il ruolo in cui sono inquadrati.

Sicuramente si tratta di un titolo da consigliare solo agli estimatori degli shojo cosiddetti "della vecchia guardia", perchè lo stile sia grafico che narrativo in alcuni punti "sa un po' di vecchio" ma coloro che amano gli shojo "old-style" ne usciranno indubbiamente soddisfatti. Un'opera che tra l'altro ha il pregio di farci conoscere un'autrice che già all'epoca dimostrava di avere una marcia in più e di cui ci auguriamo di poter leggere altre opere in futuro.


In my humble opinion (I Commenti degli altri):

Ricordo ancora la prima messa in onda della serie tv, la trasmettevano su Rete 4 in Ciao Ciao subito dopo pranzo e io e mia mamma non ce ne perdevamo un episodio!! Purtroppo della storia non ricordo molto (forse perch era talmente censurata che non ci si capiva nulla????), ma all'epoca cantavo in continuazione la canzoncina di Aschenbach!! "Alpen Rose Alpen Rose voglio che sappia del mio amor..." Ancora non ho avuto modo di rivedere l'anime, ma Sbrn mi ha spaventato dicendo che... non corrisponde proprio ai miei ricordi... X°°°D Per quanto riguarda il manga l'ho comprato e l'ho trovato molto carino, mi piaciuta un po' meno la "seconda parte" (a volte l'autrice pareva un po' menare il can per l'aia), ma secondo me vale la pena almeno leggerlo.

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